31 maggio 2013

Clint Eastwood Day - Invictus


Il conclave segreto per questo maggio ha deciso di strafare. Ebbene sì, siamo di nuovo riuniti per festeggiare un attore, e mica uno qualunque, no no, un attore che è anche regista, sceneggiatore, produttore, musicista, parlatore con sedie vuote... in due parole: Clint Eastwood.
Ora, non so se il conclave ha deciso di triplicare i suoi appuntamenti solo per andare incontro alla parità dei sessi o per rispettare votazioni non unanimi, o abbia invece deciso di fare questa tripletta proprio nel mese (e nelle settimane) del mio estenuante trasloco, sta di fatto che vedere il film per partecipare a questa celebrazione è stato più difficile del previsto.
E pensare che l'entusiasmo era a mille, perchè coglievo l'occasione dell'82esimo compleanno di Clint per poter finalmente vedere Invictus, che all'epoca della sua uscita -ormai più di 3 anni fa- mi era sfuggito.


Perchè questa premessa un po' disfattista? Perchè il film non mi ha entusiasmato come volevo, ecco. E sì, lo ammetto, vederlo dopo 4 ore (e sottolineo 4 ore) di Ikea non è stata una brillante idea, anzi, ma da Clint mi aspettavo qualche brivido in più.
Un'altra premessa da fare è che non è che i film a tema sportivo siano proprio nelle mie corde, ma va detto anche che in Invictus lo sport è un mezzo, non solo politico ma anche sociale e rivoluzionario, per portare avanti e instillare ideali.
Siamo infatti a metà degli anni '90, Nelson Mandela è stato scarcerato dalla prigione di Robben Island e diventa nuovo Presidente del Sudafrica con l'arduo compito di ristabilire l'unione dopo l'abolizione dell'apartheid. Come fare? Oltre a leggi, buon esempio e una buona dose di coraggio, Mandela capisce che lo sport è un veicolo adattissimo per convogliare frustrazioni e dimenticare le disuguaglianze, e soprattutto il passato. Fa di tutto, quindi, perchè la bistrattata e non così in forma nazionale di rugby si presenti e cerchi di vincere la Coppa del Mondo.


Clint Eastwood prende tutto questo materiale per farne un film didascalico, classico in ogni suo punto di vista, dalla musica che parte in sordina nei momenti più toccanti a flashback e frasi ad effetto. Cosa non va? A prima vista nulla, Invictus mescola una storia potente e significativa portata avanti da un uomo straordinario,  con un cast perfetto e dei protagonisti la cui parte sembra tagliata e cucita addosso -vedasi il vecchio saggio Morgan Freeman- e che sanno incassare colpi e battaglie -vedasi un muscoloso Matt Damon. Ma sotto sotto, Clint svolge un lavoro di maniera senza mai staccarsi da un modello, senza osare o premere un po' l'acceleratore. Chiariamo, Mandela e la sua lunga lotta sono qualcosa di unico e incredibile, ma la sua mitizzazione finisce quasi per essere ridondante.
Dopo J. Edgar mi pare quindi che il materiale storico non si trasformi in oro colato nelle mani di Clint, che riesce ad essere più maestoso e più pazzesco con temi e storie forti e incisive.
Ma ripeto, forse la mia mente si era spenta ancora tra gli scaffali colmi dell'Ikea.



Celebrano il caro e vecchio Clint:

50/50 Thriller - Fino a prova contraria

500 film insieme - I ponti di Madison County

Bette Davis Eyes - J. Edgar

Bollalmanacco di cinema - Mezzanotte nel giardino del bene e del male

Combinazione Casuale - Per un pugno di dollari

Director's cult - Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo

Era meglio il libro - Assassinio sull'Eiger

Ho voglia di cinema - Mystic River

Il cinema spiccio - La recluta

Montecristo - Cacciatore bianco cuore nero

Movies Maniac - Gran Torino

Pensieri Cannibali - Changeling

Scrivenny - Gli spietati

Triccotraccofobia - Un mondo perfetto

Viaggiando (meno) - Fuga da Alcatraz

White Russian Cinema - Space Cowboys

Arwen Lynch - Million Dollar Baby

30 maggio 2013

Silenzio in Sala - Le Nuove Uscite al Cinema

Questa settimana si respira un po' dopo il vuoto totale dello scorso giovedì. Cannes dopo Sorrentino e Gatsby arriva con Refn, per il resto tante commedie, per tutti i palati (ma vi prego, boicottate Pino Insegno).
Ecco quindi i consigli per questo weekend al cinema:

Solo Dio Perdona 
I titolisti italiani decidono per una volta di tradurre un titolo forse più d'effetto in inglese e che tanto è tatuato nei più tamarri da tempo. Tralasciando la questione, lo si va a vedere di certo. Perchè? Refn e Gosling sono due motivi validissimi dopo Drive, aggiungeteci tanta ma tanta violenza, un'ambientazione orientale e Kristin Scott Thomas, non vi basta?






Una Notte da Leoni 3 
Conclusione di una trilogia che se con il primo capitolo aveva fatto breccia e successo, con il secondo aveva preferito ripetere la formula collaudata. Ora pare che la gang capitanata da Bradley Cooper e Zach Galifianakis si sia ripresa a livello cinematografico, e prenda la strada del road movie!
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Tutti Pazzi per Rose
Stendendo un velo pietoso sulla fantasia dei titolisti (in originale era semplicemente Populaire), e non facendosi troppo ingannare da questi, abbiamo davanti una commedia in costume con quel brio e frizzo che solo i francesi hanno. Protagonista una donna moderna negli anni '50 che rifiuta di essere solo una casalinga diventando una segretaria bella e brava, ma anche la più veloce a battere a macchina! La sua scalata sarà fulminante, e anche l'amore ci metterà lo zampino.
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Benvenuti a Saint Tropez
Serve che lo ripeta? No, perchè a volte storpiare il poetico Des gens qui s'embrassent in un ennesimo filone del "Benvenuti a" sembra non bastare... Comunque quest'altra commedia francese (il cui protagonista è lo stesso di Giù al Nord) è meno attraente rispetto la precedente. La storia è quella della contrapposizione di due fratelli ebrei -ricco e estroverso uno, chiuso e praticante l'altro- e delle loro figlie, innamorate dello stesso ragazzo. Nel cast anche Monica Bellucci.
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Ti ho cercata in tutti i necrologi
Secondo film da regista per Giancarlo Giannini, anche protagonista, che firma un thriller d'azione in cui un uomo finisce nel giro della caccia all'uomo (nel vero senso del termine) e dove uscirne non sarà affatto facile. Girato e ambientato in Canada.
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E per la serie a volte ritornano... oggi nei cinema Vogliamo Vivere! di Ernst Lubitsch, mentre sabato 1 giugno in versione restaurata quel capolavoro de Gli Aristogatti!


