11 gennaio 2013

Una Vita Tranquilla

E' già Ieri. -2010-

Il passato non puoi nasconderlo, tantomeno evitarlo.
Questo sembra raccontarci con tensione e accuratezza Una vita tranquilla, una storia di sensi di colpa e redenzione, di una vita normale cercata e voluta ma, forse, non meritata.
Rosario infatti, proprietario di un fortunato ristorante in un paesino tedesco nasconde molti scheletri nell'armadio e l'arrivo di due giovani malavitosi napoletani non può far altro che far venire tutto a galla, con tutte le conseguenze fosche e nere del caso. Uno dei due è infatti il figlio che Rosario ha abbandonato e che cerca di capire e di conoscere ora il padre e le sue motivazioni.
Una storia cupa e pesante, raccontata con estrema bravura da Claudio Cupellini che abbandona i toni della commedia di Lezioni di cioccolato per darsi ad un cinema più impegnato e duro. La sua regia è di quelle solide, che si installano bene nei paesaggi splendidi e maschili di boschi e foreste.
Ciò che colpisce sono gli espedienti narrativi tecnici, carrelli a seguire, panoramiche, inquadrature e fotografie che aggiungono intensità al racconto, che lo valorizzano –anche se quell’ascesa sui due ragazzi nella piazza del paese la si poteva evitare.
Sopra tutto e tutti però si staglia l'interpretazione di Servillo, tormentato e crudele, freddo e saggio, che gli è valsa un meritato Marc'Aurelio alla Mostra del cinema di Roma. Il finale, amaro e negativo, si staglia con realtà nella vita di un uomo il cui passato continuerà sempre a tormentarlo e che nemmeno gli affetti di una famiglia riescono a salvare.


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