26 settembre 2017

Narcos - Stagione 3

Mondo Serial

Il rischio era grande: una stagione senza Pablo.
Aveva senso proseguire una serie nata sotto la buona stella di Escobar?
Sì, se la serie era pensata per andare avanti senza di lui, per esplorare nuovi narcotrafficanti, nuovi cartelli.
Un po' meno se questi cartelli, questi altri boss, lo stesso carisma di Pablo non ce l'hanno.
Il rischio, sembrava centrato in pieno all'inizio di questa terza stagione di Narcos, con un ritmo quanto mai lento e degli antagonisti che non spiccavano né per personalità né per cattiveria.
I fratelli Rodriguez, così diversi nella gestione del loro impero, più i marginali -fin troppo marginali- Pacho e Chepe, sembravano infatti destinati a far collassare uno dei prodotti di punta di Netflix, complice anche una trama che prevedeva la fine dell'Impero di Cali, la resa nei confronti di un governo che garantiva però la piena libertà.
Cosa aspettarsi, allora, da tutto questo? Da una lotta interna presto fermata a suon dei soliti proiettili e della solita violenza esasperata?


A  a metterci una pezza ci pensa l'agente Peña, avvalendosi della complicità di due nuove reclute pronte a darsi da fare (e ritrovo così il Michael Stahl-David che avevo adocchiato in tempi non sospetti sia in Cloverfield che nella mai dimenticata Black Donnellys) e con l'aiuto fondamentale di una talpa, un collaboratore come il mite Jorge Salcedo, che con i Rodriguez non vorrebbe più avere a che fare.
La testa calda di Peña che non ci sta a uno smantellamento tranquillo ma vuole giustizia e vuole la prigione per questi nuovi boss, scatenerà così una vera e propria guerra, tra cartelli, ovviamente, e interna, con la vita di Salcedo sempre in sospeso, con piani che falliscono e imboscate che segnano a vuoto.
È l'azione a fare di Narcos, Narcos: la tensione, la suspense, quei montaggi incrociati che fanno trepidare per un boss nascosto chissà dove nella sua casa o la bella di turno da salvare in piena giungla.
Difetti, purtroppo, ce ne sono.
Ci sono forse troppi personaggi, troppi boss e troppi affiliati coinvolti in questa guerra, che portano a storylines di cui magari importa poco (Pallomari e la moglie fedifraga) o che vengono lasciate così, in sospeso (la coppia Jurado con i beniamini Miguel Angel Silvestre e la fragile Kerry Bishé), o che sul punto di nascere, subito muoiono (la spavalderia di Maria e il nuovo boss David).


Si punta sull'azione, come detto, e si punta sulla politica, sui doppi giochi e sulla corruzione imperante in un Paese in cui è tanto facile morire come essere comprati, in cui la vita sembra davvero non valere niente.
La violenza, il sangue, eccedono, e il tormentato agente Peña acquista spessore, sempre più, e si fa narratore e antieroe pieno di fascino, grazie ovviamente al physique du rôle che si porta appresso Pedro Pascal, mescolando ancora sapientemente realtà e drammatizzazioni, ricostruzioni precise al dettaglio, filmati d'epoca.
In attesa di spostare l'azione da una Colombia ormai impossibile da gestire a un Messico che fa paura anche ai giorni nostri, non solo negli anni '90, la prova di un Narcos senza Pablo si può dire inaspettatamente superata.


25 settembre 2017

Il Lunedì Leggo - Finzioni di Jorge Louis Borges

Anche questo lunedì, capita che leggo -e scrivo- di un libro decisamente troppo intelligente per me.
È uno di quei libri pregni di filosofia, di citazioni colte, di riferimenti di un certo livello che si apprezzano se certi riferimenti e certe citazioni, si conoscono.
O interessano, almeno.
Come fare allora quando questo libro non solo si decide di leggerlo, ma è pure un regalo, di quelli per cui per un po' ti chiedi se davvero si è degni di un qualcosa di tanto colto?
Lo si legge alla leggera, cercando di non dar troppo peso a filosofi e filosofie,  ammettendo con se stessi e con l'autore e con il libro stesso, la proprio ignoranza.
Solo così si può apprezzare senza filtri la prosa, certo, ma l'inventiva soprattutto di un autore che ho incontrato solo una volta, con quell'Aleph tanto famoso che ai tempi del liceo era pure il nome del giornalino stampato in loco, un Aleph che però con i suoi racconti, non ha tracce nella mia memoria.