29 maggio 2013

Carnage

E' già Ieri. -2011-


Prendi due coppie benestanti di New York, falle incontrare/scontrare a causa di un litigio dei figli, chiudile in un appartamento e l’iniziale perbenismo/falsità verrà pian piano ad incrinarsi lasciando spazio a liti furiose, nervosismi e ira.
In Carnage, commedia dall’umorismo nero, assistiamo ad un equilibrio iniziale che si frattura e si ricompone, passando di livello in livello alla formazione di nuove alleanze rispetto a quelle iniziali. Le due coppie protagoniste sono formate da una cast stellare: Kate Winslet-Cristoph Waltz la prima, Jodie Foster-John C. Reilly l’altra. Entrambe esasperazione dei tratti ricchi ma soli e borghesi intellettuali, sviscerano davanti ai nostri occhi la loro incoerenza e falsità. Tra chi si batte per i diritti umanitari ma poi soffre per la rovina di un libro d’arte più che per il malessere fisico dell’ospite, a chi finge sottomissione ma è in realtà ben più testardo della moglie. E se la Winslet è perfetta nel ruolo dell’algida e indispettita moglie trascurata, Waltz è colui che più diverte, geniale nella sua freddezza e nel suo totale menefreghismo ai fatti, sembra forse l’unico personaggio a non dover nascondersi dietro ad una maschera.
L’ambiente unico delle riprese (nonostante l’uscita al parco nell’inizio e nel finale) è già di per sé claustrofobico, ma la sensazione è maggiormente incrementata da primi piani invadenti, da inquadrature strette in cui gli attori sono sempre presenti e pressanti, da toni che vanno man mano ad alzarsi.
Un quadro di perfetta ipocrisia ci viene quindi smascherato, con sentenze e verità urlate e vomitate (nel vero senso della parola) senza più remore.
Questo è Carnage, film indivisibile dalle vicende private che hanno interessato il suo regista: pensato e progettato infatti durante gli arresti domiciliari, Polanski è riuscito a trasporre cinematograficamente l’opera teatrale di Yasmina Reza Il Dio del massacro, in un perfetto esempio di come le mura domestiche si possano rivelare una prigione fatta di parole e false gentilezze.



Sorrentino e De Gregori a Deejay Chiama Italia

Continuano le inteviste a sfondo cinematografico per il programma di punta di Radio Deejay!
Dopo Giancarlo Giannini, l'appuntamento di oggi è con Paolo Sorrentino alle ore 11.


Il regista premiato e venerato grazie a film come Il Divo e This Must be The Place, è ospite di Linus e Nicola per parlare della sua ultima fatica. La grande bellezza,  presentato in concorso a Cannes dove è stato osannato dalla critica mondiale, e già nei cinema italiani da una settimana, ha per protagonista un grande Toni Servillo, mentore e anfitrione nella Roma bene, tra feste e salotti vacui.
Nel cast anche degli inediti Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.


Alle 11.30 è invece il turno di Francesco De Gregori che presenterà l'edizione speciale del suo disco La strada. Grazie infatti al successo di pubblico e di critica ottenuto, l'album esce in tiratura limitata con 2 tracce extra (versioni alternative di “Showtime” e “Guarda che non sono io”), un book fotografico, “Sulla strada – Foto Edition”, un dvd contenente immagini dal backstage del nuovo tour, brani live e making of del disco. Un’edizione, a cura di Silvia Viglietti ed Alessandro Arianti, che dopo il vinile completa la gamma dei supporti «fisici» di quello che può definirsi senza esitazioni il nuovo capolavoro di Francesco De Gregori.

L'appuntamento quindi è su Radio Deejay, che si può seguire in diretta anche qui: www.deejaytv.it.

28 maggio 2013

Il Grande Gatsby

Andiamo al Cinema


A caldo si esce dalla sala affascinati da un finale romantico, malinconico e quasi perfetto, ancora immersi in quella nebbia e in quella luce verde che da lontano si fa desiderare.
A pensarci però più razionalmente, Il Grande Gatsby è anche ridondanza e ripetitività, che si protrae per quei 140 minuti che non possono non risultare troppi e che inevitabilmente nascondono momenti di stallo.
La nuova fatica di Baz Luhrmann ha questa doppia natura: una decisamente affascinante, di cuore, una più di mente, più attenta cioè a dettagli a volte superflui e a chiari rimandi al capolavoro che è e che fu Moulin Rouge. L'amore per il kitsch, per l'eccesso e per la musica è lo stesso, di buona qualità, con una rivisitazione tutta personale dei fantastici anni '20 fatti di fiumi d'alcool, feste esagerate ed eleganza nei costumi. A far da sfondo a tutto ciò, non la musica jazz che ci si aspetta ma una colonna sonora che spazia dall'hip hop al pop romantico (dove spicca senza dubbio Lana del Rey con Young and beautiful) e che dà quindi ritmo e una nuova veste alla trama.


Zoomate, movimenti di macchina quasi computeristici, ricostruzioni fantasmagoriche e fantastiche e attenzione ai dettagli, più una fotografia nitida, spazi geometrici e movimenti sincronizzati. Lo stile di Lurmann è questo, prendere o lasciare, e dopo la caduta di Australia, ritrovarlo in forma è una vera gioia. Ci si perde nella sfarzosa villa di Gatsby, gli occhi luccicano abbagliati dalla bellezza e dalla sontuosità della scenografia e dei costumi. In tutto questo primeggiano gli attori, capitanati da un Leonardo Di Caprio bravo come non mai a dar vita a un Jay tanto spavaldo e sicuro di sé quanto timido e impacciato davanti alla sua bella, interpretata da un'ormai lanciatissima Carey Mulligan, perfetta nei panni dell'elegante e insicura Daisy. A raccontare poi lo svolgersi di quest'amore tormentato un Tobey Maguire che rilancia la sua carriera dopo l'impasse post Spiderman, e che grazie a Luhrmann fa valere le sue doti di attore.


