5 aprile 2016

The Walking Dead - Stagione 6, Parte II

Quando i film si fanno ad episodi
(Presenti SPOILER)

E alla fine, come sempre, eccomi qui.
Puntuale.
Perchè posso annoiarmi, posso storcere naso e alzare sopracciglia, ma The Walking Dead non lo abbandono.
A mia discolpa, al momento Once Upon a Time con le sue tragedie greche, non sfiora nemmeno la lista delle prossime visioni, ma di lasciare Rick & Co. così, non me la sono sentita, complici quei miseri 8 episodi che compongo la seconda metà di questa stagione, complice quel finale aperto e il desiderio di scoprire come ce l'avrebbero fatta ad uscirne vivi in mezzo a tutti quei non morti.
Come è presto detto, e non è nemmeno chissà quale spoiler: con tanta fortuna.
E capacità, certo, perchè anche se quel bimbo su cui non si doveva fare affidamento urla e strepita, ce la si riesce a cavare lo stesso, a sopravvivere all'ultimo grazie a un arrivo non previsto, grazie a quell'amico che passava giusto di là e decide di sparare, grazie a tanta follia.
E così, anche questa è fatta.



Ma si deve andare avanti, e se i walkers non fanno più così paura, si deve trovare un nuovo nemico, e così prima ti appare un Jesus, che ti porta a una colonia molto più organizzata di Alexandria, e che come appare, scompare, poi ti appaiono gli uomini di Negan, da far fuori tutti, nessuno escluso.
E così, si riparte, pace non c'è, tempo per riprendersi nemmeno, e il piano ovviamente, va liscio solo in parte, ritrovandosi tanto per cambiare nella solita situazione di ostaggi da liberare, che alla fin fine si liberano da soli.
E quindi, eccolo qui il nuovo, temutissimo nemico, un Negan che inizialmente non si vede, il cui alone di mistero e di cattiveria aleggia e si fa sentire con scoccate di frecce, con moto rubate, strade sbarrate, per poi folgorare nel finale, in cui si mostra ed esplode in tutta la sua parlantina, in un monologo fitto e inquietante, e in un'interpretazione convincente da parte di Jeffrey Dean Morgan.
Prima della sfida finale, però, meglio aggiungere un pizzico di romanticismo, con l'amore che nasce fra coppie inizialmente improbabili, o l'amore consolidato da un figlio difficilmente giustificabile, spruzzare un po' di non sense grazie ai dialoghi di e con Eugene, per poi arrivare all'apice del dramma in quell'episodio finale dalla durata doppia dove tutte le tragedie devono incontrarsi.
Perchè va da sé che la crisi di coscienza debba arrivare proprio in quel momento, portando avanti un personaggio come Carol sballottato qua e là, perchè la gravidanza deve iniziare ad andar male proprio allora, e la vendetta non può aspettare.


Si finisce quindi per girare ancora e ancora in circolo, come quel camper sacrificale, si finisce per tornare in sfaccettature già affrontate, contro nemici che percorrono sempre le stesse orme, ormai sbiadite, chi se li ricorda più i tempi del Governatore, dei cannibali, dell'ospedale? Si va avanti, sempre e comunque, passando di stagione in stagione, di ambientazione ad ambientazione.
E si potrebbe andare avanti all'infinito, o almeno finchè le vittime sacrificali di turno finiscono, finchè dei membri storici del cast non ne rimarrà uno, e sono aperte le scommesse per sapere chi non troveremo più il prossimo settembre.
Per quel che mi riguarda, probabilmente ci sarò ancora, pronta ad entusiasmarmi -seppur tiepidamente- di fronte ad inizi serrati, di fronte a personaggi in divenire (Denise?), per poi tornare ad annoiarmi, a storcere il naso, ad alzare il sopracciglio, a dire addio a quel personaggio e a quell'altro, e a sfogarmi su questo blog per la recensione della stagione corrente.
Nel frattempo, non me ne vogliate, punto tutto su Darryl, che di non vedere i suoi occhi, di sentire la sua puzza, e di seguire le sue gesta da testa calda, non ne posso più.


2 commenti:

  1. Casualmente ho finito in questo momento di vederlo, e sono in un bagno d'ansia.
    Sul fattaccio finale direi banalmente che potrebbe trattarsi di Rosita, o al massimo Eugene, visto che sono i più marginali tra tutti; e a voler fare i pignoli, i rumori circostanti si sentono, ma non si sentono urla quando il personaggio X viene colpito, e questo confermerebbe Rosita e Eugene che non hanno legami forti con qualcuno. Se invece sono andata oltre a quella che è una semplice scena, e gli sceneggiatori non vogliono essere così convenzionali, direi che hanno fatto fuori Sasha: importante ma si può stare senza.

    Alice

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  2. Questa sesta stagione non mi ha impressionato piú di tanto. Ha qualche buon episodio, ma altrettanti davvero brutti. Il finale carino dai...

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