16 gennaio 2016

Perfect Day

Andiamo al Cinema

Sono passati appena, o già, vent'anni, da quella guerra a un passo da casa di cui si è sempre saputo poco, troppo poco.
I gommoni, i barconi che affrontavano una piccola striscia di mare, erano la conseguenza e il segno di quella guerra, oggi come allora, seppur in un aerea geografica diversa.
La guerra dei Balcani, una guerra civile e militare, una guerra tra poveri, è poi finita, o quasi, trascinando con sé il silenzio.
Alla sua prima esperienza in un film inglese, Fernando León de Aranoa, cerca di fare un po' di luce, a raccontarne uno spaccato, in realtà, un singolo giorno.


24 ore in una zona non precisata della Bosnia, accompagnando e osservando l'operato di un gruppo di operatori umanitari chiamati per quel giorno a recuperare il cadavere di un uomo dal fondo di un pozzo.
Operazione semplice solo all'apparenza, perchè quando l'unica corda a loro disposizione si spezza, trovarne un'altra sarà un'impresa che li porterà a percorrere strade pericolose e non battute, a chiedere aiuto a chi una corda non la può cedere per motivi di sicurezza o di credi, ad affidarsi a un bambino che una corda purtroppo gliela saprà recuperare.
In questa giornata, a contare più dell'azione di per sé, è l'umanità che sta dietro queste persone, la loro complicità, l'amicizia.
La nuova arrivata affascinata e ancora fragile, il cinico che si nasconde dietro l'umorismo pur di non affrontare la serietà della situazione, il granitico boss dal cuore d'oro, che chissà se riuscirà davvero ad andarsene da lì, da chi ha bisogno di lui, e la sua vecchia fiamma, testarda e pragmatica, che non sfuggirà alla girandola degli eventi.
Sono loro la spina dorsale di questo film, persone come le altre, in mezzo a due schieramenti, che si oppongono come sempre al bene di tutti, a un pozzo d'acqua che non si vuole o non si può liberare vuoi per guadagnarci, vuoi per burocrazia.


Perfect Day, film piccolo ma in realtà grande, racconta un giorno tutt'altro che perfetto, un giorno pieno di sfortune, di drammi e di tristezza, affrontate e raccontate nel migliore dei modi.
Il gran cast composto da due certezze come il tenebroso Benicio del Toro e il folle Tim Robbins e da due bellezze d'eccezione come Olga Kurylenko e Mélanie Thierry, sono in grado di reggere e dare il meglio con una sceneggiatura senza sbavature, senza buonismi o pietismi di sorta, che alterna silenzi a battute piene di umorismo e sentimento.
Non da meno è una colonna sonora che spazio tra rock e musica balcanica, trascinando fino a un finale che è in realtà solo l'inizio di un altro giorno, in cui altre avventure, disavventure, scontri e incontri segneranno questi uomini.
Un peccato dovercelo perdere, ma una fortuna averli accompagnati in queste 24 ore.


Regia Fernando León de Aranoa
Sceneggiatura Fernando León de Aranoa, Diego Farias
Musiche Arnau Bataller
Cast Benicio del Toro, Tim Robbins, 
Olka Kurylenko, Mélanie Thierry
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(per la tematica di guerra più che per vera affinità di struttura)
(per la struttura più che per vera affinità di tematica)

8 commenti:

  1. Anch'io ne so pochissimo sul tema, e quel poco che so è grazie al bellissimo Venuto al mondo, della Mazzantini. Recupererò senz'altro!

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    1. Recupera, é sicuramente nelle tue (nostre) corde, tra ironia e dramma, con bei dialoghi!

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  2. poco pubblicizzato, peccato vero? è un bel filmetto..

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  3. poco pubblicizzato, peccato vero? è un bel filmetto..

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    1. Purtroppo sí! L'iniziativa di Natale con parte dell'incasso da devolvere in beneficenza ha smosso un po' ma la distribuzione non é stata delle migliori..

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  4. Non mi ispirava un granché, però quasi quasi lo recupero...

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    1. Fallo! Potrebbe sorprenderti come ha sorpreso me.

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  5. Un film che forse non sarà perfetto, ma che merita senz'altro di essere visto.

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