9 agosto 2016

The 7.39

Quando i film si fanno ad episodi

I film, questa volta, si fanno davvero ad episodi.
Una miniserie che potrebbe essere un film, due soli episodi che per loro durata -circa 2 ore- potrebbe essere trasmessa al cinema.
E invece, The 7.39 lo vediamo così, diviso, ad episodi, con nomi importanti dietro (David Nicholls alla sceneggiatura, John Alexander alla regia) e davanti (David Morrissey, Sheridan Smith e Olivia Colman) la macchina da presa, per quella che è una dramedy romantica, un boy meets girl agée che diventa così un mister meets lady, in pieno stile inglese, con umorismo e dialoghi veloci compresi.
E dove si incontrano questo signore di mezza età e questa donna?



Su un treno, sul 7.39 per la precisione, che dalla periferia porta fino a Londra i numerosi pendolari che al caos della città hanno preferito traslocare nei suoi sobborghi per mettere su famiglia.
Giornate di routine, scandite regolarmente dalla sveglia, dall'orologio, dalla ricerca di un posto a sedere. E quando questo ti viene soffiato, di lunedì mattina, non puoi che arrabbiarti e inveire contro quel qualcuno anche se è una donna semplice e affascinante.
Inizia così, con questo scontro, l'incontro tra Carl e Sally, lui sposato da una vita, con due figli, con un lavoro noioso e pesante, e una vita da pendolare senza sorprese, senza più emozioni che gli sta stretta, lei divorziata pronta a cedere al matrimonio per la seconda volta, pronta a rimanere incinta, anche se il suo lui è fin troppo ossessionato dalla cosa e dalla forma fisica, entrambi istruttori di fitness.
Carl e Sally fanno poi pace, e tra loro, pendolari costretti a passare in totale 37 giorni all'anno assieme, scatta un'amicizia in cui, va da sé, c'è anche dell'altro.
Cedere alla tentazione? Tradire, uscire dai binari della propria vita?


Il problema di The 7.39 è tutto qui.
Chi crede all'amore, anche se infedele, non può che fare il tifo per questa coppia affiatata, innamorata, appassionata. Chi invece i fedifraghi fatica a perdonarli e a capirli, invece, spererà che ad ogni bacio vengano scoperti, che quei baci possano fermarsi prima di portare all'inevitabile crisi generale.
E se Sally è perdonabile visto che si trova assieme a un Robin Hood (Sean Maguire, visto in Once upon a time) particolarmente irritante e capace di far disinnamorare all'istante, Carl che sta con quell'Olivia Colman costretta ad ogni serie ad avere per compagno il compagno peggiore, no, non lo si capisce.
La scrittura di Nicholls riesce a farci comprendere le sue motivazioni, la sua ossessione, la sua illusione che in quel qualcosa di diverso ci sia anche qualcosa di migliore, che possa durare, ma se i traditori sono brutte persone, rimangono brutte persone.
Nonostante questo mio punto fermo, la miniserie è godibile, soprattutto nella sua prima parte più leggera e ancora senza drammi, con quella sensazione di tragedia però sempre in agguato.
La Londra nelle sue contraddizioni fa da sfondo per dialoghi veloci, scambi di battute caustiche e soprattutto interpretazioni di ottimo livello, a comporre un film, ad episodi, godibile e veloce.


4 commenti:

  1. Visto un paio di estati fa.
    Carinissimo davvero. :)

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    1. E me l'ero appuntato proprio grazie a te, ottimo consiglio, perfetto per brevità e stile british ;)

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  2. Un mister meets lady?
    Mmmm... mi sa che preferisco i cari vecchi (anzi giovani) boy meets girl. :)

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    1. Potrebbe stupirti invece, anche perchè, su, non sono i vecchietti che tanto mi piacciono ma cinquantenni e ultratrentenni in crisi, insomma, può starci ;)

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