21 marzo 2014

Fruitvale Station

Andiamo al Cinema

La notte di Capodanno del 2009, Oscar Grant veniva fermato dalla polizia metropolitana assieme a degli amici, veniva messo al muro, veniva messo sotto pressione e infine arrestato. No, infine no, perchè durante questo arresto, ad un agente partiva un colpo dalla sua pistola che avrebbe finito per uccidere Oscar davanti gli occhi attoniti dei passeggeri del treno su cui viaggiava e i loro telefonini.


Fruitvale Station (a cui i titolisti italiani hanno aggiunto per chissà quale motivo "Prossima fermata") inizia proprio con uno dei video che quella notte hanno ripreso l'accaduto.
Da questo Ryan Coogler parte per raccontare chi Oscar Grant davvero fosse, per far arrivare a chi una notizia così la può leggere per poi dimenticarla, la persona, l'uomo, che per un nonnulla ha perso la vita.
Così il film parte dalla notte prima, coprendo le ultime 24 ore di vita di Grant, impegnate a stare con la figlia e la madre della figlia, a recuperare un lavoro, a cercare finalmente di cambiare vita. Perchè Grant non era certo un santo, aveva già scontato una pena per spaccio di erba, e ora che la famiglia andava mantenuta il rischio di caderci era alto. Ma come da tradizione, l'ultimo giorno dell'anno è quello dei propositi, delle speranze, e della possibilità di una rinascita che Grant vedeva davanti a sé.
Non mancano quindi i momenti buonisti, con il compleanno della madre sottolineato da una classica musica struggente, o le preghiere dell'attesa in ospedale, ma quel che ne esce è comunque un ritratto veritiero, di un ragazzo che aveva tutto il tempo di migliorare e farsi perdonare, di cercare un riscatto e un lavoro.


Ed è proprio la certezza che questo tempo Oscar non lo avrà ad accompagnare la visione, rendendola sempre più struggente mano a mano che il suo destino si compone, che alla macchina viene preferita la metropolitana, che allo stare a casa l'andare a festeggiare in centro, allo stare in piedi l'andare a cercare un posto a sedere. Tutte queste decisioni, per quanto banali, porteranno Oscar a incontrare l'agente che scambierà la sua pistola per un taser, che gli sparerà così a tradimento davanti ad un treno di testimoni.
E si finisce inevitabilmente in lacrime, passando sopra i piccoli difetti di un'esordio alla regia comunque promettente (la fotografia calda, così come i movimenti di macchina sono saldi e sicuri), applaudendo la realtà che palpita ad ogni scena, grazie soprattutto alla bravura di Michael B. Jordan.


10 commenti:

  1. uno dei film migliori visti nell'ultimo periodo...
    (ché dire "che BEL film" non mi sembra appropriato, visto l'argomento trattato)

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    1. Lo si può dire, o almeno il Cannibale si prende questa libertà :)
      Peccato che, ovviamente, la distribuzione lo abbia penalizzato non poco.

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  2. alla faccia di poison, io dico che BEL film :)

    prossima fermata - fermare i titolisti italiani

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  3. Film davvero interessante, per quanto imperfetto.
    Speriamo soltanto che possa divulgare la storia di questo ragazzo e fare da veicolo per la carriera di regista e protagonista.

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    1. Un esordio davvero promettente, e Jordan (nonostante un nome simile) si merita di fare strada!

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  4. Ciao.. ti ho assegnato un premio sul mio blog!!

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