30 aprile 2016

13 Minutes

E' già Ieri -2015-

Un altro se, per concludere questa settimana dedicata ai film tedeschi.
Un se altrettanto importante ed ingombrante, questa volta non è "se Hitler tornasse in vita ai giorni nostri" ma quasi l'opposto: se Hitler fosse stato fermato prima dello scoppio della II Guerra Mondiale, se l'attentato ai suoi danni compiuto nel novembre del 1939 fosse andato a segno, cosa sarebbe successo alle sue idee di sterminio, di supremazia?
Non lo sapremo mai, purtroppo, perchè quell'attentato, compiuto da un singolo uomo, coraggioso e tenace nel vedere in questo atto di violenza l'unica soluzione per ritrovare il perduto equilibrio, fallì.
E fallì, cosa ancora più tragica, per soli 13 minuti.
13 minuti durante i quali Hitler lasciò la Bürgerbräukeller di Monaco dove aveva tenuto il suo discorso, non trovandolo più allo scoppiò della bomba che uccise invece altre 8 persone.


Come già ne Il labirinto del silenzio, anche qui siamo davanti ad una pagina di storia tedesca sconosciuta ai più, a me.
È la storia di Georg Elser, apolitico, mai schieratosi né con i nazisti né con i comunisti, che decise di progettare e piazzare quella bomba.
Oliver Hirschbiegel ne racconta l'impresa, fallita, dopo aver raccontata quella del suo bersaglio, di Hitler, reso più umano da La Caduta.
Ne esce il ritratto di un giovane che a differenza di tanti altri decise di agire, pur perdendo.
Perchè non solo il suo attentato fallì, ma Elser fu fermato alla frontiera svizzera dai soldati dell'SS, arrestato, e interrogato per giorni.
Il film non ci risparmia le tortura subite, i colpi infertigli, con una confessione alla fine resa solo per amore.
Attraverso flashback, che ci portano lontano da quella stanza fetida, da quel sangue e quella violenza, viene ricostruito il suo passato, fatto di un amore clandestino con una donna sposata, fatto di una vita che si fa difficile con gli anni che passano, anche in un paesino come Königsbronn dove tutti si conoscono, dove non si indugia a imprigionare e condannare ai lavori forzati gli amici, a deridere pubblicamente su piazza chi sta con gli ebrei.
È una piccola storia, la sua, in un piccolo paese, ma rappresenta quanto accade in tutta la Germania: l'incredulità, da un lato, la paura dall'altro.


Nel raccontare tutto questo, Hirschbiegel struttura bene il suo racconto, con flashback che partono e si chiudono al momento giusto, andando a scavare, a scoprire, il passato di un singolo.
I tedeschi sembrano avere invece un problema con le luci, fin troppo sentite e luminose, che anche in questo caso disturbano la visione con il loro rendere meno credibili le ambientazioni.
Ma si tratta di un piccolo neo tecnico, perchè 13 minutes è in grado di appassionare, di non fare di quei 13 minuti del titolo i veri protagonisti, ma di rendere giustizia a Georg Elser, riconosciuto solo dopo decenni come oppositore del regime. Ne dà volto e voce il bravissimo Christian Friedel, con uno sguardo e una fisionomia che bucano lo schermo, sia da giovane spensierato e musicista (tra parentesi, un applauso per la colonna sonora) sia da prigioniero.
Il finale amaro, dove non saranno i minuti, ma i giorni (20 per la precisione) a beffare un'altra volta il destino di Elser, fa in modo che la sua storia, la sua lotta, non vengano più dimenticate.


Regia Oliver Hirschbiegel
Sceneggiatura Léonie-Claire Breinersdorfer e Fred Breinersdorfer
Musiche David Holmes
Cast Christian Friedel, Katharina Schüttler, Burghart Klaussner
Se ti è piaciuto guarda anche
Il labirinto del silenzio, La Caduta, Operazione Valchiria

1 commento:

  1. Georg Elser non ci sarà riuscito, ma Shosanna sì! :)

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