18 novembre 2016

La Reine des Pommes

E' già Ieri -2009-

Adéle viene lasciata, all'improvviso, dal suo ragazzo.
Il mondo le crolla addosso, senza casa, senza lavoro, tenta il suicidio ma cade in uno stato catatonico con la sola cugina e la sola vicina di casa a prendersi cura di lei.
Prendersi cura è forse un po' troppo visto che le due non disdegnano di lasciarla sola, al parco, su una panchina, mentre vanno a lavoro.
Fortuna allora che c'è Pierre, giovane universitario, che al parco disegna, e che inizia a provare affetto per questa donna che non fa altro che dormire.
Adèle pian piano si fa forza, trova lavoro come babyssitter, trova tanti uomini sulla sua strada, quel padre per cui fa la babysitter, quello studente troppo giovane, quell'avvenente giovane del parco che la spinge sempre più in là nei suoi limiti sessuali, tra perversioni e pruginerie.
Ma sono avventure fugaci, folli, tenere, che ancora non la fanno stare meglio, mentre con quella cugina che la ospita, anche lei sola, anche lei innamorata di un uomo, in Italia, che non può avere, nasce un'amicizia forte e profonda.


L'esordio dietro la macchina da presa di Valérie Donzelli ha tutto il sapore dell'ingenua prima volta.
Dell'esperimento di famiglia, anche, visto com'è limitato il cast, la scenografia, i costumi, vista la presenza dell'allora marito Jérémie Elkaïm, impegnato a dividersi in ben 4 ruoli.
Trasformista Elkaïm, bella e brava la Donzelli, che impara le regole della nouvelle vague francese, uscendo per le strade di Parigi, nei suoi parchi, nei suoi appartamenti, ma anche dell'indie tipicamente americano, con una fotografia geometrica, attenta, con in quadrature mai banali.
E soprattutto con musiche indie, con quelle piccole canzoni, piccole ballate acustiche, che fanno de La Reine des Pommes un musical diverso.
La voce aggraziata della Donzelli, chic e francese quanto basta, incanta come incanta la sua propensione verso il naïf.


È una fiaba moderna, un'elaborazione della fine di un amore quella cui assistiamo.
Di mezzo, tante scene audaci, pochi peli sulla lingua. in una sceneggiatura veloce e pasticciata, ma volutamente genuina, che ha in quei pasticci la sua forza.
Per il finale si vola a New York, si vola oltreoceano per riuscire davvero a darsi delle risposte, che saranno, ovviamente, una bellissima sorpresa.
Sì, è un esordio che già prometteva bene, è un esordio carico di magia e di naturalezza, in cui Jérémie Elkaïm e Béatrice de Staël e la stessa Donzelli si donano anima e corpo al loro piccolo progetto, facendolo diventare inevitabilmente grande.


Regia Valérie Donzelli
Sceneggiatura Valérie Donzelli, Jérémie Elkaïm, Dorothée Sebbagh
Musiche Valérie Donzelli, Benjamin Biolay
Cast Valérie Donzelli, Jérémie Elkaïm, Béatrice de Staël
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2 commenti:

  1. Un'ingenua prima volta davvero adorabile e riuscita.

    L'ultimo film dell'idola Donzelli Marguerite e Julien invece purtroppo non ce l'ho fatta (non ancora, almeno) a vederlo tutto. Dopo mezz'oretta ho abbandonato per noia. :(

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    1. Male male, è molto più femminile rispetto al suo solito ma anche molto bello. Riprovaci ;)

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