6 agosto 2016

The Invitation

E' già Ieri -2015-

Non sentite la vostra ex moglie da due anni, scomparsa nel nulla, dopo quella tragedia che vi ha colpito.
Nel frattempo, vi siete fatti un'altra vita, vi siete fatti una nuova fidanzata, ma eccolo lì, improvviso, arriva un elegante invito a cena.
Da lei, in quella villa in cui avete vissuto insieme, inerpicata per le colline di Los Angeles.
Che fare?
Andare? Rischiare?
Sì.
E poco importa se un incidente premonitore che macchia nel sangue rovina in parte la vostra serata.
Quel che troverete, in quella villa, è molto peggio.



Una moglie che nega il passato, una moglie che sembra sotto effetti di una droga potente, rilassata, euforica quasi, anche se basta dirle che i suoi discorsi spirituali sembrano quelli di una pazza che parte un ceffone.
Non da meno il suo nuovo compagno, definibile "guru de noialtri", e i due invitati sconosciuti che si uniscono alla solita vecchia combriccola che non si vedeva da un po': una ninfomane fin troppo entusiasta, un misterioso e non proprio rassicurante uomo di mezza età.
La serata prende subito una piega strana, con quelli che sembrano tentativi neanche troppo nascosti di adescamento in quella setta miracolosa di cui i quattro fanno parte, con tanto di video, giochi e brindisi.
Con tanto di invitati scettici ma anche curiosi.


La cena, intanto, tarda a cominciare.
E tu, ex marito, sospettoso e taciturno, in tutto questo vedi una continua minaccia, rendendo ancor più pesante un'atmosfera già pesante, portando a sospettare di ogni gesto, di ogni pietanza, di ogni frase.
Avrai ragione?
Non si può dire di più, già si è detto troppo di questo The Invitation che ha conquistato la blogosfera prima e che già è passato in TV.
Un thriller all'apparenza da sabato sera su Rai2 che in realtà il suo lavoro di creare tensione e dubbi lo fa bene, chiusi come siamo in una villa extra lusso, in compagnia di vecchi amici dai caratteri ben definiti e ben costruiti.
Le chiacchiere non mancano, il divertimento pure, ma il seme del dubbio è stato piantato, e fino alla fine, fino alla conferma o alla smentita di quei sospetti, si sta all'erta.
Certo, gli attori non sono certo di prim'ordine, e figurano più per la barba curata che per la loro voce bassa e roca, ma tant'è, tra paranoia e suspense li seguiamo, cerchiamo di anticipare e di capire, per poi godere di un finale che lascia a bocca aperta.
Il thriller giusto per una sera d'estate, insomma, da vedere sorseggiando non tanto un bicchiere di vino rosso, quanto una birra ghiacciata. Per poi guardare con sospetto ogni invito a cena.


Regia Karyn Kusama
Sceneggiatura Phil Hay, Matt Manfredi
Musiche Theodore Shapiro
Cast Logan Marshall-Green, Tammy Blanchard, Michiel Huisman
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10 commenti:

  1. A me la parte finale invece più che lasciare a bocca aperta mi ha fatto cadere le braccia. :)

    Guardabile, però gli attori sono abbastanza tremendi e l'entusiasmo della blogosfera devo ancora capirlo...

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    1. Il livello degli attori è davvero da thrillerino di Rai2, ma l'atmosfera che si crea e tutto quel rosso (sangue e di luci) che non ti aspetti, l'entusiasmo lo fa venire, su!

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  2. bello, elegante, crudelissimo.Attori perfetti per la parte, Eden è da ammazzare...piaciuto tanto

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    1. Eden è un incrocio tra un vampiro e una stronza psicopatica, sì, perfetta ;)

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  3. Vatti a fidare degli amici XD
    E' comunque un bel film anche se a me non è che mi piaciuto tantissimo però si può vedere, cast buono, scenografia anche, prima parte lenta e stancante, seconda interessante e intrigante, tutto sommato accettabile ma non tanto.. ;)

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    1. Come thriller per l'estate il suo lavoro lo fa, la prima parte poteva essere gestita meglio, con chiacchiere più profonde, la seconda sa essere tesa e sanguinolenta quanto basta.

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  4. Con altri attori, sarebbe stato meglio. L'impianto l'ho adorato.
    Il wannabe Tom Hardy (di cui sì, ho apprezzato la barba) è uno su cui puntare, per me.

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    1. Al wannabe Tom Hardy ho preferito il wannabe guru, già intravisto ne Il trono di spade, per il momento, apprezziamo la barba di entrambi.

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  5. Una vera sorpresa, per me, con una scena finale che è un pugno nello stomaco. Se poi vai a guardare il passato della regista, allora ti stupisci per davvero del fatto che abbia saputo fare un film così raffinato e curato.

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    1. C'è da stupirsi sì, non era andata a controllare non avendo mai sentito il nome. Una che spazia, anche se qui è andata sul low budget e è comunque riuscita a lasciare il segno.

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