2 settembre 2015

Venezia 72 - El Desconocido


Un paio d'anni fa a Venezia era esploso Locke.
Un solo attore, un solo ambiente: la sua auto.
Quest'anno invece si ha El Desconocido, tre soli attori, un solo ambiente: la loro auto.
Peccato che il risultato sia l'opposto di quel capolavoro che era stato concepito da Steven Knight, e uno dei motivi è che il protagonista non ha la stessa bravura né lo stesso carisma di Tom Hardy.
Aggiungeteci poi che la trama passa dal thriller all'azione per sfociare in spiegoni drammatici, e no, non ci siamo.

La giornata di Carlos inizia nella normalità, con i figli che si prendono in giro, con la moglie nervosa e in ritardo, con la banca, per cui lavora, che lo chiama per risolvere l'ennesima bega finanziaria.
Deve correre in ufficio, visto che è di strada porta lui i figli a scuola, ma c'è qualcosa di strano, l'auto è aperta, un telefonino suona: è l'inizio di un incubo, con uno sconosciuto che lo minaccia, che lo informa che sotto il suo sedile c'è una bomba pronta ad esplodere se qualcuno da quell'auto esce, e che vuole i suoi soldi, tutti, più un cospicuo bonus.
Carlos corre contro il tempo, corre contro le urla di bambini insopportabili, corre contro la polizia che lo crede colpevole, corre contro i sensi di colpa.
Ci si aspetta un colpo di scena, almeno, ci si aspetta che l'aver sopportato voci che si sovrappongono, urla infinite di personaggi via via più esasperanti che esasperano, ci sia la sorpresa finale.
E invece tutto finisce nel melenso, nella retorica contro il mondo economico, contro le banche e la loro amoralità, pensando che la soluzione della polizia forse forse era più intelligente.
Non aiuta il film una regia piuttosto piena di sé, in cui Dani de la Torre esordisce volendo farsi valere, usando carrelli, girandole e droni che appesantiscono una fotografia già troppo patinata.
La sala sarà quindi anche esplosa in un applauso, ma io, anche se avessi avuto una bomba sotto la poltroncina, avrei preferito essermi alzata dopo pochi minuti.

3 commenti:

  1. Per il momento sembra che la prima giornata non abbia regalato molte soddisfazioni. .. :(

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  2. Concordo con Poison, anche se questo - anche solo per il per me ottimo e inquietante Luis Tosar - andrà visto, prima o poi. E ha anche lo sceneggiatore di Bed Time, con cui ho avuto modo di scambiare due chiacchiere. Nonostante tutto, incuriosisce.

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  3. In effetti subodoravo la ca...volata! Troppo simile a "Locke" come idea, ma non è facile reggere un film con una sola location se non si è bravi.
    A presto Lisa, domattina salgo anch'io. Ci vediamo a Venezia!

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