18 dicembre 2016

La Domenica Scrivo - Unicità

Sarà l'età, ma i documentari sulla natura sono passati dall'essere semplice sottofondo un po' noioso delle faccende di casa e delle chiacchiere con la nonna, a veri e propri protagonisti nei pranzi sonnacchiosi della domenica.
Si resta incantati dalla bellezza delle immagini, dalla bellezza del mondo, in realtà. Sognando di viaggiare, vedere, anche lì.
È così che ho conosciuto George il Solitario (o poeticamente in inglese Lonesome George), una tartaruga, per la precisione una tartaruga dell'isola Pinta, l'ultimo della sua specie.
Le si pensava già estinte le tartarughe dell'isola Pinta, scomparse recentemente, come i miei amati Dodo, vuoi per le inaccortezze umane, vuoi per la scaltrezza delle altre specie erbivore che rubavano loro il cibo.
Ma poi, all'improvviso, nel 1971, grazie a un programma per salvare altre testuggini trasferendole da un'isola delle Galapagos all'altra, è sbucato fuori lui, George, pacifico, calmo, rugoso, che la storia l'aveva vissuto appieno.



Per tutti questi anni è stato sulla Terra solo, ultimo della sua specie.
Si è sperato fino all'ultimo di trovare, chissà, nascosta pure lei, una femmina, e poterla continuare la loro famiglia, amore permettendo, ma niente, e George, caparbio, fedele, magari, non ha voluto saperne neanche di altre femmine, rifiutandole, sistematicamente. E poi, alla veneranda età di circa 100 anni, George se n'è andato, non si è più svegliato, spazzando via dalla faccia della Terra ogni traccia delle tartarughe dell'isola Pinta.
Chissà cosa si prova, ad essere l'ultimo. L'unico.
Chissà cosa prova Emma Morano, ad essere non solo l'unica nata ben due secoli fa, l'unica nata quando ancora era l'Ottocento, ma anche ad essere la più vecchia, con i suoi 117 anni, più di una guerra vista, vissuta. E svegliarsi, come dice lei, godersi la sua giornata scandita a suon di uova.
Anche se, non me ne vorrà Emma, il mondo è così vasto che chissà se da qualche parte, non registrato, nascosto, in qualche tempio, in qualche foresta, c'è chi la batte, chi ha visto giorni diversi, realtà diverse, più lunghi, infinitamente più lunghi.
Crediamo di conoscere ogni palmo di questa nostra Terra, di poterla mappare e spiare attraverso satelliti e programmi, ma chissà se davvero non ci sono altre unicità, altri George, altre Emma, nessun titolo è al sicuro. No.
E allora, tornando a quei documentari domenicali, li guardo, e penso a quelle popolazioni indigene, aborigene, li guardo e penso: com'è possibile? Com'è possibile che noi si sia attraversato il Medioevo, per dire, o il vecchio west, o l'Illuminismo, il Rinascimento, e loro no, se ne sono stati per tutti questi anni lì, a cacciare, vivere in grotte, tende, e quant'altro, senza un commercio, senza un "lavoro", felici. Comunque. Cosa li ha preservati dall'evoluzione, dal non dover cambiare?
Si sono accontentati, o siamo noi che non abbiamo saputo farlo e continuiamo a non saperlo fare?
Sono popolazioni fossili, un po' come il ginkgo biloba, che da millenni non ha bisogno di modificarsi, non ha bisogno di cambiare, adattarsi al mondo che cambia, è già perfetto com'è, vive e sopravvive, prolifera, pure?
Questi esseri unici lo sanno cosa si perdono o siamo noi che non sappiamo cosa abbiamo perso?
A volte, poi, gli basta poco -anche se poco è decisamente riduttivo- per stare meglio, per vivere bene. Neanche fossero coinquilini di Kevin Costner in Waterworld, i Bajau vivono nell'acqua, in palafitte al largo della Malesia, pescano, cacciano, giocano, passano la maggior parte della loro giornata in acqua. E con il tempo, hanno sviluppato capacità sorprendenti, non branchie, quelle no, non ancora, ma la capacità di resistere, muoversi e cacciare sott'acqua come fossero sulla terraferma. Guardare QUESTO video per credere.
I Bajau, loro, sono tornati indietro, o sono andati avanti, sono cambiati per stare meglio, o stanno peggio, senza TV, senza film, senza un lavoro, immersi e circondati dall'acqua?
Nella loro unicità, ci perdono, o ci guadagnano?

6 commenti:

  1. E' comunque un modo come un altro di passare il tempo, meglio che non fare niente ;)

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    1. Soprattutto quando il pranzo corrisponde all'alzarsi dal letto ;) e poi, rispetto a tanto altro che passa per la TV, alcuni documentari ti stracciano il cuore per la loro bellezza.

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  2. Cos'è 'sta storia dei documentari domenicali?
    Un'abitudine presa da Ford? :)

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    1. Dici che sto invecchiando precocemente? Miglioro se dico che il pranzo è alle 2 del pomeriggio e la mente ancora non ce la fa a stare dietro ai sottotitoli delle serie TV?

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    2. 2 del pomeriggio?
      Ma allora sei troppo ggiovane. O forse sei spagnola? :)

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    3. Stare con un eterno giovine rende giovine anche me: impossibile essere mattinieri ;)

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