4 settembre 2016

Venezia 73 - Un Re allo Sbando (King of the Belgians)


E chi se lo aspettava da Peter Brosens e da Jessica Woodworth un film simile?
I registi di quella strana creatura de La quinta stagione tornano a Venezia con una tragicommedia leggera leggera, ma che ovviamente al suo interno offre più spunti di riflessione su politica, felicità, istituzioni.
Una moderna odissea, camuffata da mockumentary, in cui seguiamo un regista di documentari in decadenza, dover fare un ritratto illustre e ufficiale del re del Belgio, carica di second'ordine, marionetta nelle mani di ministri e collaboratori, distante dal popolo viste le gaffe del passato.

Quello che il regista Duncan Lloyd non sa, è che il suo documentario prenderà tutta un'altra direzione rispetto al copione già preparato e approvato, perchè il Belgio si dividerà, si spezzerà in due tra valloni e fiamminghi, e proprio mentre il re è lontano dalla patria, in Turchia, e una tempesta solare rende impossibile il suo ritorno in aereo e le comunicazioni con il governo.
Che fare?
Unica soluzione, partire in auto, in fuga dalla sicurezza turca, attraversando i Balcani.
Per farlo, sono necessari sotterfugi e travestimenti, in un viaggio a tappe pieno di incidenti di percorso che trasformerà lo stesso re e i suoi collaboratori così ingessati e formali.
Il contatto con il popolo, quello più povero e umile di Serbia e Montenegro, tra gruppi folcloristici e gare di yogurt, farà capire a quel re il senso e il gusto della vita.
Strutturato come un documentario ufficiale ma anche naturale e rubato, dalla fotografia sbilenca ma in realtà perfetta, con la voce fuori campo di quel regista, a farci da guida, con musiche balcaniche a fare da sfondo, King of the Belgians scorre via che è un piacere, facendo ridere e sorridere, creando un rapporto speciale con quel re alto e impacciato, dal viso così strano e dai modi così gentili propri di Peter Van den Begin.
Un film diverso, una commedia che non ti aspetti da chi ha raccontato di un inverno che non vuole finire in modo freddo e troppo estetico, e che ora invece trova il calore e la luce in salse invitanti, in prugne selvatiche.
Sì, l'umorismo belga ha fatto centro.

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