10 dicembre 2016

Captain Fantastic

Andiamo al Cinema

"Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è invece disgraziata a modo suo."
È l'incipit più bello della letteratura, e anche il più vero.
Prendete la famiglia Cash: sembrerebbe felice, nel suo vivere fuori dalla società, fuori dai meccanismi sordidi della modernità, della dipendenza dalle cose futili.
La famiglia Cash vive in mezzo alla natura, cacciando, scuoiando, imparando davvero, in una scuola con regole flessibili, con nessun argomento  tabù, tutto: dalla letteratura alla scienza, dalla fisica alla musica. Il tutto, ovviamente, con prove di coraggio, di forza, di resistenza.
Una famiglia perfetta, si direbbe, peccato che 7 un numero perfetto non lo sia.
Ne manca uno, una, in particolare, una madre divisa, separata, internamente ed esternamente: bipolare.
Lontana, distante, deciderà di andarsene definitivamente rompendo così gli equilibri già fragili di figli che non sono più bambini e che domande iniziano a farsele.
Si parte, sopra un vecchio autobus, ritornando alla società, immergendosi nel consumismo, ma a modo proprio, neanche fossero gli Hoover.
E lo scontro, è inevitabile.



Per quei figli, che tanto sanno analizzare e argomentare, quanto poco sanno vivere; ma soprattutto per quel padre, che da tutto questo aveva deciso di prendere le distanze, e che si ritrova a fare i conti con la sua disciplina, i suoi metodi, messi sempre più in discussione.
E pure noi lo rimettiamo in discussione, neanche fosse Humbert Humbert, un malato, testardo, sbagliato essere, che compie tanti sbagli, ma a cui non si può non voler bene, non rimanerne affascinati.
Lo scontro, poi, è reso ancora più amaro dallo scontro di famiglia, dall'affrontare quella mancanza che non sarà più colmata.
E così il viaggio prosegue, ancora e ancora, perché solo uniti, solo come una famiglia per quanto strana, fuori dagli schemi, questa mancanza si può superare, urlando, cantando, ballando, davanti a un fuoco, davanti a un addio.
Questo è Captain Fantastic, un film che parte in modo crudo e sanguinolento sulla vita nei boschi e prosegue a mo' di road movie come una commedia, per sferzare poi il suo colpo finale, cambiando ancora strada, deviando, finendo dalle parti di un dramma diverso.


Il paragone con Little Miss Sunshine emerge spontaneo: famiglia atipica, un viaggio da affrontare, un morto da salutare, e poi, tante piccole eccentricità, tra chi cerca il proprio posto nel mondo.
Ma è diverso, il risultato come il processo, del film.
C'è unicità in Captain Fantastic, nonostante quei colori sgargianti e quelle musiche puntuali alla Wes Anderson.
C'è cuore, soprattutto, e lo mette in buona parte un Viggo Mortensen irriconoscibile per chi, come me, lo ricorda solo ne Il Signore degli Anelli, ma anche nel giovane da tenere d'occhio George MacKay, già adocchiato nella miniserie 11.22.63.
E ci si affeziona quindi alla famiglia Cash, al suo essere felicemente disadattata come un Gallagher, anche se ben distanti dalla Chicago della povertà, molto ben distante.
Così, gli si perdonano pure quei troppi finali, che sarebbero tutti giusti, tutti perfetti, e che vanno avanti ad accumularsi senza bene un perché, come se anche loro, i Cash, non volessero salutarci, ma farci compagnia, ancora un po', ancora un pochettino, per diventare, a modo loro, come noi.


Regia Matt Ross
Sceneggiatura Matt Ross
Musiche Alex Somers
Cast Viggo Mortensen, George MacKay, Samantha Isler, Annalise Basso
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10 commenti:

  1. Concordo sui troppi finali, ma mi sono piaciuti tutti (tanti quanti erano), quindi hanno influito poco. Mi è venuta voglia di rivedere Little Miss Sunshine, visto giusto all'epoca. :)

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    1. Oh, io me lo rivedo sempre con piacere, a pezzi, quando passa per la Tv.. ne sono legatissima! Qui manca forse quel più a rendermelo così caro, ma le carte ci sono comunque tutte.

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  2. Sono davvero curioso di vederlo, lo aspetto con impazienza

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    1. Non ne rimarrai deluso! Risate e lacrime assicurate ;)

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  3. Per me un film di cuore ed emozione, con un Mortensen pazzesco.
    Inutile dire che una cosa così fordiana non poteva non colpirmi a fondo. :)

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    1. Non poteva essere che così, la fordianità al suo meglio :)

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  4. E' vero, ci si affeziona a questa famiglia.
    Anche se il fatto che mi sono immaginato Ford crescere i suoi figli esattamente come Captain Fantastic mi ha pure messo addosso un po' d'inquietudine durante la visione, ma questa è soltanto colpa mia. :)

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    1. Effettivamente la fordianità dei Cash è alle stelle, e tu te ne sei affezionato... attento!

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  5. L'ho adorato dall'inizio alla fine. Oddio, dall'inizio inizio proprio no, che a me gli animali ammazzati e scuoiati fanno sempre un po' impressione. Viggo Mortensen immenso, come sempre, ma anche la sua piccola tribù, la piccola Zaja su tutti!

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    1. Con quell'inizio mi sono chiesta se stavo guardando il film giusto, tutto quel sangue, quella tribù... per fortuna sì, evviva i Cash!

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