12 gennaio 2013

Shameless US

Quando i film si fanno ad episodi.

In attesa che la terza stagione inizi domani sera negli USA, grazie al consiglio di un'amica mi sono messa a recuperare questo telefilm. In 3 giorni ho fatto fuori i 12 episodi che compongono la prima serie, emozionandomi, commuovendomi, arrabbiandomi e divertendomi.
La famiglia Gallagher è qualcosa di straordinario. Sei fratelli, una madre che da 2 anni li ha abbandonati, un padre alcolizzato che non fa altro che cacciarsi e cacciare gli altri nei guai, che nonostante i mille problemi di educazione e di soldi riescono a stare uniti, a sopravvivere e a non lamentarsi.
Chi sono i Gallagher? Fiona è la maggiore, la responsabile, dura e fragile al tempo stesso, Lip è un piccolo genio e rimedia soldi facendo test ed esami per i compagni di scuola, Ian è più introverso, un omosessuale che fatica a trovare il suo equilibrio. Poi ci sono i più piccoli, Debbie già casalinga perfetta e cresciuta in fretta, Carl, distruttivo e già sulla via della delinquenza, e Liam, 2 anni.
In più ci sono Kev e Veronica, i vicini di casa senza pudori ma innamoratissimi e Sheila e Karen, madre e figlia perfette esteriormente (anche se la prima è agorafobica) con le loro passioni personali da scoprire.
Tutti insieme formano una delle famiglie più politicamente scorrette della TV, che mostrano il lato di un'America degradata, fatta di licenziamenti, crisi lavorativa e tagli alle scuole. Ma questo non li ferma, e quotidianamente affrontano le loro battaglie, da gli assegni di pensione da incassare a quelli amorosi. Sì, perché la vita di Fiona viene scossa dall'arrivo dell'amore, nei panni del misterioso Steve, ladro d'auto, che la conquista a suon di regali e romanticismo, nascondendo però un gran segreto.
In tutto questo Frank si muove come una mina vagante, tra sproloqui politici e errori imperdonabili.
Il bello di questa serie è che, come il titolo preannuncia, non c'è vergogna nel mostrare e nel mostrarsi di questa famiglia. La fratellanza che li unisce va al di là del rapporto classico ed è questo che permette loro di essere così uniti e speciali, e di aiutarsi nelle situazioni più disparate.
Remake americano dell'omonima serie ormai all'ottava stagione nel Regno Unito, ha comunque dei tratti e delle situazioni un po' troppo british, ma è interpretata (da menzionare William H. Macy, straordinario ubriacone) e girata così bene che ci si passa sopra volentieri. La colonna sonora meriterebbe poi un capitolo a parte, indie e rock al punto giusto.
Ora che il finale aperto di questa prima stagione mi ha lasciata commossa e piena di speranze, non vedo l'ora di buttarmi a capofitto nella seconda!



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