7 ottobre 2016

Pecore in Erba

E' già Ieri -2015-

Edizione Straordinaria: Leonardo Zuliani è scomparso.
Come chi è Leonardo Zuliani?
L'attivista romano? Il vignettista conosciuto in tutto il mondo? L'ultras che ha ridisegnato le regole degli striscioni da stadio? La sua vita è stata anche ispirazione per il film Paura d'odiare?
No, niente?
E allora è meglio se vi guardare lo speciale dopo il TG, che ripercorre la vita dell'idolo delle folle Leonardo Zuliani, a partire dall'infanzia in cui le doti artistiche già si vedevano e facevano impazzire la classe, passando per gli alti (tanti, tra associazioni amanuensi e libri diventati best sellers) e bassi (altrettanti, tra attentati alla sua vita e manifestazioni non andate a buon fine) della sua carriera fulminante, che lo ha reso amato e odiato, venerato e infangato.
Ora Leonardo è sparito nel nulla, di lui non si hanno più tracce, un po' come quel padre, uscito per noleggiare un film quando aveva solo 3 anni, e che a casa non ha più fatto ritorno.
Cosa si nasconde dietro la sparizione di questo giovane dai mille talenti che ha a cuore la libertà di espressione e a gran voce ha gridato il suo odio per gli ebrei?

Il sussulto, per la frase finale di cui sopra, viene naturale.
Può un film tessere le lodi di un antisemita convinto?
Può, se nel farlo usa una dose massiccia di ironia, può, se si hanno gli occhi giusti per capirla questa ironia, che come sempre sta negli occhi di chi la guarda.
Nell'anno che ha visto tragicamente conosciuta a tutti la rivista satirica di Charlie Hebdo, a Venezia è sbarcato questo oggetto strano, un film che è un mockumentary tutto italiano, che parla di un idolo della folla che è un antisemita, che gli ebrei li manda a morte, un revisionista che nega ogni evidenza.
Ovvio che si siano scatenate le polemiche, tra chi gridava al piccolo capolavoro a chi se ne andava dalla sala sbigottito, trovando troppo calcata la mano di questa ironia.


La verità sta come sempre nel mezzo, e sta nella predisposizione al riflettere e al sorridere di ognuno.
Perchè è ovvio che la vicenda di Leonardo Zuliani, antisemita dalla nascita che si muove tra stadi di calcio e piazze di protesta, tra una casa senza un padre e il lettino dello psichiatra, nasconde il racconto di quella parte d'Italia xenofoba.
Ma è ovvio anche che l'equilibrio è precario, e lo si mantiene pur scontando attimi di pesantezza e di lungaggine non necessari.
Pecore in erba è però un esperimento riuscito, un piccolo fiore all'occhiello di un cinema italiano che si sa reinventare, e che lo fa con gusto. Non a caso, al film, o meglio, allo speciale del TG, partecipano tanti volti noti (Carlo Freccero, Corrado Augias, Gipi, Elio, Linus, Fabio Fazio) nei panni di loro stessi o per la colonna sonora (I tre allegri ragazzi morti).
Diverte, fa ridere e sorridere, prende in giro e prende seriamente, fino a quel finale, doppiamente beffardo, che questo Leonardo Zuliani, dalle convinzioni sbagliate ce lo fa conoscere nel migliore dei modi.


Regia Alberto Caviglia
Sceneggiatura Alberto Caviglia, Benedetta Grasso
Cast Davide Giordano, Anna Ferruzzo, Bianca Nappi, 
Margherita Buy, Carolina Crescentini
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Zelig, Borat

8 commenti:

  1. Lo cerco e lo guardo, allora!
    Ti ricordo - non so perché li associo, forse per la presenza a Venezia - Short Skin. :)

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    1. Mi sa che erano anche allo stesso Festival. Prima o poi lo vedo, promesso, magari in una seconda settimana tutta italiana :)

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  2. Non sapevo dell'esistenza di questo film. Mi hai incuriosito molto, spero di poterlo recuperare.

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    1. A Venezia era stato presentato un po' in sordina, e al cinema c'è arrivato male e per pochissimo. Ma merita, davvero, un mockumentary che non ti aspetti.

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  3. Lo vidi a Venezia l'anno scorso e mi fece morire dal ridere... non sapevo nemmeno che fosse uscito!

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    1. È uscito ovviamente per modo di dire poco dopo il Festival, ad ottobre, ma immagino in pochissime sale.
      Peccato, perchè di risate -ma anche di riflessioni- ne fa fare parecchie.

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  4. L'ho visto e recensito anche io qualche tempo fa, è un piccolo esperimento con dei difetti di gioventù, ma che possiamo definire riuscito :)

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    1. Esattamente, qualche lungaggine c'è, ma l'idea e il risultato sono comunque splendidi.

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