Alla sua quarta trasposizione, il capolavoro intramontabile di Fitzgerald prende così nuova vita, immerso in un universo malinconico e sfarzoso che con cura ripropone quello descritto in pagine indimenticabili e che racchiude tutta la sua forza nel finale magistrale.
Che lo si guardi con il cuore o con la mente, non si può rimanere indifferenti al lavoro fatto da Luhrmann, se ne resta affascinati o semplicemente ci si accapiglia su dettagli, perchè quando un film è un buon film resta (nella mente o nel cuore) a rivivere anche dopo la sua visione.

Ti Ho Cercata in Tutti i Necrologi - Giancarlo Giannini a Deejay Chiama Italia

L'ho mai detto che la radio fa parte dei miei primi amori?
No? Allora lo dico adesso.
Nonostante CD, MP3, chiavette USB e quant'altro, spesso e volentieri nei viaggi in macchina ma soprattutto a lavoro la radio mi fa compagnia. Anzi, il lavoro mattutino è scandito nelle sue pause e nei suoi ritmi proprio grazie alle trasmissioni radiofoniche.
Fra tutte, l'appuntamento più atteso e quello che coincide con il risveglio vero e proprio della mia mente ancora assonata: è alle 10 per Deejay Chiama Italia. Linus e Nicola con la loro simpatia e spensieratezza conducono due ore di intrattenimento che fanno volare leggeri fino all'agognata pausa pranzo.


Che c'entra tutto questo con Giancarlo Giannini?
Semplice: l'attore sarà domani ospite della trasmissione per presentare il suo secondo film da regista (a 25 anni da Ternosecco): Ti ho cercata in tutti i necrologi.
La voce fenomenale di Al Pacino si cimenta con una storia ambientata in Canada, Paese dove Giannini deve emigrare a causa di un brutale incidente. Qui trova lavoro come autista in un’impresa di pompe funebri invischiandosi però con gente poco affidabile a causa di una perdita al poker. Per saldare il debito diventa così bersaglio umano in una loro caccia all’uomo, ma uscire dal giro non sarà facile... soprattutto se di mezzo c'è anche la bella Helena (Silvia De Santis).

Per seguire in diretta l'intervista all'attore/regista basta andare qui per le 11.30  www.deejaytv.it. dove sarà possibile ascoltare il tutto direttamente in streaming!

27 maggio 2013

Django Wants You!


Django si aggira in cerca di nuovi eroi da reclutare! Nessuno è escluso e tutti subiscono il fascino del misterioso e aitante cacciatore di taglie!

Dove puoi trovarlo? Dopo aver cavalcato sul grande schermo e aver fatto incetta di premi  e di incassi record al botteghino, Django arriva a casa tua!
Nominato infatti a ben 5 premi Oscar (Miglior Film, Migliore Sceneggiatura Originale, Miglior Attore non Protagonista, Miglior Fotografia e Miglior Montaggio), vincendo l'Academy Award come Miglior Sceneggiatura (Tarantino) e Miglior Attore non Protagonista (Waltz) e guadagnando più di 400 milioni di dollari, Django vuole solo te!
E allora cosa aspetti? Corri nei negozi che il DVD  e il Blu-ray ti aspettano!

Affrettati perchè il film va letteralmente a ruba: tremila copie pronte per la distribuzione sono state infatti trafugate da un camion merci. Come un  moderno assalto alle diligenze, ladri preparati che non si sottrarranno alla dura legge di Django, hanno osato derubarlo... e ora? Niente paura, il nostro cavalca già verso l'orizzonte per portare giustizia!





I contenuti speciali sono d'eccezione

DVD:

• In ricordo di J. Michael Riva - La scenografia di Django Unchained
• 20 anni di cinema: la collezione Blu-rayTM Tarantino XX
• La colonna sonora

Blu-ray:

• Cavalli e gli stunt
• I costumi di Sharen Davis
• In ricordo di J. Michael Riva - La scenografia di Django Unchained
• 20 anni di cinema: la collezione Blu-rayTM Tarantino XX
• La colonna sonora

Scopri quindi, o riscopri, l'ennesimo capolavoro di Tarantino e preparati a un bagno di sangue e di buon cinema!


Per la recensione completa di Django Unchained: qui


Ringraziamenti per le foto: Ugo, il giovine, i suoi adorabili cuccioli e lo stallone d'epoca.

Nessun animale è stato maltrattato durante la produzione di questo post.

Biglietti, Prego! - Il Boxoffice del Weekend

Archiviato Cannes e aspettando che i film passati sulla croisette arrivino nelle nostre sale, il boxoffice subisce un cambiamento che fa riflettere. L'eleganza e la buona fattura di Gatsby lascia infatti posto a tamarri e tamarrate all'ormai sesto e inconcepibile capitolo. Fortuna che c'è anche Sorrentino a tirare verso il buon cinema una classifica fatta di blockbuster di dubbia bellezza...
Ecco i dettagli:

1 Fast & Furious 6
week-end € 5.717.904 (totale: 7.333.328)

2 La grande bellezza
week-end € 1.887.739 (totale: 2.262.228)

3 Il grande Gatsby
week-end € 1.597.027 (totale: 5.350.662)

4 Epic - Il mondo segreto
week-end € 1.197.122 (totale: 1.197.122)

5 Iron Man 3
week-end € 221.362 (totale: 15.834.772)

6 La casa
week-end € 172.764 (totale: 1.494.048)

7 Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe
week-end € 98.640 (totale: 2.656.899)

8 Effetti collaterali
week-end € 80.460 (totale: 1.664.112)

9 Viaggio sola
week-end € 77.327 (totale: 1.582.544)

10 No - I giorni dell'arcobaleno
week-end € 67.030 (totale: 304.129)

26 maggio 2013

On y va sur la Croisette - Cannes 2013 I VINCITORI

Ecco finalmente annunciati tutti i vincitori di Cannes 2013. Il Festival si consacra come il più importante d'Europa dove oltre a grandi prime visioni, i nomi che passano sulla croisette sono assolutamente DOC. La giuria composta da Nicole Kidman, Christopher Waltz, Vidya Balan, Naomi Kawase, Lynne Ramsay, Daniel Auteil e Cristian Mungiu e presieduta da Steven Spielberg, ha assegnato premi anticipabili ma da quel che si dice meritati, e se Sorrentino se ne va a mani asciutte, l'Italia può comunque godere di altri premi.
Ecco i dettagli:

Palma d'Oro del 66° Festival di Cannes
La vie d'Adèle di Abdellatif Kechiche
Non si farà ricordare solo per le scene ad alto tasso erotico lesbo. L'interpretazione ammirevole delle due attrici viene così premiata assieme al film che è il primo capitolo di una trilogia ora ancora più interessante.