24 settembre 2017

La Domenica Scrivo - Inizi #2

È passato un anno da quando questa rubrica è partita. (QUI)
Un anno fatto di domeniche in cui mi sono arrovellata per trovare di che scrivere, domeniche in cui mi sono divertita a scrivere, altre in cui il tutto veniva da sé dandomi soddisfazione.
Succede che questa domenica sia anche la prima d'autunno, che per me, alla faccia di Gennaio, corrisponde all'inizio vero dell'anno. Sono settata come i palinsesti televisivi o le programmazioni del cinema, quando ancora il cinema d'estate chiudeva e non tentava colpacci poco riusciti con i blockbuster di turno e i fondi di barile rimasti in sospeso.
Si ricomincia quindi.
In tutto.

23 settembre 2017

7 Psicopatici

E' già Ieri -2012-

Ho fatto ieri la mia confessione e il mio mea culpa, ma diciamo che il vero film per cui dovrei sentirmi in colpa, e che dovevo vedere, è questo.
Sì, perchè il mio debole per le sceneggiature intricate, il mio amore per uno come Charlie Kauffman trova qui il suo vero elemento affine, in una sceneggiatura senza sbavature, o meglio, che anche quando sbava e scivola, lo fa alla grande, in un gioco di incastri, di realtà e finzione, di doppie letture, che non può che fare la felicità mia e quella di chi ama il cinema.

22 settembre 2017

In Bruges

E' già Ieri -2008-

Devo fare un mea culpa.
E una confessione.
Confesso che sì, oltre a un'agenda segna-film, ho pure un'agenda nera nel quale finiscono attori che proprio non mi vanno giù, che a pelle mi irritano e così mi irritano pure i film ai quali prendono parte.
In questa agenda, giusto per fare qualche nome, sono finiti Tom Cruise, Tom Hanks, Bradley Cooper, Brendan Gleeson e Colin Farrell.
Capite perchè, alla sua uscita e negli anni a seguire, In Bruges, con protagonisti Brendan Gleeson e Colin Farrell, non me lo sono voluta vedere.
Ho titubato a lungo, pensandolo come semplice crime noir stranamente ambientato in Belgio, che come terra d'ambientazione di un film noir con due attori e pure un regista irlandese, non te la spighi.
Poi, Farrell ha iniziato a partecipare a film sempre più interessanti, ho iniziato a guardare oltre quelle sopracciglia folte, quella faccia un po' così, e ad apprezzarlo.
Volevo aspettare però, di andarci a Bruges, per scriverci un post a tema, per prepararmi alla visita, ma il viaggio previsto per lo scorso inverno è saltato, e non se n'è fatto nulla.
Finché non sono stata folgorata a Venezia da Tre manifesti a Ebbing, Missouri, il nuovo film del regista Martin McDonagh e ho capito che sì, era il momento di colmare questa lunga lacuna.
Di fare un mea culpa.

21 settembre 2017

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 21 Settembre

Settimana ricca di film allettanti, dai gran nomi alla regia, all'azione come si deve passando pure per drammi adolescenziali.
A fare da contorno i soliti film fumosi italiani, e qualche pellicola che non troverà spazio dall'Europa dell'est.

