9 febbraio 2015

Mozart in the Jungle

Quando i film si fanno ad episodi.

Musica classica in Tv?
E che è, Rai 3 o Rai 5?
No, è Amazon, che continua a sfornare serie imperdibili una dietro l'altra.
Già, perchè questa è una serie sulla musica classica, con la musica classica, fatta di protagonisti che la musica classica la amano, la venero, e che la usano come fonte del loro guadagno.
Che siano un'oboista ai primi livelli, una violoncellista di primo piano o un qualunque altro membro della Filarmonica di New York, direttore d'orchestra e direttore artistico compreso, la musica classica la respirano dal primo all'ultimo minuto della loro giornata.
Roba pesante?
No, un qualcosa di magico, soprattutto se si riesce di fare della propria passione, del proprio dono, il proprio lavoro.


Rodrigo supera però tutti questi personaggi, li supera in venerazione e in preparazione, e pure in età.
Bambino prodigio che già piccolissimo si distingueva dagli altri con il violino trovando spalancate le porte di orchestre prestigiose, si è poi interessato alla direzione dell'orchestra, girando il mondo e l'Europa, salvando con il suo fascino e con quell'alone di mistero e di spregiudicatezza che tanto piace ai giornalisti, più di un teatro dalla bancarotta.
Ora New York è riuscito ad accaparrarselo, ai danni del vecchio direttore, Thomas Pembridge (Malcom McDowell), un'istituzione, certo, ma della vecchia scuola e ormai più abituato alla gloria che alla bellezza.
Perchè è questo che Rodrgio persegue e cerca nella musica: la bellezza.
La intuirà nella giovane oboista che in ritardo si esibirà per lui, ma che forse non è ancora pronta per calcare il grande palco e far fronte a una simile emozione, e la cercherà, letteralmente ovunque, per fare del suo grande debutto, un debutto da ricordare.


Rodrigo però non è il protagonista assoluto della serie (tratta da Mozart in the Jungle: Sex, Drugs, and Classical Music dell'oboista Blair Tindall), perchè Mozart in the Jungle si compone in modo corale, seguendo le vicissitudini della giovane e innamorata Hailey, della sua folle coinquilina, della violoncellista divisa dall'amore e di quel direttore che forse forse una lezione finirà per impararla.
A dirigere il tutto, Roman Coppola, Paul Weitz e Jason Schwartzman che producono e, nel caso di Schwartzman, compare in un paio di episodi ma soprattutto fa da regia al migliore, sviluppato in un'onirica e colorata festa all'inseguimento di un coniglio come Alice (You go to my head).
Fresca, frizzante e capace di immergerci in una New York ancora e per l'ennesima volta diversa, in un ambiente che mai avremmo pensato così rock, Mozart in the Jungle si fa amare anche solo per come riporta in grande spolvero un Gael Garcìa Bernal tanto amato in gioventù ma che tra commedie insapore e progetti scadenti si era perso per strada.
Lo ritroviamo qui, con un sexy accento latino, con un entusiasmo infantile, a comporre e scomporre una serie assolutamente da non perdere!


6 commenti:

  1. L'episodio You go to my head è un piccolo capolavoro.
    Il resto è un po' discontinuo però notevole. E ancora mi mancano le ultime 2 puntate...

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    1. Ogni volta sono stati 20 minuti deliziosi e frizzanti, con quell'accento a mettere più pepe al tutto.
      E con Alice e Bunny la conquista è stata definitiva :)

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  2. Gradevolissimo. Davvero una bella sorpresa.
    Non vedo l'ora di finirlo. Ma anche no. Mi mancheranno tutti un po'. :)

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    1. Mi mancano già, aver ritrovato Gael e averlo già perso mi mette tanta tanta malinconia...

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