20 dicembre 2013

Searching for Sugar Man

E' già Ieri -2012-

Nelle giornate fatte principalmente di recuperi telefilmici e in serate al cinema o sul divano a vedere film (sempre da recuperare), inevitabilmente i documentari finiscono in fondo alla lista. Ed è un gran peccato perchè i documentari non sono solo quelli naturalistici e un po' soporiferi, con immagini spettacolari. I documentari possono essere delle immense miniere d'oro di conoscenza.
Prendete questo, ad esempio, incentrato sulla figura di Rodriguez.


Come, non sapete chi è Rodriguez?
Prima di questo documentario non eravate certo i soli, visto che il suddetto era conosciuto sì e no da qualche persona a Detroit, sua città natale, e da qualche attempato produttore musicale.
Ma non in Sudafrica, no, lì proprio no.
Perchè Rodriguez, uno dei tanti musicisti di protesta e impegnati che affollavano le strade americane degli anni '70 tentò con due album di sfondare, e se in America nessuno si accorse di lui, bè, in Sudafrica fu un successo pazzesco, arrivando a vendere mezzo milione di dischi, simbolo e inno delle rivolte all'apartheid e per questo conosciuto per ben 3 generazioni, forse più famoso di Elvis.
Peccato però, che proprio a causa dell'apartheid, la notizia di questo suo successo non arrivò mai alle orecchie di Rodriguez né alcuna notizia inerente alla sua vita, a suoi successivi lavori arrivò in Sudafrica, dove questo alone di mistero, con annessa misteriosa morte, non fece altro che accrescere il suo mito e l'interesse per la sua musica.


Il documentario firmato da Malik Bendjelloul parte proprio da qui, cercando di capire come una vita sarebbe potuta cambiare ma non cambiò, come anche in anni in cui le notizie erano di più facile reperibilità ancora poco venne fatto, se non da due giornalisti appassionati alla ricerca di una chimera.
Ma la domanda cruciale è però un'altra: come hanno fatto delle canzoni così intense e magnifiche a non avere successo? Come un musicista e soprattutto un paroliere di così tanto talento non è riuscito a conquistare anche il suo Paese?
A posteriori si può dire che questo documentario oltre a raccontare una storia di rara originalità che conquista dalla prima scena, ha anche il valore aggiunto di portare a conoscenza di tutti questo musicista, che dopo 40 anni ha così la sua rivincita morale e la sua soddisfazione nel vedere universalmente apprezzato il suo talento.
Searching for Sugar Man ha così giustamente vinto l'Oscar come miglior documentario lo scorso anno, perchè non solo tratta di questa storia rara e originale, perchè non solo fa finalmente conoscere a tutti chi Rodriguez sia, ma perchè il suo narrare e la sua realizzazione sono ammalianti, portando a lacrime di gioia e soddisfazione, di commozione, soprattutto, nel suo finale.

14 commenti:

  1. Ma lo sapevi che in realtà è tutta una bufala? Si, insomma, una mezza verità. E' stato sì conosciuto dai sudafricani, ma non solo. Il regista mette all'oblio un bel pezzo di carriera di Sugar Man dedita a concerti vari... sì insomma: l'artista è un grande, ma il doc è una vera e propria presa per il "bip".

    Chi nel doc parla di questo concerto e album? Nessuno, ma a quanto pare anche gli australiani conoscevano Sixto Rodriguez...

    http://www.youtube.com/watch?v=Ga5aR0MwWOs

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    1. Non è una bufala, ma un pezzo di verità. E' vero, nel 1979 Rodriguez tenne una tournèe in Australia, dove le sue canzoni erano conosciute. Ma questo non c'entra niente con lo spirito del documentario, che non è affatto una biografia: lo scopo è quello dimostrare come il potere della musica e della cultura in generale possa davvero essere rivoluzionario e travalicare anche i confini della censura e della dittatura. Rodriguez in Sudafrica diventò un simbolo per chi cercava riscatto, e le sue canzoni fecero il miracolo. La grandezza del film sta tutta qui: vedere la pagliuzza e dimenticare la trave è ingiusto.

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    2. Avevo letto su wiki, ma oltre alle parole di Kris credo che per il racconto non fosse così necessario visto che comunque la sua vita non è cambiata radicalmente da quel successo in Australia né è venuto a sapere di quanto stesse succedendo in Sudafrica.
      Omesso o meno, non cambia la bellezza di questo doc!

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    3. Vi racconto un episodio della mia vita ahahahah... Dunque: quando uscii dal cinema dopo aver visto Sugar Man, rimasi davvero affascinato; stavo già scrivendo una mega recensione nella mia testa, elogiando il documentario, l'artista e l'estetica. Non pensavo di aver trovato un nuovo idolo, ma quasi. Arrivato a casa lessi sul web alcune informazioni che non compaiono nel documentario e ciò mi dette fastidio. Mi sentivo preso in giro. Non scrissi la recensione (infatti non ne abbiamo parlato su I Cineuforici), ma iniziai ad ascoltare i cd di Sixto Rodriguez. Morale della favola: l'artista è un grande (profonda stima da parte mia), ma il documentario mi è rimasto qui... che ci posso fare? P.S. Il mio precedente commento era uno sfogo ahahah

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  2. Una storia emozionante per un artista che avrebbe meritato molto di più.

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    1. Ma che per fortuna ora sta avendo la sua giusta rivincita morale!

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  3. Grande documentario, e grande personaggio.
    In più di un senso, incarna l'idea di leggenda del rock.

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    1. Esatto! E il fatto che la musica 40 anni dopo sia ancora così emozionante ne è la conferma!

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  4. film stupendo!
    una delle sorprese più sorprendenti dell'anno, sia a livello cinematografico che musicale.
    davvero da lacrime.

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    1. Da lacrimafacile ho iniziato già a metà film a portare alto il mio nome!

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  5. Film straordinario, potente, una delle migliori cose viste quest'anno: una storia di caduta e redenzione, tipicamente 'americana' (tanto da vincere l'oscar). Strutturato come un thriller, emozionante fino alla fine, e profondo nel messaggio: la musica può far cadere tutte le barriere, anche quelle più odiose. Bellissimo.

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    1. Sono esaltata quanto te, lo sto consigliando a chiunque anche se in ritardo rispetto all'uscita.

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