L'Inganno
Il ritorno di Sofia Coppola, con il remake de La notte brava del soldato Jonathan e un cast da urlo che comprende Colin Farrell, Nicole Kidman, Kirsten Dunst e Elle Fanning.
Si corre a vederlo!
Trailer
Kingsman - Il Cerchio d'Oro
Sono forse l'unica che non ha visto né si è esaltata per il primo Kingsman. Lacuna che prima o poi colmerò, mettendo da parte il mio snobismo, per godere di quest'altra avventura dal piglio e il cast giusto (Colin Firth, Julianne Moore, Taron Egerton, Mark Strong, Halle Berry, Elton John).
Trailer
Valerian e la città dei mille pianeti
Film tanto caro a Luc Besson, tratto dal fumetto retrò a cui era affezionato da giovane. Un cast vario, dal bravo Dean DeHaan a Cara Delavigne passando per Rihanna, ma la paura di un'Avatar in cui contano più gli effetti speciali che la sostanza della trama c'è.
Trailer
Noi Siamo Tutto
Teen movie, o film young adult, che vuole spezzare cuori e far consumare scatole di kleenex, con l'amore difficile e ostacolato da una malattia che non permette a lei di uscire nel mondo.
Puzza di buonismo e pure di troppa gioventù.
Trailer

L'Equilibrio
Il ritorno al sud corrotto di un parroco dal buon cuore.
Quella pesantezza made in Italy che ispira gran poco.
Trailer

Tiro Libero
Classica storia di redenzione di uno stronzo patentato attraverso la malattia e l'amore.
Mettici un certo grado di amatorialismo, e anche no.
Trailer

2 biglietti della lotteria
Dalla Romania commedia road movie non certo originale, su un gruppo di amici che vince alla lotteria ma dovranno affrontare ogni sorta di prova per ritrovare il biglietto vincente.
Trailer

Glory - Non c'è tempo per gli onesti
Dalla Bulgaria, invece, uno di quei drammi chiusi che denunciano un Paese attraverso le vicissitudini del singolo.
Per radical-chic fumosi.
Trailer

20 settembre 2017

Heaven Knows What

E' Già Ieri -2014-

Lo avevo messo in agenda -sì, ho un'agenda in cui segno i film da vedere che la memoria è breve e i preferiti di google crome possono sparire-, l'ho messo in agenda, dicevo, ormai tre anni.
Non ero riuscito a metterlo in programma alla sua presentazione veneziana, e come succede ai film minori, dei concorsi minori del Festival, la distribuzione italiana non lo aveva preso in considerazione.
L'internet pure sembrava averlo dimenticato, fino a quest'estate, in cui Heaven Knows What è comparso in quei siti sì poco legali, ma in realtà fondamentali per recuperare e scoprire piccole o grandi gemme.
In questo caso, una gemma grezzissima.

19 settembre 2017

Top of the Lake - China Girl

Mondo Serial

Una seconda stagione non era prevista, e non la si aspettava.
Robin Griffin aveva risolto il caso della gravidanza di Tui, trovando molto più marcio nel suo paese Natale di quello che ricordava.
Il silenzio, dopo quella dolorosa risoluzione, era perfetto.
Ma se un personaggio continua a vivere, con i suoi numerosi difetti, e soprattutto se un'altra storia, oltre la sua, si può raccontare, le fila del discorso si possono riprendere, e spostarle, proseguirle.
Mettici poi che si riescono ad unire le due vincitrici della scorsa notte degli Emmy Elisabeth Moss (per The Handmaid's Tale) e Nicole Kidman (per Big Little Lies), e già sai che l'idea di Jane Campion non è affatto sbagliata.

18 settembre 2017

Emmy Awards 2017 - Il Red Carpet

Abbiamo visto vinti e vincitori, commentato brevemente lo show, ma ora è il momento di guardare alla parte più frivola ma anche più succosa della serata: il look delle star.
Potere di Enzo Miccio, a me!

PROMOSSE

Yvonne Strahovski sexy in rosso

Emmy Awards 2017 - I Vincitori

Prima di tutto, un ironico grazie a Rai4 per non aver reso disponibile il doppio canale audio, e grazie signori dello streaming per aver bloccato ogni possibilità per non sentire l'intero show tradotto simultaneamente in modo ovviamente fastidioso, frettoloso e sbagliato.
Se laggente sta sveglia tutta la notte per certi premi, significa che se li vuole vedere e se li può godere tranquillamente in lingua originale.
Messa da parte questa premessa, gioiamo!