Gran Premio della giuria
Inside Llewyn Davis di Joel ed Ethan Coen (USA)
Il film storico e romantico dei fratelli Coen fa centro. Gran cast, gran colonna sonora e buona fattura!


Miglior attore
Bruce Dern per Nebraska di Alexandr Payne (USA)
A 76 anni l'attore vince grazie ad un film toccante, un road movie americano dove interpreta un padre non modello, alcolizzato, che parte con il figlio per un lungo viaggio. Ennesimo colpaccio di Payne!


Miglior attrice
Bérénice Bejo per Le Passé (Francia/Italia)
Sa anche parlare Bérénice, e lo sa fare così bene da vincere una palma d'oro! L'attrice di The Artist spinge così l'inizialmente favoritissimo The past.

Miglior regia
Heli di Amat Escalante (Messico/Germania/Olanda/Francia)
Lo ammetto, avevo abbastanza snobbato questo film. Inutile dire che dopo un premio simile una visione la meriti.

Premio della giuria
Like Father, Like Son di Hirokazu Kore-eda (Giappone)

Miglior sceneggiatura
A Touch of Sin di Jia Zhang-ke (Cina/Giappone)

Camera d'Or
Ilo Ilo di Antony Chen (Singapore)



Palma d'Oro miglior cortometraggio
Safe di Byoung-Gon Moon (Corea del Sud)

Menzione speciale cortometraggio
(ex-aequo) Hvalfjordurdi di Gudmundur Arnar Gudmundsson (Danimarca/Islanda) 
37°4 S di Adriano Valerio (Francia)

Helena Bonham Carter Day - La Dea dell'Amore


Questo mese deve ancora finire e già si raddoppia con le celebrazioni! Viste le poche donnine finora festeggiate, dopo Katharine Hepburn oggi è il turno di Helena Bonham-Carter. La moglie del (si spera ancora) maestro Tim Burton che con lui è l'incubo peggiore dei parrucchieri di metà mondo, compie oggi la bellezza di 47 anni. Visto che di lei in questo blog si è parlato già in Les miserables e Il discorso del re e nelle fatiche del marito Dark shadows e Big fish in cui pare proprio non possa mancare una particina a lei riservata, per celebrarla sono andata a rispolverare La dea dell'amore.
Film minore nella lunghissima filmografia di Woody Allen, in cui c'è da dire che la nostra Helena ha un ruolo un po' marginale all'interno della vicenda. Gli occhi di tutti sono infatti catalizzati dall'allora astro nascente Mira Sorvino (che non è poi così decollato) e dal suo strano rapporto con Woody.


L'idea di partenza è infatti quella di una moderna tragedia greca dove una moglie desidera un bambino ma

non ha tempo per i fastidi della gravidanza e decide per l'adozione. Il marito inizialmente in disaccordo finisce per accettare la cosa finchè non gli balena la curiosità di scoprire  chi è la madre di suo figlio, scoprendo una ragazza parecchio svampita, aspirante attrice ma per ora solo famosa nel mondo hard e nel giro della prostituzione. Proprio come una tragedia all'Edipo finirà per innamorarsene cercando di cambiare al meglio la sua vita.

Tralasciando i richiami che potrebbero sorgere alle vicende personali di Woody, il film si compone delle sue classiche freddure e sproloqui senza fine, di situazioni al limite dell'assurdo e di tanta confusione, intervallando il tutto a divinità greche e cori che richiamano vicende classiche e sbeffeggiano il protagonista. L'ilarità è parecchia, ma vuoi per il doppiaggio francamente insopportabile, La dea dell'amore non ha lo smalto dei capolavori che Woody ha saputo confezionare.
La nostra Helena, poi, moglie indaffarata che finisce anche per essere fedifraga e pentita non ha grosso spessore, ma è comunque un faro che mette in luce le insicurezze del marito e stereotipo delle donne in carriera newyorchesi. Se la cava, insomma, ma forse la scelta sarebbe stata migliore per un quanto mai improbabile Mira Sorvino Day.



Hanno celebrato Helena con film migliori:

Il Bollalmanacco di Cinema - Grandi Speranze
La Fabbrica dei Sogni - La Fabbrica di Cioccolato
Montecristo - Novocaine
Movies Maniac - Alice in Wonderland
Scrivenny - Il Discorso del Re
The Obsidian Mirror - Sweeney Todd
Triccotraccofobia - Frankenstein di Mary Shelley
White Russian Cinema - Fight Club

Per vedere le puntate precedenti invece:

Nicolas Cage Day
John Travolta Day
Bruce Willis Day
Jack Nicholson Day
Katharine Hepburn Day

25 maggio 2013

On y va sur la Croisette - Cannes 2013 #11

Ultimo giorno di film in concorso a Cannes! Dopo il non troppo esaltante The Immigrant, oggi si conclude alla grande con soli 2 film, in attesa di scoprire domani chi si accaparrerà la Palma d'oro.





Roman Polanski porta su grande schermo il pezzo teatrale di David Ives Venus in Fur. Commedia noir con due soli attori (e che rimanda quindi all'impostazione di Carnage) su il rapporto uomo-donna tra un'attrice pronta a tutto pur di ottenere la parte di protagonista da un commediografo.


I vampiri invadono anche Cannes grazie a Jim Jarmusch. Mia Wasikowska, Tom Hiddleston, Tilda Swinton, John Hurt, Anton Yelchin sono i protagonisti di Only Lovers Left Alive, storia d'amore d'altri tempi e con i canini aguzzi.



Banshee

Quando i film si fanno ad episodi.


