20 febbraio 2017

Il Lunedì Leggo - L'Idiota di Fëdor Dostoevskij

Come fare a scrivere di un grande classico della letteratura mondiale senza risultare banali o impreparati, cosa che ovviamente di fronte a un tale libro, si è?
Con umiltà, ovviamente, e dicendolo subito che si è banali e impreparati di fronte a un tale libro.
Ma l'ho detto lo scorso lunedì, l'appuntamento con un "mattone" russo è per me annuale, perchè è un piacere, nonostante quella lunghezza che lo definisce un mattone, perdermi tra le sue pagine, anche nelle sue parti più pesanti.
Il primo motivo, quasi ovvio, è che queste pagine sono scritte un gran bene. Se han saputo resistere al tempo, se han saputo diventare dei classici, è proprio perché la voce del loro autore è di quelle imponenti, e porta a rivalutare, dopo appena una pagina, gli autori contemporanei.


Il secondo, poi, è che per quanto dopo un po' alcune situazioni si assomiglino, alcune trame tra matrimoni combinati, tradimenti, corti spietate e ingressi in società si mescolino negli anni, ci sono riflessioni, fra queste pagine, fra queste trame, ancora attuali.
Prendete L'idiota, dove il protagonista, definito idiota da tutti, in realtà è solo un essere così buono, così innocente e ingenuo da risultare diverso e impreparato di fronte al resto dell'alta società dove si spettegola, si combina, si tradisce. Questo idiota, che è in realtà un principe, si muove tra un amore appassionato e un altro più innocente. si muove cercando di salvare due donne, ma non se stesso, finendo sempre più in ridicolo, sempre in preda a chi in quella società non ci vuole stare e mira a creare scandali, e chi, invece, in quella società c'è e da un tale idiota vorrebbe prendere le distanze.
Ridurre il tutto a una trama semplice, con il principe Myškin conteso tra la bella e innocente e ricca e altezzosa Aglaja, con lei in preda ai dubbi proprio per la reputazione di lui, mal visto da parenti e amici, e l'altrettanto bella, ma perduta perché per anni mantenuta, amante e promessa sposa per salvare la faccia, Nastas'ja, ridurre il tutto a questo, a un uomo diviso fra onore e dovere, fra sentimento e senso di appartenenza, è di per sé sminuente.
Anche perché, attorno a questo continuo rincorrersi, spostandosi tra Mosca, San Pietroburgo e la vacanziera Pavlovsk, ci sono altri personaggi che entrano in gioco, altri protagonisti e altre storie, tra famiglie disagiate e cadute, opportunisti e sedicenti rivoluzionari, che creano così un universo letterario ricco.
Ma, come si diceva, in mezzo a tutto questo, Dostoevskij ci mette riflessioni bellissime, riflessioni ancora attuali, sulla pena di morte -che mette i brividi, per la sua modernità, per il suo grido di protesta contro di essa-, sulla religione, ovviamente, e pure sul senso della vita, affidando a chi sa di dover morire a breve, parole di innegabile potenza.
Poi, con la sua voce unica, Dostoevskij parla a noi lettori, rompe la quarta parete, parlandoci del processo di scrittura, della scelta di caratteri e personaggi, come fosse un amico, il migliore.
Ovvio che proprie queste pagine siano le più ostiche, che a queste confessioni si preferiscano gli intrecci amorosi dove la penna dell'autore svolazza che è un piacere, compreso quel finale, dove altre riflessioni non sono necessarie, ci si concentra solo sui protagonisti, e dove il tutto è ulteriormente velocizzato.
Ma se mi piace perdermi e immergermi tra le pagine di un "mattone" russo, è proprio per farmi catturare da queste riflessioni, che tra un samovar, un ballo, un serata in società, pur essendo nate ormai 150 anni fa, sono ancora capaci di colpire, di restare, più di un amore, più dell'ennesimo matrimonio sfumato.
Dal basso della mia umiltà e impreparazione, mi basta questo per capire e decretare un classico intramontabile.

2 commenti:

  1. Non metto in dubbio che sia un classico intramontabile e che dentro ci possano essere delle riflessioni bellissime.
    Sarò un idiota io, però di tuffarmi dentro questo mattone russo proprio non c'ho voglia, sorry. :)

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    Risposte
    1. Io mi ci tuffo una volta all'anno, così da essere indolore e non propriamente un mattone, provaci ;)

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