Gioiamo perchè serie splendide e soprattutto profonde come The Handmaid's Tale e Big Little Lies hanno trionfato giustamente nelle categorie più importanti, perchè Master of None con quell'episodio capolavoro Thanksgiving è stato premiato, e pure Black Mirror si è ricavato il suo spazio. Nel reparto comedy, però, regnano incontrastati -e un po' hanno stancato- Veep e il SNL, lasciando davvero poco spazio agli altri.
Ma veniamo alla serata in sé, piuttosto fiacca in realtà, con il solito opening musicale e le immancabili frecciatine a Trump, con le più efficaci non tanto dal presentatore Stephen Colbert, ma dal trio di esperte Jane Fonda-Lily Tomlin e Dolly Parton.
Un applauso a Ewan McGregor che ha vinto 100 dollari per aver scommesso sulla meritatissima vittoria di Riz Ahmed per The Night Of, una standing ovation per Nicole Kidman e il creatore di The Handmaid's Tale per i ringraziamenti più politici, a Charlie Brooker che sperava in un'orgia collettiva in sala -un bel plot per una prossima puntata di Black Mirror- e infine per Sterling K. Brown, fan come noi delle serie TV nominate, ma bloccato dalla musica nei suoi ringraziamenti, che ha portato alti i valori di This is us.
Di seguito, tutti i vincitori, di un'edizione ricca che a differenza dei Golden Globe ha lasciato a bocca quasi asciutta The Crown e completamente a secco Feud e Westworld. Son cose.

17 settembre 2017

Emmy Awards 2017 - I Pronostici

Questa domenica non si scrive, ma si cercano di predire i premi che questa notte Stephen Colbert consegnerà a una stagione del piccolo schermo quanto mai carica di ottimi prodotti.
Predire e ovviamente puntare sui miei preferiti, dividendomi tra le lacrime di This is us, la perfezione potente di The Handmaid's Tale e le risate geniali di Master of None.
Sarà una dura lotta, anche tra le miniserie in cui non mancano sfide pesanti tra due colossi come The Night Of e Big Little Lies.
Insomma, non mancherà la lotta, soprattutto quella interiore quando quasi ognuna delle serie nominate, la si è amata.

16 settembre 2017

Miss Sloane - Giochi di Potere

Andiamo al Cinema

Sembra di essere dentro un episodio di Scandal, con una leader nata che controlla, gestisce, tiene le fila e i doppi giochi di una battaglia a suon di voti.
Sembra di essere dentro una puntata di The Newsroom (e non a caso ci sono le vecchie conoscenze Sam Waterston e Alison Pill), con dialoghi fiume, parlantine veloci, frasi ad effetto che lasciano senza parole.
Siamo invece su grande schermo, con una scatenata Jessica Chastain che tiene sulle spalle eleganti l'intero film di John Madden, sì, quello di Shakespeare in Love e Marigold Hotel, nella sua svolta americana e politica.
Perché di politica si tratta, quella marcia e corrotta, quella influenzata dalle lobby, in particolare quella delle armi.

15 settembre 2017

Dunkirk

Andiamo al Cinema

Ci sono battaglie che si perdono ma che si possono lo stesso vincere.
Quella contro il tempo. Quella contro un nemico più forte, che accerchia.
L'unica salvezza, allora, è la ritirata.
Ci sono battaglie, quelle per la sopravvivenza, che richiedono sacrifici, che tirano fuori il meglio e il peggio di noi, che acuiscono i nostri sensi, la nostra forza, i nostri istinti.
Siamo, come si sa, in piena II Guerra Mondiale, a Dunkerque, Francia, e a separare dall'Inghilterra c'è solo qualche chilometro de La Manica. C'è un nemico, però, che serra i ranghi e avanza, che accerchia, e uccide dal cielo, con bombe e attacchi a raffica.
L'unica possibilità di farcela, è tornare per l'esercito inglese in patria, l'unica possibilità per salvarsi, per l'esercito inglese e francese, quello di aspettare navi che li possano caricare e attraversare il mare.
Evitando bombe, evitando affondamenti, aspettando, in fila, sulla spiaggia, o su una nave che chissà se reggerà.

