21 agosto 2015

Look Both Ways

E' già Ieri. -2005-

Tra le tanti divisioni che si possono fare dell'umanità, una delle più quotate è di certo quella tra pessimisti e ottimisti.
Persone che si alzano già con il sorriso, che riescono a vedere il lato positivo anche nelle tragedie e nelle delusioni, e persone per cui tutto va storto, tutto va odiato, persone che si fidano così poco degli altri o del loro karma da vedere la morte, letteralmente, ad ogni angolo.
Immaginate a che gruppo di persone appartiene Meryl, di ritorno dal funerale del padre, artista di gran talento relegata a disegnare acquerelli per i biglietti di auguri.
Esatto, al secondo, con il suo pessimismo che è più una propensione per la tragedia, che la fa immaginare un auto che la investe mentre sta attraversando la strada, uno squalo che la mangia mentre nuota, un killer che la insegue e la strangola mentre sta passeggiando.
Divertente, essere lei, no?
Con il karma però non si scherza, e se tragedia si vuole, tragedia si trova: Meryl sarà testimone della brutale morte di un giovane, finito sotto il treno proprio nei giorni in cui l'Australia intera è scossa da un altro incidente ferroviario che ha causato decine di morte e di dispersi.


Questa piccola tragedia nel mezzo di una più grande fa da collegamento a tante esistenze, legate a doppio filo in alcuni casi, che si incrociano e si sfiorano in altri.
Ecco quindi che il reporter chiamato a scrivere della vicenda sta affrontando una rottura, con figlio inatteso in arrivo, che questa ex deve fare i conti con una gravidanza non desiderata, che la vedova cerca risposte, e si dispera, che a disperarsi è anche un uomo che la famiglia non sa consolare, che il capo del giornale si riavvicina alla vita dopo che il suo miglior fotografo e amico, ha scoperto di avere il cancro.
Quest'ultimo, infine, chiamato a fotografare l'incidente (in modo splendido, ma invadente -per un giornale), incontrerà Meryl, la incontrerà ancora nei giorni successivi e finirà per innamorarsene, forse, legati come sono da una visione della vita pessimista, che per entrambi significa vedere la morte ovunque, ma stranamente non nell'altro.


Se ieri la prova di Josh Radnor collassava nel suo tentativo di essere corale, qui assistiamo ad un incastro delle pedine, dei personaggi e del caso, magari non perfetto, ma sicuramente efficace.
Si entra e si esce in numerose vite, ci si appassiona e si conoscono personaggi a cui bastano poche espressioni, poche parole per essere inquadrati.
Aiutano le animazioni, che danno vita alle fantasie più macabre ma anche più sognanti, aiutano le musiche, che fanno da raccordo alle varie vite, che emozionano, soprattutto.
Film australiano passato in silenzio ormai una decina d'anni fa, risente del tempo passato, soprattutto a livello di fotografia e costumi, ma non risente nella sua forza espressiva, nel suo saper unire e raccontare vite diverse e lontane ma segnate da uno stesso, seppur diverso, dolore.
Il finale è così il colpo al cuore necessario, che mostra come anche il pessimista più incallito, se trova la persona giusta, può diventare il migliore degli ottimisti.


6 commenti:

  1. Ma che protagonisti particolari, e pensare che non l'ho mai sentito nominare. Segno!

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    1. Nel suo piccolo, nel suo sentire il passare del tempo, piace. E ha il finale giusto per noi lacrime facile.

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  2. Affascinante storyline. Credo proprio che gli darò un'occhiata!

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    1. Un'occhiata se la merita senz'altro, fammi sapere poi che ne pensi ;)

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  3. Ultimamente stai tirando fuori dei film indie che manco io avevo mai sentito...
    Su questo voglio essere ottimista e quasi quasi recuperarlo. ;)

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    1. Detto da uno scavatore di prima qualità come te è un gran bel complimento... con la penuria estiva mi sto dando da fare :)

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