6 settembre 2013

Venezia 70 - Decima Giornata

Ultima giornata di film, ultima giornata al Lido.
Sono stati dieci giorni intensi e stressanti, fatti di visioni che resteranno e altre che, fortunatamente, dimenticherò.
Il concorso si chiude non proprio in bellezza, lasciando per ultimi film convincenti ma non troppo notevoli.

La Jalousie
Tutto in questo film profuma di Francia. Dall'uso poetico e storico del bianco e nero alla trama fatta di amori e tradimenti, fino ai suoi protagonisti, con quel belloccio di Louis Garrel in primis.
Il padre ci racconta così la storia di una famiglia, e di un marito, soprattutto, che tradisce e viene tradito, in una concatenazione che sembra non aver fine.
Tra appartamenti ristretti e café, il sapore di Nouvelle Vague si percepisce, ma non così forte come vorremmo.


Cortometraggi Orizzonti
Indecisa sul da farsi in un pomeriggio stranamente vuoto di proiezioni interessanti, mi sono buttata sulla seconda tranche di cortometraggi che concorrono nella sezione Orizzonti. E, visto il finale, ho fatto bene!
Si parte con Kush (Shubhashish Bhutiani) che racconta il tremendo eccidio del 1984 nei confronti dei Sikh e del disperato tentativo di una maestra di salvare un suo alunno, e si prosegue con il crudo e il amaro Cold Snap (Leo Woodhead) dove un ragazzino abituato a scuoiare animali (ormai una moda di questa Mostra) si interroga sul senso del destino. 
Fin qui tutto bene, poi arrivano il solito orientale estetizzante e poetico che non riesce a convincermi (Stagnant Water di Wang Xiaowei) e il confuso e francamente mal girato Minesh (Shalin Sirkar). 
Fortuna che a salvare la situazione ci pensa il mondo pop e colorato di Toutes les belles choses (Cécile Bicler) in cui due amiche sono in vena di confessioni la mattina dopo il matrimonio di una di loro, a seguire Quello che resta (Valeria Allievi), che mostra l'hereafter valdostano tra cave e montagne.
Ma il gran finale è quello che conta, visto che in Aningaaq assistiamo al dietro le quinte, allo spaccato di conversazione, che si era incontrato in Gravity. Diretto infatti da Jonàs Cuaròn, figlio di Alfonso, ci viene mostrato l'eschimese che accidentalmente si mette in contattato con Sandra Bullock, in una situazione tanto assurdo quanto bella!


Les Terrasses
Cinque terrazze, cinque momenti della giornata scanditi dalle cinque preghiere quotidiane prescritte dal Corano, per raccontare altrettante vite. 
Così è composto il film di Allouache, l'ultimo presentato in concorso. 
Un gruppo musicale che prova sul tetto del palazzo, dei malavitosi che uccidono senza pietà e torturano, una famiglia che occupa da anni la terrazza, un uomo che sfrutta lo spazio per raggiri poco legali e, infine, un misterioso zio che vive in catene e in una cuccia come un cane; questo il variegato mondo che popola Algeri e che qui ci viene raccontato, tra tragedie e matrimoni, come uno spaccato di vita che mostra le diversità che popolano la città.
Nessun filo conduttore a legarle, solo il ritmo che il regista riesce a conferire alle diverse storie e la musica che aleggia nel sottofondo e che immerge ancora di più in un mondo così distante e così vicino.


3 commenti:

  1. Il film con Louis Garrel non mancherá di certo! <3

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    1. Anche tu hai un debole per il fascino francese, eh?

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    2. Devi sapere che ho visto quasi tutti i film con questo bello e talentuoso attore, e che dire é nato l'amore solo che lui non lo sa. La mia passione inizió con The Dreamers <3

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