26 settembre 2012

Magic Mike

Andiamo al Cinema.



Ci sono due domande che sorgono dopo aver visto Magic Mike.
La prima è che è successo a Steven Soderberg? Che fine ha fatto il regista impegnato che aveva firmato dei lavori come Erin Brokovich e Traffic? O dove se ne è andato lo stile ironico e scanzonato della trilogia di Ocean? Sì, perchè la sua regia in questa commedia è davvero irriconoscibile, dialoghi stancanti e prevedibili, una trama banale che fagocita la maggior parte dei cliché americani –la caduta del giovane nella spirale del successo facile e l’amore che salvifica giusto per dirne due- e degli attori che rispetto ai cast di un tempo (Julia Roberts, George Clooney o Brad Pitt) fa seriamente dubitare. Giovani, carini e stereotipati, i personaggi che compongono Magic Mike sono infatti relegati alla loro maschera con una Cody Horn rigida nella sua smorfia arrabbiata o il piacione Channing Tatum che riesce a convincere solo in parte, per non parlare di un Matthew McCounaghey narcisista e da noi rovinato ancor più da un doppiaggio che lo sfigura.
La seconda domanda è come ha fatto questo film, che potrebbe benissimo essere paragonato ad uno dei tanti (troppi) Step up, a raggiungere un successo di tale proporzione, sconvolgendo il boxoffice americano prima ancora di quello italiano? Le donne che compongono la fetta maggiore del suo pubblico hanno quindi deciso di intraprendere la strada del piacere visivo dopo quello letterario che ha impazzato per tutta l’estate con le 50 sfumature? Davvero si esce soddisfatte dalla sala per aver visto uomini scatenarsi nel palco e fuori, esibendosi come merce e trattando la folta platea come tale?
Sembrerebbe di sì, perché Magic Mike sembra essere costruito solo attorno alle esibizioni dei ragazzotti dello Xquisite, veri numeri di danza che sono forse una delle poche cose da salvare in quanto a potenza visiva e che il pubblico aspetta impaziente senza far troppo a caso al resto. Perché il resto, è noia. Una trama scontata e un lavoro di fotografia che rende tutto ancora più patinato non aiutano il film, ma questo non sembra fare la differenza per le orde di donne pronte a mettersi in coda al prossimo spettacolo, e per accontentarle arriverà addirittura un sequel.

4 commenti:

  1. non sono d'accordo.
    per me la regia di soderbergh qua è tornata ad altissimi livelli e la scelta di proporre una fotografia patinata è perfetta per fotografare un mondo superficiale.
    il fatto che i personaggi siano superficiali non significa però che lo sia anche la visione del regista, molto ironica e più profonda di quanto possa sembrare a un primo sguardo

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    Risposte
    1. Apprezzo una visione su un mondo nuovo e finalmente al maschile ma trovo migliore un lavoro completo come Full Monty. Preferivo di gran lunga il Soderbergh della saga di Ocean, molto più ironico e bravo, soprattutto con i dialoghi che qui sono terra terra e prevedibili, e con un cast che sa reggerli.

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  2. Io ci terrei a ricordare solo che la frase rappresentativa della coppia Magic Mike-Brooke è, parafrasando, non ti piace fare colazione. Secondo me è riflette in maniera egregia la scorcentante inconsistenza della trama.
    Ora, con tutto il rispetto alla visione di Soderbergh - che anche io personalmente trovo piuttosto indebolita - non mi capacito ancora di come gli sia potuto venire in mente di associarsi a questo progetto...
    Lisa, come sai, la pensiamo allo stesso modo!
    B

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