6 settembre 2015

Venezia 72 - El Clan


Ci sono anni in Argentina ancora immersi nel buio.
Sparizioni, omicidi, sequestri rimasti insoluti.
Pablo Trapero ci parla di alcuni di questi, ci parla dei motivi che spinsero veri e propri clan a mettersi in proprio negli anni della fine della dittatura militare, e che in mancanza di un vero e proprio lavoro iniziarono a sequestrare, e in caso le cose andassero storte, uccidere persone innocenti dopo aver incassato il denaro per il riscatto.
Senza remore, senza sensi di colpa, in un ambiente dove l'omertà vige, anche i vicini di casa, gli amici di sempre potevano essere le vittime, bastava semplicemente che avessero abbastanza denaro, e che i famigliari poi pagassero.

Difficile in un racconto simile provare simpatia per i protagonisti, i Puccio vuoi perchè crudeli e capaci di inquietare, vuoi perchè non denunciano, non scappano e se lo fanno ritornano, li si detesta.
La loro storia dovrebbe prendere il giovane Alex come faro di speranza, questo giovane stella del rugby nazionale, questo imprenditore che apre un negozio di attrezzatura sportiva ma che in realtà aiuta il padre nei rapimenti, tace, e al contrario dei fratelli scappati dall'ombra ingombrante di un genitore che non sente ragioni e che giustifica anche l'assassinio di uno dei migliori amici di Alex, resta.
Con l'arrivo dell'amore si toglierà dal giro, vero, ma come le sue sorelle, come la madre, sa. E non parla.
Come accettare allora il suo punto di vista? Come comprenderlo?
Impossibile, e anche se il finale sembra concedergli redenzione in un lampo di lucidità che annienta, non basta.
Perchè il film lascia fuori il punto di vista delle famiglie che dal nulla si vedevano senza un padre, un figlio, una madre, restano sconosciute, perchè quegli spari arrivano e non sembrano pesare, perchè le alte sfere (politiche? della polizia?) sapevano, e proteggevano. Fin quando hanno potuto.
La verità continua quindi a far male, anche alla luce dei verdetti e delle condanne.
Ricostruiti fedelmente quegli anni, grazie a una colonna sonora che usa pezzi rock da intenditori, El Clan è un film che irrita, che fa star male, che fa bruciare quelle ferite mai risanate.

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