4 febbraio 2015

Birdman

Andiamo al Cinema

Un regista che è prima di tutto un autore (Alejandro Gonzàles Iñárritu), un cast composto di nuove e vecchie glorie, e soprattutto una trama che ruota attorno al mondo del cinema e del teatro, dello spettacolo, tema che si è presentato sotto diverse spoglie per tutto il Festival di Venezia, dove Birdman è stato il film di apertura.
Queste carte già utilizzate altrove, vengono però rimescolate, e così il regista/autore si appresta alla sua prima opera “diversa”, abbandonando lo schema corale che lo ha da sempre contraddistinto, abbracciando Hollywood e le sue stelle, scegliendo però proprio quelle che negli ultimi anni hanno brillato meno.
Michael Keaton e Edward Norton tornano in scena in un film su Hollywood e che sbeffeggia Hollywood, con il primo indimenticabile Batman targato Tim Burton che interpreta un attore in decadimento che si appresta a calcare il palco di Broadway per togliersi di dosso il pesante vestito di Birdman, supereroe a cui ha prestato volto e gesta per una trilogia osannata da fan e critica.
Attorno a Riggan Thompson, si moltiplicano inevitabili le pressioni: la sua coscienza, il suo Io più nascosto è sempre lì, in agguato, pronto a distruggerlo e a tentarlo, a mostrargli quanto più facile sarebbe la vita da Birdman, da supereroe acclamato, quanto il pubblico di oggi ha bisogno di essere sfamato a suon di azione e effetti speciali.


In questa fusione tra realtà e finzione, c’è spazio per parecchi discorsi metacinematografici e metateatrali, con quel prefinale esaltante condito da una monologo da applauso che ben inquadra la fetta più importante di quel famoso pubblico di oggi o con la spietata critica che non ne può più di attori che vogliono consolidare la loro carriera unendosi alle voci teatrali come nulla fosse, sporcando e infangando una tradizione.
E c’è spazio anche per riflettere sulla fama, sull’essere famosi dove contano più i followers su twitter, le visualizzazioni su youtube di un tuo video, che non lo sforzo incessante di rendere l’opera di Raymond Carver credibile sul palco.


Iñárritu prende tutto questo, prende la Hollywood più da cliché e la Broadway più snob, i trend del momento e i più classici snodi del dramma e li mette in un calderone pronto ad esplodere, con le prove e le anteprime dello spettacolo che vanno man mano ad intensificare i problemi personali, famigliari e lavorativi.
Ma Birdman è più di un film sui film e sul teatro, è anche una regia attentissima e curatissima, che compone l’intero film in un lungo piano sequenza paradossalmente spezzettato, con la macchina da presa che segue e insegue i protagonisti senza sosta, ci inserisce in quei stretti corridoi dietro il palco, con un ritmo incessante dato dalla perfetta colonna sonora del batterista Antonio Sànchez.
Così facendo, Birdman è una continua corsa, un’instancabile maratona nella vita di uomo che è prima di tutto un attore, attorno a un Keaton che non ha paura di mostrare il suo corpo flaccido, di un Edward Norton e di una Naomi Watts che sembrano tornati i solidi interpreti di un tempo e di una Emma Stone all’altezza del cast.
Birdman è in definitiva il ritratto al vetriolo di un mondo patinato, che sbeffeggia questo stesso mondo pur facendone parte, rimanendo in bilico e riuscendo ad accontentare chi si aspetta un successo commerciale, e chi un film che ha qualcosa da dire, a suo modo, trovando imprevedibili virtù anche nell’ignoranza.


16 commenti:

  1. Non mi ha di certo annoiato, ma non mi ha neppure impressionato più di tanto. Sarà che accade spesso così, quando si hanno alte aspettative. Come si dice, e perdonatemi il linguaggio troppo tecnico, non mi ha fatto né caldo né freddo. Eppure giocare col meta cinema mi piace, eppure adoro i film dallo stampo teatrale: ma, detto questo, non ho potuto fare a meno di trovare eccelso Keaton - ma molto meno i comprimari: come si spiega la candidatura per l'urlante e scheletrica Stone? - e meravigliosa la regia. Quel volto su New York mi ha lasciato senza parole, anche se a metà avevo già indovinato il finale. L'oscar a Iñárritu ci sta tutto, quello al Miglior FIlm non saprei. Ma sai che tifo Boyhood da un annetto, tipo. :)

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    1. Il mio cuore resta con Boyhood anche perchè è rimasto molto più impresso di questa visione settembrina... Un perfetto, con un ritmo e delle interpretazioni pazzesche, ma l'entusiasmo nei suoi confronti è scemato quindi.... forza Linklater!

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  2. Un capolavoro del nuovo millennio. Un cast assolutamente perfetto diretto con autentica maestria. Norton non era così bravo da "La 25 ora" e Michael Keaton ha dimostrato di essere tutt'altro che un attore in declino. Per non parlare di Emma Stone che è protagonista di uno dei fotogrammi più belli dell'anno. Spero che il film faccia incetta di Oscar, ma quelle mummie non si smentiranno di certo e faranno vincere una mediocrata solita.
    Questo è il Cinema che ci piace vedere e recensire.

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    1. L'Academy potrebbe anche sorprenderci, le storie di rinascita (e qui ne abbiamo due: Norton e Keaton) piacciono sempre. La lotta sarà comunque dura..

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  3. Non vedo l'ora di vederlo, lo aspetto da così tanto che sto desiderio sta cominciando a consumarmi. Speriamo bene

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    1. Mi sento una privilegiata, anche perchè così ho potuto vederlo senza alcun tipo di aspettativa o pressione :)

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  4. Bella recensione.
    Ne parlerò anch'io prossimamente, ma non spoilero se mi sia piaciuto o meno... :)

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    1. Qualcosa mi fa pensare e sperare in un signor post da parte tua, ma non mi sbilancio e non spoilero, attendo con ansia, però :)

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  5. Manca davvero poco e lo andrò a vedere al cinema...
    Sto fremendo!

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  6. Le aspettative sono alte.
    Chissà se anche il Birdman volerà al Saloon!? ;)

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    1. Non è un film da bottigliate, fidati! ;)

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    2. Assolutamente no, ha ragione Alessandra, un paio di bicchieri o più se li merita senz'altro!

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  7. sinceramente ho fatto un po' fatica a seguire la prima parte, così ho "spezzettato" il film in due parti, e la seconda invece è scivolata che è un piacere :) Keaton e le sue rughe sono quanto di più onesto ci si può aspettare da un attore. :)

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    1. Rughe e flaccidume vario :) Ti dirò, le varie prove iniziavano ad essere un po' ripetitive, ma Innaritu ha saputo calibrare il ritmo, con quei suoi piani sequenza, con quella batteria incessante.

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  8. Sì, con cotale film Iñárritu ha decisamente spiccato il volo ed inoltre non ho visto proprio un corpo tanto flaccido, dico quello di Michael. Per dire, io faccio decisamente più schifo e nonostante non vi sia nessuna foto a comprovare questa mia dichiarazione lo dico nel senso che Keaton avrà almeno 25 anni in più di me. E quindi altro che corpo flaccido. Le mutande le porta pure bene (io invece neanche le porto) ma a parte ciò Birdman è un film con molteplici strati e penne d'uccello in punta di penna.

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