14 settembre 2017

Silenzio in Sala - Le Uscite al Cinema del 14 Settembre

Settimana di pausa rispetto alle grande uscite, in cui gli occhi sono puntati tutti sull'animazione. Non quella d'oltreoceano, però, ma quella nostrana, che sa come sorprendere.
Per il resto, brividi, lacrimucce, azione e il solito impegno che sa di pesantezza italiano.

Cars 3
Nemmeno una fan della Pixar, sfegatata come me, riteneva necessario questo terzo capitolo di una saga mai amata fino in fondo. Che succede, che fine hanno fatto l'originalità e le nuove idee?
Lascio spazio ai bambini.
Trailer
Gatta Cenerentola
Non è la Pixar, ma un'animazione tutta italiana quella che davvero merita di essere vista.
Presentato al Festival di Venezia, non lasciatevi sfuggire questo gioiellino per adulti. Perchè?
Leggete QUI
Barry Seal - Una storia americana
Dici Tom Cruise dici film di azione. Poco importa se la storia che racconta è vera, ambientata negli anni di Escobar e della cocaina e della corruzione tra Colombia e Miami. A Tom importano fughe, effetti speciali e la bella di turno.
Anche no.
Trailer
Appuntamento al Parco
Immancabile film per la terza età, con Diane Keaton e Brendan Gleeson, lei vedova che scopre nel lui senzatetto un amico con cui confrontarsi e parlare.
Leggerezza che non scalfisce ma ben può intrattenere.
Trailer
Leatherface
Prequel sulle origini del serial killer di Non aprite quella porta.
Per fan del genere, che finalmente troveranno brividi come si deve.
Trailer
Veleno
Il cinema italiano made in Italy, contro la camorra e l'inquinamento della terra dei fuochi.
Non basta Salvatore Esposito però a convincermi, né a Venezia né nei cinema.
Trailer
Fuori c'è un mondo
Altro film impegnato nostrano, che fin dal Trailer grida amatorialismo.

13 settembre 2017

Baby Driver

Andiamo al Cinema

Si torna al cinema, quello con lo schermo un po' più piccolo, con l'impianto meno potente, ma con la storia giusta, quella che coinvolge dall'inizio alla fine, che diverte ed emoziona.
Potere della musica, potere di Edgar Wright.
Parlare di Baby Driver senza menzionare la sua colonna sonora non ha senso, e partiamo da qui allora, visto che non è una colonna così, di abbellimento, ma è portante, e regge, anzi, costruisce l'intera sceneggiatura, che la assimila, si fa plasmare, dalle note che passano nelle cuffie di Baby.
E allora: ➤PLAY!

12 settembre 2017

Twin Peaks - Stagione 3

Mondo Serial

Tagliamo la testa al toro: scrivere di questa serie è difficilissimo. Quasi impossibile, quasi volevo rinunciarci.
Non troverete risposte (perchè, qualcuno le ha?), non troverete spiegazioni (perchè, qualcuno le sa dare?) ma troverete qualche spoiler, sempre se di spoiler si può trattare.
E troverete soprattutto un post scritto di pancia, appena conclusa la visione dell'ultimo episodio. Che lo so che bisognerebbe ragionarci su, starsene zitti in un angolo cercando conforto, ma a volte si reagisce reagendo, scrivendo.
Cos'ho visto allora negli ultimi mesi?
Come, soprattutto, perchè c'è da dire che la visione della serie lynchana non è stata semplice nemmeno da un punto di vista logico, con la volontà di vedere man mano, un episodio dopo l'altro, il tutto, ma con un trasloco della vita di mezzo, che ha ovviamente inframezzato ogni possibilità.

11 settembre 2017

Calendario Serie TV - Autunno 2017

Piove, le temperature si abbassano, si torna a lavoro. Non c'è da disperarsi però, perchè nuove e vecchie serie TV sono pronte a scaldarci sul piccolo schermo.
I titoli da segnare sono veramente tanti, quindi, forza, penna e agenda alla mano!

