8 febbraio 2017

Allied - Un'Ombra Nascosta

Andiamo al Cinema

Ultimamente, con i pronostici, c'azzecco.
Se da La Battaglia di Hacksaw Ridge mi aspettavo un film retorico, patriottico, pomposo e decisamente da Mel Gibson, La Battaglia di Hacksaw Ridge si è rivelato retorico, patriottico, pomposo e decisamente da Mel Gibson.
Da Allied, invece, mi aspettavo un film patinato, che girasse per intero intorno alle due star protagoniste e anche in questo caso, un film patinato, che gira attorno alle due star protagoniste, ho avuto.
Azzeccarci, permette di non rimanere troppo delusi, ma visto che il cinema dovrebbe entusiasmare, l'accontentarmi per me è un difetto.



Ora, Allied sembra il prodotto perfetto per il pubblico, quelle due star che corrispondono ai nomi altisonanti di Brad Pitt e Marion Cotillard, una presunta liaison tra i due che scatena il gossip e il pubblico in sala, atmosfere d'altri tempi, abiti meravigliosi, così, tutto il resto può passare in secondo piano.
La storia, infatti, non è nemmeno troppo ricercata.
Gioca con il mondo delle spie, gioca con una guerra vista dal punto di vista di queste spie, in terra marocchina prima, dove l'amore tra uno sparo e l'altro, nasce, a Londra poi, dove cresce, nonostante la routine della vita d'ufficio e della casalinga.
Basta un tarlo, però, una pulce che s'installa dicendo che quell'amore nasconde una talpa, per far crollare tutto. Fiducia in primis.
Il bel Brad, che invecchia bene ma che qui sembra un filino troppo di plastica, della bella Marion non si fida più, la scruta, la giudica, cerca in tutti i modi di avere ragione, di dimostrare che no, lei è quello che dice, lei non è una spia tedesca.
Gli rema contro il tempo, come un'ossessione, gli rema contro il governo per cui lavora.
Noi, rimaniamo con il dubbio, e con lui crolliamo in un vortice di 72 ore dove anche il minimo gesto conta.


Con una storia simile, il contesto storico c'entra, si direbbe, ma in realtà la guerra passa quasi in secondo piano, sfondo su cui muoversi, su cui i due protagonisti aleggiano passando da una festa all'altra.
Tanto è ben costruita la prima parte in terra marocchina, calibrata, di preparazione, tanto ci si calma, in una stanzialità penosa, a Londra.
Sono loro, il vero centro del tutto, loro nella loro bellezza abbagliante, loro nei loro abiti perfetti che si vorrebbe rubare uno ad uno, loro che si avvinghiano, ad ogni occasione, pure nel mezzo di una tempesta di sabbia, portando la sala -femminile- a rumoreggiare per quel lato B di lui che s'intravede (sì, esatto, Brad mostra il suo lato B).
Da uno come Steven Knight, però, ci si aspetterebbe molto di più, lui che tra la TV con Peaky Blinders e il cinema con Locke, sa stregare con le parole, qui preferisce mettere in moto l'azione, relegando i dialoghi a stereotipi.
Da uno come Zemeckis, invece, questo ti aspetti, un film confezionato sapientemente, con una fotografia impeccabile che omaggia i melò di un tempo, con luci e colori soffusi al punto giusto, in un meccanismo ben oliato per conquistare i più.
Non me, però, che tutto questo me lo aspettavo -Knight a parte-, che alle star preferirei la sostanza, alla bellezza generale, un segno particolare che sappia imprimersi.



Regia Robert Zemeckis
Sceneggiatura Steven Knight
Musiche Alan Silvestri
Cast Brad Pitt, Marion Cotillard, Lizzy Caplan
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14 commenti:

  1. Eh, ma ricordati che Knight ha firmato anche quella palla colossale di Taboo!
    Concordo sulla dimenticabilità del tutto, ma mi è piaciuto discretamente. Un bel pacchetto, non troppo vuoto, con una Cotillard assurdamente bella, mamma mia.

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    1. Knight va su e giù, era suo anche lo scontatissimo Southpaw, per dire, ma lo voglio ricordare per le sceneggiature meritevoli.
      Qui, comunque, pure io ho preferito di gran lunga la bellissima Marion, Brad mi piace più ora a 50 anni che in gioventù, ma non è mai stato il mio tipo e qui sa un filino di plastica.
      Film che intrattiene, né più né meno.

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  2. Alcuni tocchi di ottima regia! Però concordo, non è questo il momento di fare film d'altri tempi.

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    1. Non è il momento, soprattutto se così poco ispirati. Un bel pacchetto, confezionato anche meglio, ma chi se lo ricorderà l'anno prossimo?

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  3. Visto l'altra sera, e pur concordando con alcune tue osservazioni a me non è dispiaciuto affatto. Più che di plastica Brad Pitt sembra un pezzo di legno, ma magari è stato il regista a imporgli una recitazione anodina.

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    1. Non che mi sia dispiaciuto, ma essendo esattamente come me l'aspettavo, lo dimenticherò in fretta. Bello e senz'anima, ecco.

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  4. Questo Steven Knight, a parte l'ottimo Locke, a me comincia a suonare sempre più di bidone. Oltre che di noia...

    Peccato, perché la vicenda poteva essere sviluppata in maniera ben più tesa e invece si resta nella calma piatta.

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    1. Effettivamente a guardare gli ultimi lavori fatti, sembra meno in forma del solito, soprattutto a livello di dialoghi qui piatti piatti e buoni solo per aumentare il fascino dei due. Peccato.

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  5. Recensione ineccepibile. Il film, alla fine si fa vedere e, a mio avviso, ci sono un paio di sequenze di grande cinema(i due che fanno sesso nell'auto,l'attentato all'ambasciatore).

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    1. La scena nell'auto per quanto notevole l'ho trovata parecchio superflua, giusto per far palpitare il cuore e gli ormoni del pubblico in sala. Meglio l'attentato, serrato e teso a dovere, anche se poi tutta questa tensione si perde...

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  6. Il film è ben confezionato, ma non dice assolutamente nulla di nuovo e risulta privo di carattere e spessore. Peccato.

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    1. Esatto, si gira attorno alla bellezza dei due, e su loro si punta. Ma manca la sostanza.

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  7. l'ho visto e non aspettandomi nulla più di quello che ti aspettavi tu, sono uscita senza entusiasmo e senza scossoni dalla sala. ho preso atto insomma... comunque Brad, a parer mio, è l'attore più sopravvalutato di sempre

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    1. Ai primi tempi tra un Guy Ritchie e un David Fincher ci sapeva fare, ora lo preferisco produttore, anche perchè -diciamolo- è parecchio che non azzecca un film da protagonista, qui compreso.

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