16 aprile 2016

Veloce Come il Vento

Andiamo al Cinema

Ci sono commediole, ci sono commedie trite e ritrite, con gli opposti che si scontrano, donne vs uomini, sud vs nord, ci sono film prettamente regionali, film di comici televisivi che a stento fanno ridere.
Ma poi, scavando in mezzo a tutto questo, mettendo da parte film seriosi che solo dal titolo si fanno pesanti, ci sono film italiani, sì, italiani, belli.
Ma belli davvero.
Perfetti Sconosciuti è stato il caso di quest'inverno, una commedia che in realtà commedia solo non è, Jeeg Robot è lì che aspetta la sua visione, maledetta distribuzione e maledetti cinema della zona che lo avete snobbato, e ora arriva, veloce come il vento, Veloce come il vento.



Un film italiano, drammatico, e sulle corse in auto?
Sul campionato Gran Turismo?
Con protagonista un donna, una ragazza, che in queste gare corre?
Sembrerebbe un azzardo, ma invece, tutto funziona, liscio come l'olio, come una curva ben presa.
All'inizio non lo si direbbe, in un inizio dove più che alle corse si guardano ai drammi che la famiglia De Martino deve affrontare: Giulia, che corre, che finisce fuori strada e si ritrova senza un padre, stroncato da un infarto. Una madre non ce l'ha, è scappata, un fratello più piccolo lo deve mantenere, una casa potrebbe perderla, se lascia il campionato, se non vince il campionato, visto che quella casa è messa in ipoteca proprio sulla sua vittoria.
Ma Giulia ha un fratello più grande, che può essere il suo tutore legale, che può mantenere unita la famiglia evitando l'arrivo degli assistenti sociali.
Ma questo fratello, Loris, è un tossicodipendente, con la sua compagna tossica passa le giornate a farsi, a racimolare soldi e rivendere oggetti.
Loris, che un tempo era campione di rally, spericolato, ballerino.
E oggi, potrebbe essere la doppia salvezza per Giulia, perchè dietro il suo atteggiamento rilassato e fuori dal mondo, fuori dalle regole, c'è ancora quel ragazzo che ama correre, che sa come correre, e che può essere l'allenatore, il preparatore, il motivatore, per Giulia, per una campionessa grezza che deve vincere a tutti i costi.


E lo so, scritta così sembra la più classica delle storie buoniste e prevedibili, con un rapporto inizialmente diffidente, se non peggio, che si rafforza con le vittorie, con le sfide.
E sì, c'è anche il più classico montaggio sulla preparazione sportiva che fa esaltare.
Ma Veloce come il Vento sa comunque stupire, sa appassionare, e lo dice una che di motori poco sa, poco se ne intende e poco li ama.
Perchè Veloce come il Vento non parla solo di sport, ma ne parla in modo splendido, facendoti sentire dietro a quel volante, dentro quell'auto, in quei garage che puzzano di benzina.
Veloce come il vento parla anche di famiglia, di relazioni difficili, di tentativi di salvezza.
E lo fa con un Stefano Accorsi trasformista, che oltre ad imbruttirsi, sporca la sua voce così affascinante con un pesante accento romagnolo, strappando risate già così, ma ancor più con un personaggio costruito a tutto tondo, naturale e comico, seppur nella malinconia che fa scattare.
La sorpresa è però la giovane Matilda De Angelis, con la sua bellezza alla Jennifer Lawrence e una grinta non indifferente.
Il resto lo fa una regia sportiva davvero, che dosa gli eccessi ma non si trattiene, lo fa una sceneggiatura ben calibrata, con dialoghi non banali, e lo fa una colonna sonora quella sì esaltante, ritmata, sul pezzo, che fa scaldare ancor più quei motori.
La lacrima finale ci scappa, poi, a sigillare un film, italiano, sui motori, bello.
Ma bello davvero.


Regia Matteo Rovere
Sceneggiatura Filippo Gravino, Francesca Manieri, Matteo Rovere
Musiche Andrea Farri
Cast Matilde De Angelis, Stefano Accorsi, Paolo Graziosi
Se ti è piaciuto guarda anche:
Rush, Fast & Furious, Drive

9 commenti:

  1. Avevo apprezzato già in passato Rovere, nonostante i suoi personaggi volutamente antipatici. Qui, di antipatico, ci trovo Accorsi (poi con accento emiliano è il top dell'odio), ma in compenso c'è una bella storia. Non vedo l'ora di vederlo, sperando che questo vento sia veloce abbastanza... ;) Tra gli italiani, si vocifera che anche il teen Un bacio sia bellino.

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    1. Accorsi si fa odiare parecchio, ma in realtà nasconde un gran cuore, vedrai :)
      Un Bacio un po' mi ispirava, ma lo vedo troppo teen per i miei standard...

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  2. Già mi ispirava e la tua recensione mi fa ben sperare ancora di più.

    Alla frase "La sorpresa è però la giovane Matilda De Angelis, con la sua bellezza alla Jennifer Lawrence e una grinta non indifferente" ho inoltre capito che devo vederlo veloce come il vento. :D

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    1. Prevedo una nuova cotta adolescenziale, in alcune scene la somiglianza è impressionante :)

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    2. Ah, ho controllato: è del '95. Marco, puoi inserirla nei post delle cotte adolescenziali senza essere arrestato, vai tranquillo. ;)

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  3. Ciao Lisa, abbiamo scritto la recensione quasi in contemporanea... trovo che questo film sia bellissimo e profondamente umano, e che per una volta gli stereotipi che anche te hai messo in evidenza siano funzionali al risultato: sono quelli che lo spettatore si aspetta di vedere, in omaggio a una tradizione di un cinema "di genere" e popolare che, insieme ad altri titoli importanti come "Jeeg Robot" e "Suburra", sta attraversando un periodo d'oro... condivido ogni riga di quello che hai scritto!

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  4. Non gli avrei dato due lire, e invece sia tu che Kris ne parlate molto bene.
    A questo punto recupero, sperando di non rimanere deluso. :)

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    1. Azzardo parecchi bicchieri per questo film, il livello fordiano è alto :)

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    2. Azzardo parecchi bicchieri per questo film, il livello fordiano è alto :)

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