5 settembre 2012

A Single Man

E’ già Ieri. -2009-

Può uno stilista di fama mondiale reinterpretarsi artista e lasciare ugualmente a bocca aperta? Si può, a patto che non stravolga la sua natura, che, umilmente, si metta a servizio dell’arte e lasci libera la sua creatività. Tom Ford è la prova che, se fatto con intelligenza, il proprio lavoro, qualunque esso sia, sarà grande. L’uomo che ha rilanciato il marchio Gucci c’ha ormai abituato alle sue collezioni classiche e semplici, senza sfarzo e senza urli con cui si è imposto nelle passerelle per uno stile sobrio e ricercato, così quando, temerariamente, si è cimentato dietro la macchina da presa in molti erano pronti a scommettere su un suo passo falso. E invece Tom ha saputo stupire ancora una volta, confezionando un film a sua misura, dove l’eleganza regna sovrana e dove le scene sono costruite per incantare grazie a una luce e ad una fotografia che avvolgono i personaggi di un’aura incantata.

La storia ha il sapore forte dell’amore: George è un rinomato professore, amato dai suoi studenti e dai colleghi, che perde il compagno di una vita, Jim, in un incidente stradale e decide quindi di togliersi la vita. Nella giornata in cui l’intero film si svolge sono gli incontri a segnare, come tappe impreviste, il suo percorso: dapprima quello con Kenny, studente attratto da lui e volenteroso nell’aiutarlo, poi Charlotte, amica ed ex compagna che cerca di riconquistarlo annebbiata dai fumi dell’alcool nei quali annega la sua disperazione di divorziata e madre fallita. Queste due amicizie, con le conseguenze inaspettate che porteranno, faranno riflettere George sulla sua decisione, il suo cuore sarà altrettanto forte?
Con un'interpretazione intensa e degna della Coppa Volpi vinta a Venezia, Colin Firth dà vita ad un personaggio lontano da ogni stereotipo e per questo credibile e in empatia con gli spettatori. A fargli da spalla, un altrettanto brava e bella Julianne Moore, insieme -rimanendo fedeli al romanzo da cui il film è tratto (Un uomo solo di Isherwood, capostipite della moderna letteratura gay)- sono il tessuto sul quale Ford lavora per confezionare il suo abito. L’atmosfera anni ’60, la raffinatezza di vestiti e ambienti uniti ad un sapiente uso del montaggio e del colore sono gli accessori irrinunciabili che fanno di A single man un debutto sorprendente e che, davvero, colpisce.


4 commenti:

  1. condivido quello che dici, un film bellissimo, ne ho parlato anche da ma :)

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  2. Scopro ora con immenso piacere questo blog, perchè nella tua autodescrizione, oltre ad avermi gia conquistata con la presentazione alla Amelie, rivedo molto di me stessa solo che, come scoprirai se vorrai, a me quell'effetto non lo fa sedermi al cinema, ma vedere lo stacchetto della casa di produzione che precede i titoli di testa, anche nel salotto di casa. Io di cinema ne so solo da autodidatta, praticamente, e il mio blog è sulla cinematerapia fatta in casa. La tua presenza mi onorerebbe.
    http://iovedo.blogspot.it

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  3. Grazie! Ti ho subito aggiunta tra i blog amici! Io se posso un film lo vado a vedere in sala, la trovo un'altra emozione rispetto al divano anche se non lo rinnego di certo :)

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  4. Bellissimo film e Un Firth da Oscar che meritava di vincere più del re balbuziente. è stata una delle mie recensioni!!! ;-)

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