7 settembre 2016

Venezia 73 - Prank


Le scorribande di una gioventù libera e senza problemi, le giornate per strada, alla ricerca di qualcosa per far passare la noia, piccole bravate, piccoli scherzi.
E' un gruppo di amici come tanti, che con il telefono riprende i suoi scherzi, sia quelli innocenti (la classica banconota legata a uno spago) sia quelli più provocatori (defecare su un auto).

Ai tre, si unisce per bisogno di un telefono con la videocamera funzionante, il timido e impacciato Stefi, che viene folgorato dalla bellezza di Lea, già impegnata.
Stefi li segue, li aiuta nei nuovi progetti, viene sommerso dalle trame dei film di Jean-Claude Van Damme che che gli vengono spiegate nei minimi dettagli.
Finchè qualcosa si incrina, il suo amore per Lea prende il sopravvento e la gelosia pure.
E' un piccolo film quello di Vincent Biron, uno di quei piccoli film pieni di immediatezza e zero pensieri.
Ambientato nel Quebec più triste e desolato, Prank ha dalla sua una colonna sonora incisiva, e la capacità di saper fuorviare, raccontando stralci di vita delle varie vittime predestinate agli scherzi, e il timore che si esageri, che la tragedia sia dietro l'angolo, non abbandona mai.
Ma per fortuna Prank non si prende così sul serio, e fa fessi pure noi spettatori.
Si compone così una sceneggiatura per niente banale che potrebbe diventare un cult, e che ai cult si ispira.
Il pensiero va a Kevin Smith, va a un Larry Clark edulcorato dal sesso e a un Linklater che non è la trilogia del Before, ma è quello che attraverso gli occhi disincantati dei giovani, del loro mondo dove gli adulti, i genitori, sembrano non esistere, diverte.

2 commenti:

  1. Sembra proprio una roba teen perfetta per me! :)

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    1. Teen e piuttosto indie, sarà difficile da scovare ma ne vale la pena: tra Clerks e Tutti vogliono qualcosa :)

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