Dopo 15 anni di prigione un uomo esce e va alla ricerca del suo perduto amore. La ritroverà sposata e con figli e per niente intenzionata a rivederlo.
La classica serie strappalacrime? No, tutt'altro.
Banshee parte da un piccolo cliché già sfruttato in passato per costruire invece un universo pulp dove violenza e sesso sono sempre espliciti. Perchè a Banshee dove la lei si è trasferita non mancano rapine, risse e il tutto è sovrastato da un boss parecchio inquietante e reietto della comunità Amish e perchè i due fuggono da un altro boss, della mafia ucraina, che li vuole morti dopo la rapina e il tradimento proprio di 15 anni fa. Cosa manca ancora? Manca che il lui in questione per una serie di sfortunati ma anche fortuiti avvenimenti, diventa lo sceriffo della cittadina, e con i suoi modi tutt'altro che ortodossi si impegnerà in indagini e arresti vari.


In più, oltre ai due protagonisti decisamente sexy e accattivanti (Antony Starr e Ivana Milicevic), ci sono un hacker trans, un ex pugile (e le frecciatine tra i due sono splendide), indiani e il loro casinò, amish e giovani sindaci.....
Nonostante quindi l'alto tasso di bollini rossi, o forse anche grazie a questi, Banshee è una serie tv che cattura al primo episodio, che travolge con la sua dose giornaliera di botte da orbi e sangue, e che cattura grazie alla complessità dei personaggi che presenta, rendendoli ancora più unici grazie a flashback illuminanti.
Il finale ricco come non mai di violenza, lascia ancora le porte aperte a una seconda stagione all'altezza di questa prima, facendo palpitare il cuore anche dei più romantici.


24 maggio 2013

On y va sur la Croisette - Cannes 2013 #10

Cannes si avvia pian piano alla sua conclusione e già i primi premi vengono assegnati. Il primo è ancora più gradito visto che la giuria presieduta da Mia Hansen-Løve ha conferito il Gran premio e il Prix Rèvèlation della Settimana della Critica a Fabio Grassadonia e Antonio Piazza e al loro Salvo, interpretato da Luigi Lo Cascio. Il concorso principale, dopo l'entusaiasmo riservato ieri a Payne, continua.

Jeremy Renner, Marion Cotillard, Joaquin Phoenix. Questi sono i grossi nomi per il nuovo film di James Gray, The Immigrant. La protagonista è un'immigrata polacca che spera di in America la terra dorata, trovando invece una sorella malata da curare vendendo se stessa. Quarta collaborazione tra Phoenix e il regista.



Dalla Francia l'altro film in concorso, Michael Kohlhaas di Arnaud des Pallières. David Bennent, David Kross, Bruno Ganz e Mads Mikkelsen danno vita ad un'epopea ambientata nel sedicesimo secolo in cui un uomo costruisce il proprio esercito e inizia a fare razzie nelle città circostanti la sua.



Infine, per la Quinzaine des Réalisateurs, il nostro Pippo Delbono interpreta Henri per Yolande Moreau. La storia è l'incontro tra due emarginati molto particolari.


Like Crazy

E’ già Ieri. -2011-

Nella mia speciale agenda nella quale segno i film da attendere con ansia, questo c’è da un bel po’.
I motivi? Il romanticismo visibile già dal poster, la presenza di una coppia bella e particolare, la promessa di un nuovo (500) giorni insieme al quale molti lo hanno paragonato, la vittoria al Sundance il gran premio della giuria U.S. Dramatic.
Scopro qualche giorno fa che il film è in realtà arrivato in Italia mesi (anni?) or sono e che me lo sono fatta scappare.
Con il senno di poi tutta questa frenesia non è poi così giustificabile perché gli ingredienti che mi aspettavo (vedi sopra) ci sono tutti, sì, ma manca quel qualcosa a rendere unico e indimenticabile il film, che, senza rovinare troppe sorprese, riesce comunque a salvarsi grazie a un finale particolarmente malinconico.


La storia è quella di un boy che meets a girl. Lei è inglese, in scambio/studio a San Francisco, lui è un promettente designer. Si piacciono, si innamorano, vivono spensierati. Il problema? Il problema sta che per stare insieme qualche mese in più la ragazza non esce dagli Stati Uniti allo scadere del suo visto vedendosi così negare la possibilità di mettere di nuovo piede nel Paese. Parte così non solo una lunga trafila burocratica, ma anche una dolente relazione a distanza, che, se mai qualcuno l’ha provata, è fatta di chiamate perse, incontri via web mancati e un affievolirsi lento lento dell’interessamento per l’altro che ormai sembra non più far parte della propria vita. Tra pause, altre relazioni e perfino un matrimonio i due continueranno a perdersi e ritrovarsi in 5 lunghi anni, fino a quel finale, come detto parecchio malinconico e criptico.
Le musiche doc (come tradizione indie vuole) sono perfette, così come i vestiti (wow) e la fotografia luminosa. Anche gli attori se la cavano, lei (Felicity Jones) più di lui (Anton Yelchin) e c’è pure spazio per una piccola comparsata dell’allora non ancora così conosciuta Jennifer Lawrence. Cosa non va allora? Non va che manca qualcosa, qualcosa che renda unico il prodotto come invece ha saputo fare con leggerezza e frizzo (500) giorni e con una sceneggiatura più originale Ruby Sparks. Il tutto diventa e resta così una commedia indie e romantica, che va bene, certo, ma poteva essere anche migliore.


23 maggio 2013

On y va sur la Croisette - Cannes 2013 #9

Mentre causa pessime uscite (Sorrentino a parte ma di lui si era parlato giovedì scorso) è saltato il classico appuntamento con i consigli per il weekend, torniamo sulla Croisette. Mancano pochi giorni ormai alla conclusione del festival, ma ci sono ancora delle carte da giocare a Cannes! Dopo il non proprio esaltante -almeno secondo la stampa che si è divisa- Only God Forgives di Refn (sul red carpet senza Gosling), oggi si continua con...

Alexander Payne, vincitore di due premi Oscar per la sceneggiatura che dopo il successo di Paradiso Amaro presenta a Cannes Nebraska, storia di un padre non proprio modello, anzi, che parte con il figlio per ritirare un premio vinto. Tra road movie e viaggio alla scoperta di sé e dell’altro.



