14 febbraio 2014

Tutti Pazzi per Rose [Populaire]

E' già Ieri -2012-

In mani italiane, una commedia in costume come questa sarebbe diventata l'ennesima fiction romantica ripetitiva e scontata, con magari protagonisti una solita Manuela Arcuri goffa ma combattiva, e un Gabriel Garko ricco e pretenzioso.
Fortunatamente, il film di cui parlo è made in France, pardon, fabriqué en France, e sebbene qualche segno di ovvietà e di lieto fine dietro l'angolo minino un po' il tutto, non per questo quello che ne esce è meno romantico, frizzante e carino.


Carino, sì, l'aggettivo ormai iperutilizzato cade qui a pennello a descrivere i colori pastello e l'amore da batticuore ma pieno di ostacoli che caratterizza la storia di Rose, ragazza semplice e sbadata della provincia che ottiene grazie alle sue eccezionali doti di battitura a macchina il lavoro di segretaria dal bel Louis. Peccato che, come segretaria, di strada ce ne sia ancora da fare, visti i danni, le dimenticanze e i guai che quotidianamente combina. Ma Louis vede qualcosa di più in lei, e con l'amico americano che -in tempo di guerra- gli ha rubato la ragazza (una parlante Bérénice Bejo), scommette che Rose riuscirà a vincere un concorso per dattilografa.
Il primo colpo non andrà a segno, ma Luois non demorderà, puntando tutto sulla sua ormai ex segretaria, ospitandola in casa e costringendola ad un duro allenamento in vista di un nuovo concorso che la porterà a scalare i vertici delle classifiche e sfidare le più grandi.


Va da sé che l'amore busserà al cuore di entrambi, ve lo aspettavate, vero? E che l'happy end sia ovviamente contemplato per coronare il tutto.
Ma queste prevedibilità vanno in linea con l'ambientazione e l'epoca che in Populaire rivivono, la fine degli anni '50 in cui le donne iniziano ad emanciparsi ma sempre sognano il loro principe azzurro, in cui le commedie al cinema fanno sognare, con protagonisti dapprima bisbetici ma sotto sotto follemente attratti l'uno dall'altra.
Ecco così che il tutto rivive ancora, e ancora funziona, grazie a due attori perfettamente in parte (Romain Duris e Déborah François) e la delineazione di protagonisti "diversi" con la bella pasticciona da un lato e il bello combattuto dall'altra. A fare della confezione qualcosa di ancora più prezioso, la colonna sonora doc (con il sensuale Tango des illusions che svetta sulle altre canzoni) e vestiti da far invidia ai negozietti vintage di oggi.
Tirando le somme, nonostante qualche prevedibilità, c'è comunque di che emozionarsi, con qualche piccolo colpo di scena ben assestato che rende Populaire perfetto per una visione disimpegnata e con il sorrisino sempre stampato in faccia, perfetto per una serata romantica come quella di oggi, in cui ancor più è concesso sognare!


5 commenti:

  1. Carinissimo. Le commedie: come le fanno i francesi nessuno.
    :)

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    1. La loro specialità, forse forse solo gli inglesi gli possono tenere testa!

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  2. A sorpresa mi è davvero piaciuto. E la protagonista è un'amore!

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