21 novembre 2016

Il Lunedì Leggo - È Crollato il British Museum di David Lodge

Nell'estate appena passata e che sembra già così lontana, dall'Italia non sono uscita.
Se l'ho fatto, l'ho fatto solo grazie a quei libri che promettevano leggerezza e promettevano di varcare i confini, verso la Francia con Un favoloso appartamento a Parigi di Michelle Gable da una parte, che mi ha riportato nella mia città del cuore con tanto di inevitabili cliché, e a Londra, la Londra in cui mi trovo oggi.
L'ho scoperto per caso, David Lodge, scrittore dall'umorismo tipicamente inglese, il cui libro giaceva in offerta al mercatino dell'usato: uno sguardo al titolo, uno alla copertina, ed è stato mio.
Ed è stato amore.

(Sì, buio e pioggia non hanno aiutato con le foto questa settimana)

Sì, perché Lodge come un perfetto scrittore dall'umorismo tipicamente inglese, fa ridere, diverte, e compone una sua personale odissea, che ricalca quella di Leopold Bloom, quella dell'Ulisse di Joyce.
Ma siamo in basso, ovviamente, siamo a seguire non un uomo fatto e formato, ma un ragazzo che si è sposato troppo presto, che a 25 anni è già padre di 3 figli, e che forse ne aspetta un quarto.
Perché Adam Appleby prima di essere uno studente che rimanda la conclusione della tesi da almeno 3 anni, è un fervente cattolico, come la moglie, che ha sposato per poter consumare, e che ora, ogni volta che consuma, mette incinta.
Il matrimonio è così diventato un pericolo costante, in cui la passione è da tenere a bada per evitare ulteriore bocche da sfamare, mentre la Chiesa non fa nulla in merito, lasciando i suoi fedeli allo sbaraglio di rapporti mai soddisfacenti, mai felici, ma attanagliati dalla paura.
Lo seguiamo, così, Adam, in una giornata qualunque, in cui la tesi che deve scrivere finisce per essere l'ultimo dei suoi pensieri, sempre interrotta da amici in vena di confidenze, di impegni improvvisi, di idee strampalate da inseguire e che portano inevitabilmente ad altri problemi, altri guai.
È un caos la giornata di Adam, un caos in cui lo stesso British Museum che lo ospita e lo vede disperato e afflitto, rischia di crollare.
Ma è un falso allarme.
E così, la giornata di Adam si scontra con la burocrazia kafkiana, con i flussi di coscienza della Wolf, con manoscritti inediti tenuti in scacco da giovani lolite, con diatribe religiose distanti dal nostro oggi, e con un misterioso e corpulento uomo con cui si scontra ancora e ancora, in uno stile che sempre cambia, che imita e sbeffeggia, che conquista.
Soprattutto in quel finale, che rimanda a uno dei finali più belli, cambiandolo giusto un po', come è giusto, mettendo al posto dell'ottimismo, la speranza, della convinzione, il dubbio.

4 commenti:

  1. Risposte
    1. Really for you ;) Tanti stili diversi, tante imitazioni ottimamente riuscite, e tanto divertimento!

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  2. mi piacerà un sacco...
    è già nella wishlist delle cose da leggere

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    1. Oh sì, ci si diverte, si riflette, e scorre via che è un piacere. Mi ha tenuto compagnia in spiaggia senza mai un lamento ;)

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