Léa Seydoux è la protagonista di La vie d’Adèle film in concorso che farà parlare di sé soprattutto per le numerose ed esplicite scene di sesso lesbo. In realtà il film di Abdel Kechiche è molto di più, racconta infatti la formazione e la scoperta di una giovane alle gioia della vita e dell’amore attraverso una storia profonda e sincera.



Un super cast infine per Magic Magic. Presentato nella Quinzaine des Réalisateurs. Il film di Sebastián Silva si avvale di Juno Temple, Emily Browning e Michael Cera per raccontare la traumatica esperienza di una ragazza americana in Cile che inizia ad avere strane visioni che si fanno via via sempre più inquietanti e terrorizzanti. Presentato anche al Sundance.

Super 8

E' Già Ieri -2011-


Annunciato da una campagna promozionale ricca e appassionante Super 8 era inizialmente riuscito ad incantare gli addetti ai lavori statunitensi, d'altronde una produzione che vede ai suoi vertici persone come J.J. Abrams (produttore dei cult Lost e Alias) nelle vesti di regista e Spielberg come produttore, molto ci si aspettava.
Il problema è quando queste attese non sono del tutto ripagate. Chiariamo da subito, Super 8 è un film tecnicamente ben fatto che sa ricostruire fedelmente le atmosfere della fine degli anni ‘70, le paure di una piccola città, l’educazione e la crescita di pre-adolescenti.
Ma se la prima parte del film coinvolge ed emoziona -l’inizio con la non vista morte della madre del protagonista ha un ché di poetico mentre l’incidente ferroviario ricostruito digitalmente che dà il via all’azione ha una forza esplosiva- la seconda invece si perde in facili retoriche e in discorsi patriottici e lacrimevoli che stridono e fanno calare non solo il consenso del pubblico ma anche quanto precedentemente costruito.


La trama per quanto ricordi molto da vicino quella di E.T. -il classico e forse il più bel film di Spielberg- con dei ragazzini che scoprono una minaccia aliena e si battono contro le menti di un esercito senza scrupoli, si arricchisce di elementi che danno nuova vita al genere. Primo fra tutti l’espediente narrativo che mette in contatto i ragazzini con la verità: il dover girare un film da presentare ad un concorso, un film di Zombie che è poi visibile nei titoli di coda di Super 8 e che permette di delineare fin da subito il carattere dei protagonisti. Se Joe, addetto al trucco, è infatti chiuso e ancora scosso dalla morte della madre e dalla mancanza di un contatto familiare con il padre vicesceriffo della città, Charles il regista è volitivo ma non leader mentre Alice (Elle Fanning), reclutata all’ultimo (e di fatto l’unica vera star del film vero e proprio, avendo già alle spalle Somewhere di Sofia Coppola) è la ragazzina forte che incanta e fa innamorare tutti di sé. Proprio grazie alla camera super8 che usano per girare, riprenderanno l’incidente ferroviario che libera il mostro alieno (e che molto ricorda quelli di Cloverfield, sempre di Abrams)e arriveranno a scoprire la verità sulle origini della minaccia con annessa teoria cospirazionista. Una verità che li formerà e li farà crescere in fretta, prendendo coscienza di sé, delle proprie capacità e soprattutto del proprio coraggio.
Tutte queste premesse però vanno a scadere in un finale fin troppo patetico nella vera accezione del termine, suscitando sì commozione ma in quel modo lezioso che un po’ infastidisce. Discorsi patriottici, sbandieramento di buoni sentimenti che, per una volta, potevano anche esser messi da parte.

22 maggio 2013

On y va sur la Croisette - Cannes 2013 #8

Sorrentino sembra aver fatto ancora una volta centro. Critica e pubblico -estero come italiano- osannano il suo La grande bellezza che entra così nella rosa dei favoriti per il Festival.
Ma oggi è già un altro giorno, quello di una coppia più che attesa!






Sono ovviamente Ryan Gosling e Nicolas Winding Refn, che presentano Only God Forgives. Dopo aver vinto il premio per la regia con Drive, Refn riuscirà a bissare il successo con questa storia iperviolenta ambientata in Thailandia?

In concorso anche il francese Grisgris di Mahamat-Saleh Haroun, con protagonista un 25enne paralizzato ad una gamba che sogna di diventare un ballerino. Nel frattempo contrabbanda benzina.





Presentato fuori concorso, invece, All Is Lost. Il regista di Margin Call, J.C. Chandor, ci riprova con una storia di un naufragio. Protagonista Robert Redford.

Special Screenings infine per Muhammad Ali's Greatest Fight di Stephen Frears con Christopher Plummer e Danny Glover. Il film racconta una pagina al di fuori della strepitosa carriera sportiva del pugile, riguardo al suo rifiuto di partire per il Vietnam.

The Big C - Hereafter

Quando i film si fanno ad episodi

Avevamo lasciato Cathy in una barca in mezzo al mare di Puerto Rico, in compagnia di Angel e con il peso del ritorno all'aggressione del suo melanoma. Il matrimonio con l'ormai guru-motivatore Paul era allo sfascio, il figlio Adam preferiva pregare per lei che starle vicino, e la stessa Cathy -causa scelte abbastanza discutibili come il voler adottare un bambino- aveva perso la sua strada.
La terza stagione non era il massimo, la simpatia e l'ironia naturale di Laura Linney avevano perso il loro smalto, lasciando la protagonista in preda alla rabbia e alla disperazione della sua malattia.


Fortunatamente la Showtime ha deciso nonostante i bassi ascolti di dare una degna conclusione alla serie tv che con le sue prime due stagioni era riuscita a catturare il pubblico con un mix perfetto di commozione mai melensa e di humor che permettevano di vedere nel grande Cancro qualcosa di diverso. La scelta è stata quella di non confermare un'intera stagione ma di concludere in 4 episodi dalla durata di un'ora il lungo cammino di Cathy nell'elaborazione del suo lutto.
Ecco quindi che in queste 4 ore si passa finalmente all'accettazione non solo della malattia ma anche della sua inevitabile fine, con il ritorno -non certo in splendida forma- della Cathy di cui ci si era innamorati inizialmente. La sua simpatia e la sua allegria porta così a far evolvere anche le situazioni lasciate in sospeso con marito e figlio, e dare spazio al problematico Sean e alla promettente Andrea chiudendo un cerchio che si era aperto tre anni fa. E la chiusura non poteva essere migliore, tra riflessioni serie e non sulla morte, perchè tra fiumi di lacrime inevitabili visti i tanti momenti in cui la sceneggiatura lascia ampio respiro alla commozione, più di un sorriso riesce a spuntare con la sensazione di aver visto -nonostante le pecche passate- una serie tv all'altezza del compito che si era prefissata: parlare di cancro e delle possibilità che la malattia ci offre.
Fortunati noi.


