19 agosto 2016

Charlie Bartlett

E' già Ieri. -2007-

Charlie Bartlett è un giovane che giovane non sembra, ricco ma che di soldi ne vuole ancora, studente in una scuola privata per giovani ricchi che però lo caccia. Ancora una volta.
Charlie Bartlett è un giovane che giovane non sembra, sopratutto quando, con completo giacca e cravatta, con ventiquattrore al seguito, sale sull'autobus ed entra in un liceo pubblico, dove da subito, diverso com'è, viene preso in giro, viene bullizzato -e pestato.
Charlie Bartlett è ricco ma di soldi ne vuole ancora, o meglio, ha fiuto per gli affari, e in una scuola dove di problemi sembrano essercene parecchi, e in una villa -che è casa sua- dove ha sempre uno psicologo a disposizione, mette insieme le due cose, facendosi terapeuta per quei compagni alla ricerca di qualcuno che li ascolti, e di qualche pillola omaggio.



Charlie Bartlett diventa così il più popolare di quella scuola, ricco senza doversene più vergognare, più maturo, forse troppo, però, per quel preside che il ruolo del preside non vorrebbe, che vede in Charlie una minaccia ulteriore alla sua autorità, sopratutto da quando Charlie frequenta sua figlia.
Sì, Charlie non perde tempo.
Charlie Bartlett, in corsivo, come si è capito, parla di giovani, parla di scuola, parla di formazione e crescita, parla di amore e parla di adulti problematici.
Lo fa con quel linguaggio veloce tipico dei film indie, lo fa però un po' troppo confusamente per dirsi pienamente riuscito, ma lo fa comunque con quella leggerezza necessaria per una visione scorrevole e agostina.
Charlie Bartlett, poi, è Anton Yelchin, qui mattatore, giovanissimo, che canta, balla e parla un sacco, che incanta -anche da doppiato- con i suoi sorrisi, con i suoi strani modi di giovane adulto.
Non sfigura di fronte a un Robert Downey Jr. ancora in fase di risalita post rehab e pre-Iron Man, ma tiene la scena, anche troppo.


Charlie Bartlett, sempre in corsivo, che sbanda qua e là, che sembra voler raccontare di un'amicizia speciale che cambia il bullo e il saccente, che aiuta il depresso, che sembra raccontare di un amore complicato e ostacolato, di un rapporto madre-figlio e padre-figlia altrettanto complicati, finisce per parlare di tutto questo e di più, mettendo troppa carne al fuoco, vero, sbagliando a volte tempi e ritmo nella narrazione, ma riuscendo a divertire e intrattenere.
Merito sì di un Anton Yelchin in formissima, un Charlie Bartlett appena 18enne, che manca decisamente tanto.


Regia Jon Poll
Sceneggiatura Gustin Nash
Musiche Christophe Beck
Cast Anton Yelchin, Robert Downey Jr., 
Kat Dennings, Hope Davis
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7 commenti:

  1. Il film lo ricordo poco, ma quel poco è l'essenziale: mi era piaciuto molto. :)

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    1. Visto oggi perde un po', ma rimane piacevolissimo!

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  2. Io all'epoca lo avevo adorato. Bravissimo il povero Yelchin, e perfetto Robert Downey Jr nel ruolo del preside.

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    1. Anche se sono solo (solo?) 10 anni, un po' li si sente, più che altro nella storia un po' frammentata, ma la bravura di un Anton giovanissimo riesce a nascondere i difetti.

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    2. Anche se sono solo (solo?) 10 anni, un po' li si sente, più che altro nella storia un po' frammentata, ma la bravura di un Anton giovanissimo riesce a nascondere i difetti.

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  3. Visto un bel po' di tempo fa, ma lo ricordo con piacere. :)
    E ora purtroppo pure anche con dispiacere per la scomparsa di Yelchin. :(

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    1. Per mia fortuna della sua sorprendentemente lunga filmografia, ho parecchie lacune. Per un po' sarà ancora sui miei schermi :)

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