Ricominciano

Narcos -Stagione 3 
1 settembre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



American Horror Story: Cult
5 settembre
Cosa ci aspetta:



You're the worst - Stagione 4
6 settembre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Bojack Horseman - Stagione 4
8 settembre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Broad City - Stagione 4
13 settembre
Cosa ci aspetta:



Channel Zero - Stagione 2
20 settembre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



This Is Us - Stagione 2
26 settembre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Will & Grace
28 settembre
Cosa ci aspetta:



Scandal - Stagione 7 (e ultima)
5 ottobre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Mr. Robot - Stagione 3
11 ottobre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Crazy Ex-Girlfriend - Stagione 3
13 ottobre
Cosa ci aspetta:



Stranger Things - Stagione 2
27 ottobre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Shameless - Stagione 8
5 novembre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



Vikings - Stagione 5
29 novembre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:



The Crown - Stagione 2
8 dicembre
Dove eravamo rimasti
Cosa ci aspetta:




Fanno il loro esordio

The Deuce - 10 settembre
La nascita dell'industria del porno negli anni '70, i primi problemi con la censura, la diffusione dell'AIDS. Se in più ci metti di mezzo la produzione HBO e due protagonisti come James Franco e Maggie Gyllenhaal, sai già che è la serie da vedere.



The Good Doctor - 25 settembre
Messo da parte Norman Bates, Freddie Highmore resta nel piccolo schermo interpretando un giovane dottore, geniale, ma affetto da autismo. Aria di buonismo.

Ten Days in the Valley - 1 ottobre
Gran ritorno anche per Kyra Sedgwick, questa volta nei panni di una madre, produttrice televisiva, la cui figlia scompare nel nulla.



Suburra - 6 ottobre
Prequel dell'omonimo film di Stefano Sollima, la prima serie italiana marchiata Netflix. Attesa ce n'è.

Mindhunter - 13 ottobre
Già confermata la seconda stagione per quest'altra serie Netflix, che accompagna due profiler nelle interviste a famosi serial killer per capirne la mentalità e i segreti.

Godless - 22 novembre
Netflix fa incetta reclutando Jeff Daniels e Michelle Dockery in una crime story tesa e al femminile.

She's Gotta Have It - 23 novembre
Versione seriale del Lola Darling di Spike Lee, che dirigerà anche qualche episodio. Sempre per Netflix.









Partono poi parecchie comedy da tenere d'occhio, tra cui segnalare The Orville (10 settembre) di e con Seth MacFarlane, Young Sheldon (25 settembre) prequel sul personaggio di Big Bang Theory, Me Myself and I (25 settembre) su tre diversi momenti nella vita di un uomo -giovane, lavoratore, pensionato in un futuro lontano- Smilf (5 novembre) su una giovane madre che non trova un compagno, e Future Man (14 novembre) prodotto da Seth Rogen e Evan Goldberg.

Dal lato soprannaturale, sempre più presente nel piccolo schermo, da segnalare The Gifted (2 ottobre), prequel sugli X-Men, Ghost Wars (5 ottobre) sulla classica strana città americana, Superstition (6 ottobre) per il canale SyFy, Happy! (29 novembre) dal fumetto di Grant Morrison.