21 maggio 2013

On y va sur la Croisette - Cannes 2013 #7

E' passata una settimana dall'inizio del Festival e le grandi opere continuano ad arrivare!
Dopo i consensi di ieri per Cannet e la Bruni Tedeschi oggi è il turno di un altro italiano, il più atteso.







Si tratta ovviamente di Paolo Sorrentino e del suo La grande bellezza che è uscito giusto oggi nelle sale italiane. La critica alla Roma bene, quella dei salotti vacui di cultura ma ricchi di qualunquismo trova in Toni Servillo il perfetto interprete. Accanto a lui, Carlo Vedrone e Sabrina Ferilli. La croisette porterà ancora bene al pluripremiato regista?



In concorso anche Steven Soderberg che nelle sale ha invece la pellicola precedente, il buon thriller Effetti Collaterali. La sua ultima fatica Behind the Candelabra, ha come sempre un gran cast (Matt Damon, Michael Douglas, Dan Aykroyd) a raccontare la vita dello showman Liberace. Il tutto targato HBO.



Per la sezione Un certain regard il noir francese Bastards di Claire Denis e il dramma canadese Sarah préfère la course di Chloé Robichaud, con protagonista una donna amante/ossessionata dalla corsa. Chiude l'argentino Wakolda di Lucía Puenzo, che racconta l'incredibile storia di una famiglia che accoglie senza saperlo (incantando la figlia) il pericoloso e famoso criminale Josef Mengele.





Infine, per la Quinzaine des Réalisateurs, da segnalare We Are What We Are per la regia di Jim Mickle, remake di Somo Lo Que Hay di Jorge Michel Grau, su una famiglia tradizionalmente cannibale nella periferia di New York.


Departures

E' già Ieri -2008-

Il mio percorso di redenzione nei confronti del cinema orientale prosegue.
E lo fa con un altro gran film giapponese che nel 2008 vinse l'Oscar come miglior film straniero.

Poetico ed elegante, Departures riesce a mostrare quello che non si vuole vedere, la morte e il morto, argomenti spesso tabù non solo per la cultura orientale ma anche per il cinema in genere. Raccontare con delicatezza il passaggio e il viaggio, l'ultimo, che si deve compiere non è semplice ma il regista Yōjirō Takita riesce grazie ad un protagonista aggraziato e a movimenti di macchina mai morbosi e insistenti a rendere questo passaggio e questo ultimo viaggio qualcosa di sublime, di bello.


Il tutto è reso possibile grazie a Daigo, giovane che capisce, con amarezza, di non avere il talento necessario per perseguire il suo sogno di diventare un famoso violoncellista e fa ritorno assieme alla moglie nel paesino d'origine. Orfano di madre e abbandonato dal padre ancora piccolo, Daigo trova lavoro per caso e per un malinteso nell'agenzia di Shōei Sasaki che si occupa di preparare attraverso un rito tradizionale, i defunti al funerale. Dopo l'iniziale diffidenza e paura, seguiti dagli scontri con una moglie e una società che taccia questo lavoro come qualcosa di degradante, Daigo avrà modo non solo di affrontare le sue paure e i suoi limiti, ma anche di percorrere una ricerca interiore della pace con se stesso, con i propri sogni e soprattutto con il traumatico rapporto con il padre.
Così facendo, lo spettatore stesso si rapporta con la morte in modo diverso, scoprendo l'eleganza e la poesia insiti in gesti semplici ma necessari, e scoprendo assieme a chi accompagna Daigo la bellezza eterna che proprio nella morte si può scoprire.
Departures è un film semplice, che si avvale dei movimenti dei protagonisti per ricreare un'atmosfera dimenticata, e da riscoprire in cui non mancano scene comiche e che fanno sorridere. I ritmi sono quelli lenti e silenziosi tipici dell'oriente, ma la trama ha quel sapore universale di ricerca che non può che affascinare grazie anche a delle musiche (perlopiù di violoncello) altrettanto incantevoli.


20 maggio 2013

On y va sur la Croisette - Cannes 2013 #6

La bella Carey Mulligan ha fatto strage di cuore e di occhi per l'eleganza del suo secondo red carpet ieri, e mentre il film dei fratelli Coen registra consensi, la sesta giornata del festival prosegue!








Oggi è il turno infatti di Valeria Bruni Tedeschi, dietro e davanti la macchina da presa con Un château en Italie. Prodotto in Francia è in realtà ambientato in Italia con protagonista una famiglia che deve vendere la sua casa. Nel cast anche Filippo Timi.
Sempre in concorso, l'adattamento del romanzo di Kazuhiro Kiuchi da parte di Takashi Miike. Wara No Tate segue una coppia di poliziotti durante il trasferimento di un criminale su cui pende una forte taglia.



Un cast stellare per il primo film oltreoceano del francese Guillaume Canet. Clive Owen, Billy Crudup, James Caan, Marion Cotillard, Zoe Saldana, Mila Kunis e Noah Emmerich sono infatti i protagonisti di Blood Ties, storia di due fratelli invischiati nella malavita per la loro famiglia. Presentato fuori concorso.



Decisamente più rischiosa l'operazione di James Franco che porta su grande schermo il capolavoro di Faulkner As I lay dying. Sia regista che attore, assieme a Danny McBride, Ahna O'Reilly, Tim Blake Nelson, Franco è presente nella sezione Un certain regard.

