14 novembre 2016

Il Lunedì Leggo - La Sposa Giovane di Alessandro Baricco

C'è una famiglia, una famiglia strana.
Composta da una Madre, da un Padre, da una Figlia e da un Figlio, da uno Zio che non è uno zio e che dal sonno perenne si sveglia momentaneamente per fornire risposte illuminanti alla famiglia, da un servitore, Modesto, che a tutto provvede liturgicamente.
Questa famiglia ha paura delle notti, che ha visto tutti i loro avi morire, celebra il nuovo giorno con colazioni da re a cui chiunque è invitato, e questa famiglia, accoglie sbadatamente una Sposa Giovane.
Una sposa che ha attraversato l'Oceano, dall'Argentina, per ricongiungersi al suo amato, al Figlio, che però non c'è, assente da tre anni, in Inghilterra per affari.
La Sposa lo aspetta, si mescola a quella famiglia, arrivando a conoscerne i segreti, le virtù, i vizi e le piccole abitudini piene di scaramanzia.
La Sposa nel frattempo matura, resta una diciottenne ma diventa donna, capace di conoscersi meglio, di conoscere il suo corpo e il suo potere.
Ma il Figlio non torna, mettendo a dura prova il cuore di vetro del Padre, la pazienza della Madre, le routine di Modesto.



E' una storia che ha il sapore d'altri tempi, di nobili in odor di decadimento, di tempi dilatati e vissuti in modo diverso, quella di Alessandro Baricco.
Ma è una storia diversa, perché cambia il suo registro più volte, perché a raccontarcela non capiamo bene chi è.
La terza persona lascia spazio ad una prima ogni volta diversa, con lo stesso autore, quello reale o immaginario, chissà, che fa incursione, sovrapponendo i suoi problemi a quelli di un'impaziente Sposa Giovane, raccontandoci come scrive, dove scrive, quello che l'editor vorrà tagliare, come il suo romanzo andrà a finire e perché così è finito.
Un gioco di incastri, di singole parti che insieme sono più del loro intero.
Baricco non delude, nemmeno questa volta, riportandomi ai suoi primi romanzi, a quell'Oceano Mare e alla sua sensualità, ai Castelli di Rabbia e ai suoi strani personaggi, a City e alle sue tante storie.
Anche qui, è il sapore della parola a colpire, la struttura, lo stile, a fare la differenza: tutto diventa poesia, una poesia che sa far sorridere fra quelle righe, che regala immagini bellissime, strazianti, piccoli libricini che permettono davvero di capire Come abbandonare una nave o gesti, frasi, suoni interrotti, lasciati sospesi per poi poterli riprendere, per dire alla morte che no, non può averci, non abbiamo ancora finito.
Sono lampi che illuminano, piccoli flash che arricchiscono, che fanno vedere il mondo con occhi diversi, gli occhi di uno scrittore abituato ad osservare, a porre domande, anche solo a quel libro usato, alla dedica che vi è scritta, alla storia che in realtà racchiude quel libro.
E così, La Sposa Giovane, lo si assapora pian piano, lo si lascia distillare, fermandoci davanti a questi lampi, a questi flash. Innamorandosene.
Di Baricco si potranno dire e pensare tante cose, un po' troppo snob, un po' troppo supponente, chissà, ma sa scrivere, oh, se sa scrivere.

Si scrive così come si potrebbe fare l'amore con una donna, ma in una notte senza luce alcuna, nella tenebra più assoluta, e quindi senza vederla mai. Poi, la sera dopo, i primi che passeranno se la porteranno fuori a cena, o a ballare, o alle corse, ma comprendendo fin dal primo momento che non riusciranno nemmeno a sfiorarla, figurarsi portarsela a letto. Manca un pezzo a tutti, e raramente l'incantesimo si schiude.

7 commenti:

  1. Ammetto di non aver mai letto niente di Baricco.
    Nonostante sia un premio Nobel per la letteratura...

    oops, no! :)

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    1. Non ti sei perso niente, credimi...
      dopo il famoso NOVECENTO (che non era davvero da Nobel) sono usciti dei romanzi uno più deludente dell'altro
      Parola di Sgrunt

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    2. Io dopo City ho avuto delle difficoltà con Baricco, anche se alcuni romanzi sono ancora lì che aspettano.
      Questo torna invece ai fasti di Oceano Mare e Castelli di Rabbia, provatelo ;)

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  2. ...lo sai che a Baricco non ho ancora accordato fiducia...
    tu (e tantissimi altri, inclusa Jn) l'osanni... ed io sto per cedere

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    1. Cedi, e spero non te ne pentirai ;) È un autore molto femminile, che tocca corde intime e poetiche.

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  3. Neanch'io, come Marco e Patalice, l'ho mai letto.
    Sarò che mi sta antipatico come persona. Parla troppo, uff.
    La biblioteca della mia città, però, è piena di romanzi suoi. Proverò di sicuro qualcosa, anche se non sono amante di questi stili. Chissà. :)

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    1. Lui a volte irrita anche me, ma scrive così bene che lo perdono. Potrebbe piacerti, sai, ha uno stile molto tuo, e tra Oceano Mare e Castelli di Rabbia potresti convincertene ;)

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