10 settembre 2017

La Domenica Scrivo - Venezia74

Sono 11 giorni ormai che scrivo solo di Venezia.
Che scrivo, soprattutto, a una velocità impressionante se paragonata ai lunghi minuti senza ispirazione, alle ore passate a saltellare nel web in attesa della prima decisiva frase che apra gli argini.
Perché a Venezia sembra di essere in un mondo a parte. Un mondo dove scrivere è più facile, dove si riesce a farlo perfino in coda tra un film e l'altro, perfino sotto una tettoia mentre ci si ripara dalla pioggia, perfino da telefono, cosa che per una anti-touch come me, sembra un miracolo.
Questione di tempo, come sempre.
Perché è proprio il tempo a rendere Venezia, il suo Festival, un mondo a sé: quell'ora libera basta appena per mangiare qualcosa, per scrivere qualcosa, quella mezz'ora di fila volerà in un battibaleno e a malapena si riesce a condividere sui social quanto visto, a finire di leggere il Ciak quotidiano.
Così passano veloci le giornate, dalla mattina, è già sera, con alle spalle almeno 4 film, e poco altro, ché il cibo scarseggia, in qualità ma non in costi, e già si deve pensare al domani.
In realtà, se avete seguito il diario pubblicato su Facebook (dove come sempre ho cercato di essere più social, ma chissà quanto quest'onda durerà) questa Venezia è sembrata più lunga del solito, colpa di una solitudine difficile da scalfire, di tempi in cui si condividono pensieri ma non momenti.

9 settembre 2017

Venezia 74 - I Vincitori

Nessun premio al mio Leone di Caffè, il Primo Canto di Kechiche, ma va bene così. Va bene perchè The Shape of Water è stato a lungo il mio favorito, superato ma di pochissimo dal cuore francese e dalla perfezione, soprattutto livello di scrittura, di Three Billboards... giustamente premiato per la sceneggiatura.
Questa 74esima edizione è finita, con numeri spettacolari, con film in concorso mai così belli, cosa non così scontata.
Restano perplessità per quel Sweet Country, per il bocca asciutta di Sutherland e la McDormand, ma qualcosa mi dice che potrebbero rifarsi agli Oscar.
Diamo spazio a loro, allora, ai vincitori, rimandando ulteriori commenti a domani.



Premio Speciale della Giuria
Sweet Country di Warwick Thornton

Miglior Sceneggiatura

Premio Marcello Mastroianni al miglior attore esordiente
Charlie Plummer per Lean on Pete di Andrew Haigh


Coppa Volpi miglior interpretazione maschile
Kamel El Basha per The Insult


Coppa Volpi miglior interpretazione femminile
Charlotte Rampling per Hannah


Gran Premio della Giuria
Foxtrot di Samuel Maoz

Leone d'Argento per la miglior regia
Jusqu'à la Garde di Xavier Legrand

Leone d'Oro
The Shape of Water di Guillermo del Toro


E ora alcuni premi collaterali:

Premio Orizzonti Miglior Film
Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli

Premio Orizzonti Miglior Regia
Vahid Jalilvand per No Date, No Signature 

Premio Speciale della Giuria Orizzonti
Caniba di Verena Paravel, Lucien Castaing-Taylor

Premio Orizzonti Miglior Attore
Navid Mohammadzadeh per No Date, No Signature  

Premio Orizzonti Miglior Attrice
Lyna Khoudri per Les Bienheureux

Premio Orizzonti Miglior Sceneggiatura

Los Versos del Olvido di Alireza Khatami 

Premio Orizzonti Miglior Cortometraggio
Gros Chagrin di Cèline Devaux

Premio Luigi de Laurentiis Miglior Opera Prima
Jusqu'à la Garde di Xavier Legrand

Venezia 74 - Il Leone di Caffè di In Central Perk

37 film visti in 10 giorni di Festival e ora che mancano poche ore alla consegna dei premi ufficiali, è il momento di fare ordine e di svelare il mio favorito, il mio Leone di Caffè.
Chi andrà a sedersi al fianco degli illustri La moglie del poliziottoThe Look of Silence, Anomalisa e La La Land, vincitore delle scorse edizioni?
Scopritelo, commentate, condividete, ma soprattutto segnate i titoli che sono imperdibili, e fortunatamente, mai come quest'anno sono tanti!

8 settembre 2017

Venezia 74 - Jusqu'à la Garde

Ultimo film in concorso del Festival, ultimo film da vedere e di cui scrivere del Festival.
E di solito, i sadici programmatori, lasciano le briciole meno succose alla fine.
Sembra il solito copione anche quest'anno, con il dramma di una famiglia in fase di separazione, un padre prepotente, una madre che se ne allontana e allontana i figli, il figlio più piccolo messo in mezzo, la più grande alle prese con una gravidanza non desiderata.
Tra silenzi corrucciati, pianti e tentativi di capire da che parte sta la verità, se quel giudice in fase di accordo ha fatto bene a costringere il piccolo Julien a far visita al padre ogni due settimane, il film avanza lentamente, e si vorrebbe per primi dire basta, registrare e mostrare la verità, ma niente.

