4 aprile 2016

Lost - Stagione 1

Lunedì sera, qualunque cosa potesse succedere, sintonizzata su Rai2.
Se proprio proprio non potevo essere sul divano, in apprensione, partiva il tasto REC sul videoregistratore, e partivo il giorno dopo alla volta della residenza universitaria, con la mia VHS in valigia, pronta a cercare una sala TV libera in cui gustarmi l'ultimo episodio di Lost.
Prima dello streaming, prima del download, dei sottotitoli o delle visioni direttamente in lingua originale della fine, dell'era ormai arrivata di internet come fonte di visioni anticipate, le serie TV le guardavo così, Lost lo guardavo così.
Sono passati 12 anni da quella sera che, assieme a tutta la famiglia riunita, aprivamo gli occhi assieme a Jack su un'isola solo all'apparenza deserta, che con Jack correvamo a soccorrere i feriti, che facevamo conoscenza di questi naufraghi sperduti.



12 anni, e mai un re-watch, una stagione dopo l'altra attesa pazientemente, un episodio dopo l'altro divorato per evitare spoiler o semplici "oh, vedrai!" da parte di mia sorella.
La tentazione?
Tantissima, ma forse aspettavo il momento giusto, o la voglia necessaria per intraprendere ancora questo viaggio che è ben stampato nella mia memoria.
Impressionante, infatti, come a 12 anni di distanza, io che dimentico con facilità impegni o appuntamenti da una settimana all'altra, possa ricordarmi con precisione dettagli della vita di Kate, sequenze numeriche o anche solo la semplice composizione degli episodi. Qualcosa è annebbiato, e per fortuna, ma la prima stagione più di una seconda già iniziata, è rimasta ben piantata nella mia mente di divoratrice seriale alle prime armi.
È diventato ormai un cliché, una frase leitmotiv come "Non esistono più le mezze stagioni", ma davvero Lost ha rivoluzionato il mondo seriale, mettendo da parte semplici teen drama o serial a costruzione verticale, portando invece a una narrazione orizzontale, che non si esaurisce, che prosegue, ma soprattutto facendo della sua struttura narrativa, fatta di quei flashback che portano a conoscere, a scoprire i vari personaggi, una struttura copiata e ineguagliabile, che da Orange is the new black a The Leftovers (scritto, tra l'altro, dallo stesso lostiano Damon Lindeloff) non è certo passata di moda.


Il momento del re-watch, è comunque arrivato.
Orfani di Harry Potter, nostalgici di quelle serate passate a vedere gli amici di Friends, e desiderosa di far conoscere al giovine gli intrighi di un'isola dai mille misteri, Lost è stato messo sul DVD, il tasto PLAY è stato schiacciato e da lì: la dipendenza.
La prima stagione, la più bella, la più solida, capace di addentrare in misteri nel solo (si fa per dire) presentare i personaggi, è stata divorata in una-settimana-una, con i film messi in disparte, le ore piccole fatte nei weekend chiusi in casa, ben piazzati sul divano.
Ritrovarmi su quella spiaggia caraibica ha fatto tornare il mio amore per Jack nonostante il suo alone di eroe malinconico, l'amore verso Charlie, rocker dal cuore d'oro, la simpatia per Hurley, l'invidia per la bellezza acqua e sporco che Kate e Claire non perdono mai, ma la cosa più bella, più emozionante, è stato seguire il tutto attraverso gli occhi pieni di stupore e di sorpresa di un giovine capace comunque di prevedere e anticipare, pur rimanendo avvinto da misteri, orsi polari, mostri neri e francesi rimaste intrappolate.
Giovine che al momento, mette in cima alla sua classifica di gradimento il saggio Locke, il sapiente Sayid e quella testa calda di Sawyer.


L'alone de Gli Altri si è appena affacciato, e francamente mi chiedo come si arrivi a quella settima e ultima stagione, visto che se questo primo ciclo di 23 episodi è ben scolpito nella mia memoria, il resto è parecchio confuso.
Quel che è certo è che certi personaggi -Boone e Shannon- non hanno più lo stesso appeal di un tempo, che un cane come Vincent è invece diventato il nuovo eroe di casa e che quel finale, con quella botola misteriosa scoperchiata, resta uno dei più alti cliffhanger costruiti.
Lo spettacolo, quindi, è appena iniziato, e quest'altro viaggio nei ricordi, in un passato recente che ha sconvolto palinsesti e produzioni, con quegli occhi che continuano ad aprirsi, quel bianco e nero che ritorna, so già che mi riserverà sorprese nonostante uno sguardo ormai ben allenato, ma che trova ancora una bellezza difficilmente superabile in questo esordio.


8 commenti:

  1. Uno dei cardini dell'universo delle serie tv in toto, con Twin Peaks e Breaking Bad.
    Ancora oggi, mitico.
    E io devo moltissimo - nickname compreso - al mio favorito Sawyer.

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  2. Serie storica, ma il fatto che tu abbia scelto di rivederla conferma il fatto che ti stai proprio jamesfordizzando. :)

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    1. Non me ne fai passare una :) In realtà erano anni che volevo rivederla, in modo da avere davvero chiara l'evoluzione della serie, senza le attese, le pubblicità, il doppiaggio. E poi, il giovine non ne aveva visto mezzo episodio, come potevo permetterlo?

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  3. Bella serie con il finale più paraculo di tutti i tempi! :-p La seconda serie ammetto di averla rimossa, ma la terza con quel gran bastardo di Benjamin Linus è la migliore!

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  4. No eh... no... non farmi venire la voglia di rivederla per la quarta volta perché poi saró costretto a venirti a cercare!

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    1. Ahah! Mi chiedo come ho fatto a resistere tutti questi anni senza rivederla, arriverò anch'io a quota 4?

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  5. Sono sempre lì in bilico. La guardo (pur sapendo il finale, mannaggia agli spoiler) oppure passo? Perché se Lindelof mi ha stregato, appassionato, reso folle d'amore per The Leftovers, cosa potrebbe mai farmi con Lost? Che indecisione.

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    1. Ma, ma, ma... vuoi dirmi che non hai mai visto Lost?
      Guardala, assolutamente, anche se conosco il finale questo mio rewatch mi tiene ancora con il fiato sospeso!

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