Biglietti, Prego! - Il Boxoffice del Weekend

Il supereroe cede il passo a... un ricco che sa come organizzare i party e una ragazzina! Se il primo posto de Il grande Gatsby non sorprende, il secondo di Violetta -nuova ossessione per giovanissime- lascia perplessi. Il resto della classifica si divide tra blockbuster e commedie italiane non risollevando molto la qualità della classifica.
Ecco i dettagli:

1° Il grande Gatsby
week-end € 2.891.015 (totale: 2.891.015)

2° Violetta
week-end € 1.797.923 (totale: 1.797.923)

3° Iron Man 3
week-end € 572.615 (totale: 15.463.319)

4° La casa
week-end € 441.079 (totale: 1.224.345)

5° Hansel & Gretel - Cacciatori di streghe
week-end € 379.792 (totale: 2.485.845)

6° Mi rifaccio vivo
week-end € 287.750 (totale: 809.778)

7° Effetti collaterali
week-end € 233.874 (totale: 1.541.954)

8° L'uomo con i pugni di ferro
week-end € 218.824 (totale: 703.104)

9° Viaggio sola
week-end € 183.497 (totale: 1.469.484)

10° Miele
week-end € 110.982 (totale: 478.995)

19 maggio 2013

On y va sur la Croisette - Cannes 2013 #5

Cannes cede il passo alla domenica e dopo aver proiettato i già favoriti Jimmy P. e The Past, oggi presenta in concorso un'altra pellicola attesissima.


Si tratta del nuovo film di Joel Coen e Ethan Coen con un super cast capitanato da Carey Mulligan (doppietta per lei sulla croisette visto Gatsby), Adam Driver, Justin Timberlake, John Goodman. Inside Llewyn Davis racconta di Dave van Ronk, musicista e mentore della generazione newyorchese anni '50.



Dai Paesi Bassi arriva invece Borgman di Alex Van Warmerdam, che racconta come l'arrivo di Camiel Borgman in una cittadina tranquilla sconvolga la vita di una coppia borghese.



Infine, da segnalare nella Quinzaine des Realisateurs Tip Top diretto da Serge Bozon con Isabelle Huppert, un poliziesco al femminile.

Rumors Has It - News dal Mondo del Cinema

Mentre Cannes prosegue trionfalmente le sue proiezioni, altre gustose news ci sono ad aspettarci, pronti?

Autofinanziamento Rules!

Parte il progetto di Zack Braff finanziato grazie a Kickstarter. Wish I Was Here trova in Anna Kencrick la protagonista femminile nel ruolo di un'amante dei cosplayer di cui si innamorerà il fratello di Braff. Coinvolti probabilmente anche il collega e amico in Scrubs Donald Faison e Jim Parsons (già presente ne La mia vita a Garden State).



Anche il nuovo attesissimo film di Charlie Kaufman vede la luce grazie a Kickstarter. Anomalisa sarà girato in stop motion e vede doppiatori di eccezione come Jennifer Jason Leigh, Tom Noonan e David Thewlis, Questa la sinossi del film (presa da comingsoon):

“Il film segue un motivational speaker che attraversa l'America cambiando la vita di un numero imprecisato di persone. Ma mentre trasforma gli altri, la sua vita diventa vuota e priva di senso. E' un'esistenza grigia e monotona in cui tutte le persone, letteralmente, sono identiche e parlano con la stessa voce. Un giorno all'improvviso la voce di una ragazza si fa strada attraverso questo velo di niente e lo riempie di vita. Lui è disposto ad abbandonare tutto e tutti, inclusa la sua famiglia, per fuggire con lei verso una vita migliore”.

Attrici al lavoro

Uma Thurman sarà Anita Bryant. Diretta dagli specialisti in biopic Rob Epstein e Jeffrey Friedman (Lovelance), il film Anita parlerà dell'ex cantante che fondò il movimento cristiano fondamentalista Save our children, profondamente omofobico scatenando polemiche ma anche, purtroppo, consensi.

Emily Blunt si unisce al cast del musical Into the Woods! Già confermati Meryl Streep, Johnny Depp e (ancora in trattative) Jake Gylenhaal, a dare vita all'intreccio delle fiabe dei fratelli Grimm diretti da Rob Marshall.

Registi cercasi

Per il discusso remake del super cult Gremlins si fa strada il nome di Seth Grahame-Smith, già autore delle sceneggiature di Dark Shadows e La leggenda del cacciatore di vampiri (di cui è anche autore del romanzo originale). Compito spinoso.

Continua il valzer di nomi per portare avanti il progetto filmico 50 sfumature di grigio. Dopo che il provino di Gus Van Sant non ha convinto i produttori, i nomi di Joe Wright, Bennett Miller e Patty Jenkins si fanno avanti con il primo in testa nei rumors. Dopo gioielli come Anna Karenina e Espiazione, dobbiamo veder cedere la buona stella di Wright in questo progetto?

Non un regista, ma una storia, cercano l'accoppiata ormai inseparabile Refn/Gosling. I due vorrebbero mettersi alla prova insieme in una commedia, genere inedito per il regista di Drive e il prossimamente a Cannes (e più che attesissimo) Only God Forgive. Cosa riusciranno a combinare?

18 maggio 2013

On y va sur la Croisette - Cannes 2013 #4









Ieri Cannes si è trasformato in palcoscenico per furti perfetti (e ottima pubblicità per The bling ring) e sparatorie –fortunatamente a salve. Ma a trionfare è stato ancora una volta il buon cinema con il passaggio dell'ora favoritissimo The past che ha esaltato la critica. Buona anche la reazione a Miele della Golino.








Ma passiamo ad oggi. In concorso Jimmy P. di Arnaud Desplechin con Benicio del Toro per cui si parla già di palma d’oro nella sua interpretazione di un indiano che inizia ad andare dallo psicanalista una volta tornato dalla seconda guerra mondiale. Presentato oggi anche Soshite Chichi Ni Naru di Hirokazu Koreeda basato sul classico scambio di culla e le conseguenza del caso per un imprenditore amante del denaro.

Per la sezione Un certain regard occhi puntanti su Grand Central, nuova opera di Rebecca Zlotowski ancora in coppia con Léa Seydoux, mentre per la Quinzaine des Réalisateurs il vero protagonista è Alejandro Jodorowsky presente con un documentario in cui si racconta il suo tentativo decennale di realizzare l’adattamento di Dune - Jodorowsky’s Dune- e il suo nuovo film The dance of Reality, un’autobiografia surreale e immaginaria con protagonista tutta la sua famiglia.
Pruriginoso invece Les rencontres d'après minuit di Yann Gonzalez nella sezione La settimana della critica, che racconta i preparativi di un’orgia tra una giovane coppia e la loro governante.





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