22 luglio 2014

Doctor Who - Stagione 6

Quando i film si fanno ad episodi.

Ad essere sincera, questa sesta stagione inizialmente non riusciva a prendermi con il dovuto appeal. 
Vuoi il finale un po' troppo criptico della quinta, vuoi l'assestamento con Matt Smith e la stazionarietà del suo rapporto con i Pond, ma nemmeno vedere il Dottore futuro morire così, quasi impossibilmente, sulle rive del lago Silencio (nessuno spoiler, eh, succede tutto nel primo episodio) non è riuscito a catturarmi.
Le puntate seguenti che sono per lo più avventure singole, hanno avuto più o meno lo stesso impatto, finchè il personaggio della Dottoressa River Song non ha iniziato ad avere più spessore, e il mistero legato alla sua vera identità ad essere pian piano svelato.
L'impasse è durato così gran poco, e con il Good Man che scende in guerra, tutto riacquista subito una prospettiva orizzontale come ai bei tempi, e gli intrecci temporali e famigliari danno nuova vita al Dottore.


In una stagione in cui riusciamo finalmente a conoscere anche il (o la) TARDIS, non mancano certo i ripensamenti e le paure del Dottore, che trova proprio in una stanza d'hotel quello che purtroppo a noi rimane nascosto, ma che lo porta a decidere di lasciare Amy e Rory alla loro vita, dopo tutte le avventure vissute assieme.
Il loro momentaneo rilascio lascia nuovamente il posto al buffo (ex) coinquilino Craig, divenuto nel frattempo padre abbastanza non pratico, che dà vita a una puntata carica di umorismo e di buoni sentimenti.
Tutto questo per prepararsi ad un gran finale, di quelli difficili da dimenticare dove tra paradossi temporali, linee parallele nel Tempo e ingegnosi piani segreti, tutto si incastra perfettamente, finendo proprio con quella domanda che tutti noi spettatori continuiamo a porci.


Tenendo conto dell'inizio non propriamente esplosivo e di qualche puntata singola minore rispetto al solito, la stagione 6 ha saputo risollevarsi grazie ai drammi morali di The Girl who Waited e Let's Kill Hitler, e visto che ci siamo, pure lo speciale natalizio è di quelli che ci aspetta: con un lieto fine e una nevicata di buoni sentimenti e redenzioni che fanno scendere anche qualche lacrimuccia.
Il recupero sta ormai arrivando al suo termine, e con gli effetti speciali che si vanno a migliorare e le musiche e i riferimenti sempre più attuali, un po' dispiace... Allons-y, allora, verso la settima e ultima stagione ancora mancante!


4 commenti:

  1. per me l'era dei Pond resta la migliore delle ere di Doctor Who...forse perchè ho conosciuto il Dottore proprio con loro ;)

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    1. Sono decisamente anche i miei companions preferiti, ma in alcuni episodi li ho trovati un po' sottotono, fortuna che si sanno riprendere alla grande :)

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  2. Ottimo! Dai che ci sei quasi! ;-P Pur prediligendo Tennant e pur ritenendo la settima stagione un tantino debole, il Matt della sesta mi ha preso, i Pond non sono così malaccio e le storie riescono a stimolare quel sense of wonder un po' ingenuo, un po' british e un po' stupidotto che fanno del Dottore ciò che il Dottore è.
    Anche a me la faccenda River è piaciuta molto!
    Buon viaggio! Hai circa un mesetto per portarti in pari prima che il Tardis inizi nuovamente a volteggiare in quel... in quel... tipo lavandino cosmico, non so, tunnel... quel che è.
    Saluti da un Blogger (mooooooooooooooolto) Occasionale.

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    1. Tranquillo, la settima stagione è già in visione (e quasi ultimata), ormai sono una Doctor Addicted, sarà dura non avere più puntate da recuperare anche se la vecchia serie è lì che aspetta di avere quei 10 anni per essere vista :)
      E sì, Tennant non si batte, vedrai cosa succederà da queste parti in suo onore la settimana prossima...

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