Venezia 74 - Hannah

Riprendo le parole dette ieri da Claudio Santamaria durante il Q&A di Brutti e cattivi: in Italia ci sono vecchi come i fratelli Taviani che fanno film come fossero dei ventenni, e poi ci sono i giovani, che fanno film davvero da vecchi.
Andrea Pallaoro, classe 1982, fa film da vecchi.
O almeno lo ha fatto con Hannah, e non lo dico solo perché la protagonista e praticamente quasi l'unica attrice in scena é la non certo giovane Charlotte Rampling, lo dico perché il suo Hannah é il più classico e pesante dei film d'essai, dei fumosi cineforum dove ci si crogiola nei tempi dilatati, nei silenzi, nella prova d'attrice.

Venezia 74 - Le Fidèle

Gigi
Gino, detto Gigi é bello, elegante, perfetto. Con le donne ci sa fare, ancora di più con le rapine. Doppiogiochista, sempre in compagnia degli amici di sempre, la sua unica famiglia, la sua banda.
Tutto cambia quando incontra Bibi, pilota d'auto da corsa, e perde il cuore e la testa. Dal solito giro vuole uscire, mentre lei intuisce.
Bibi
Lei intuisce, ma testarda, innamorata, pure un po' egoista, a lui non rinuncia.
Mai.
Vuole pure un figlio da lui. Vuole ma il destino e lo sceneggiatore eccessivo, sono più bastardi.

Venezia 74 - Brutti e Cattivi

Sono brutti e sono cattivi. Sono pure piuttosto disperati, handicappati, non in grado di integrarsi.
Sono però decisi a cambiare, con una rapina, di quelle ben pianificate.
Sono il Papero, nato senza gambe, la Ballerina, nata senza braccia, che insieme formano così la coppia perfetta, poi ci sono anche il Merda, tossico impenitente, e Plissé, nano, esperto in casseforti. Insieme, mettono su una banda per rubare 4 milioni alla mafia cinese.
Tutto filerà liscio?

7 settembre 2017

Venezia 74 - Mektoub, My Love: Canto Primo

Si prende il suo tempo, Kechiche, sempre.
Si prende il suo tempo, ma ci racconta l'estate, l'amore, la giovinezza, ci racconta le luci e le ombre, i sogni e le speranze, le notti scatenate e i pomeriggi in spiaggia, in una città di mare, nel 1994.
Il soggetto, è in parte biografico: il protagonista è Amin, che torna a casa da Parigi per le vacanze, il sogno di diventare regista, con sceneggiature nel cassetto, fotografie da sviluppare, film da vedere. Preferisce il buio della sua stanza e di un vecchio film in bianco e nero al sole della spiaggia, preferisce osservare, studiare, ascoltare gli altri rispetto all'entrare in azione. L'opposto del cugino marpione, che passa da una donna all'altra per nascondere quella storia quasi adultera con una promessa sposa, libertina e scatenata.

Venezia 74 - Angels Wear White

Secondo scontro con il cinema orientale in questo Festival.
Secondo scontro impari.
Colpa sempre di quei tempi rarefatti, di quel linguaggio distante, di quella morale, di quella mentalità che fatico a capire.
E pensare che la storia, femminile e delicata, è di quelle che hanno il loro peso, e pensare che il tutto è trattato con grande intelligenza, non semplice quando di mezzo c'è lo stupro di due bambine di 12 anni da parte di un uomo di potere. La loro storia, con le indagini che ne conseguono, si interseca a quella della donna delle pulizie dell'albergo in cui il fatto è accaduto, lei, immigrata clandestina, tutto ha intuito, e cerca di ricavare qualcosa dalla situazione, soldi, una carta d'identità, un tornaconto.

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