5 febbraio 2017

La Domenica Scrivo - Tempo

10 anni che non vivo nella città in cui ancora vorrei vivere.
Metà della mia vita da vegetariana.
Un terzo della mia vita passata assieme al giovine.
30 anni di mutuo.
15 di assicurazione sulla vita, si spera pattuiti inutilmente.
È una settimana che il tempo, nel suo essere tondo, mi assilla.
Perché lo si dà per scontato, spesso, il tempo, e così lui continua a passare, ad andare avanti, giustamente, fregandosene di noi, che gli chiediamo di aspettare, di concederci un attimo, un minuto, un secondo.
Il tempo, se ne frega.



Passa, e ti ritrovi ad anni di distanza dalla tua laurea a chiederti cosa sia cambiato, in tutti questi anni, ti ritrovi in una relazione che quegli anni, invece, non sembra sentirli, o forse, solo in termine di conoscersi meglio, sempre di più.
Brutta bestia il tempo, per una signora precisetti.
Una che cerca, per quanto possibile, di dividere il suo, di tempo, la sua giornata, in unità, neanche fosse Hugh Grant in About a Boy.
Unità non di mezzora, ma di 45 minuti, più o meno, la durata di un episodio di una serie televisiva, perché, per quanto non sembri, per quanto stare sul divano, davanti la TV, i più lo ritengano riposo, io lo considero un lavoro, bellissimo, per carità, ma parte del mio "lavoro" di blogger, e quanto vorrei poter togliere senza imbarazzi, senza problemi, quelle virgolette.
E così, nelle serate più piatte, nelle conversazioni più noiose o nei momenti di attesa, ti ritrovi a fare il conto di quante unità, di quanti episodi, avresti potuto vedere, altrimenti.
E invece, il tempo se ne frega.
L'ho già detto, vero?
Lui va avanti, si porta dietro rancori, età, dubbi e perplessità.
Si porta dietro persone, anche, ma non il loro ricordo.
Perché c'è qualcosa che sta al di fuori del tempo, nell'eternità.
E sono le emozioni, i sentimenti, i ricordi.
Te lo sei pure tatuato, per ricordatelo, per sempre, che non c'è niente che sia per sempre, che passerà il dolore, la gioia, pure, ma non il loro ricordo, non l'averlo vissuto.
Il mio libro preferito, quello che nella strana domanda ipotetica mi porterei su un'isola deserta, di tempo parla.
Ne L'Insostenibile leggerezza dell'essere, il tempo, gioca un ruolo fondamentale. Provate a pensarci, voi o io che riteniamo la leggerezza un difetto, alla pesantezza di un tempo che ritorna, di una scelta che facciamo ora, e che per la circolarità del tempo, faremo sempre, ancora e ancora e ancora. Allora ci si bloccherebbe, ogni decisione, nella sua pesantezza, nel suo essere definitiva in modo eterno, finirebbe per bloccarci, in quel tempo.
E allora, il tempo, bisognerebbe conoscerlo meglio, bisognerebbe saperlo leggere, intuire, comunicare, farlo diventare un linguaggio.
Come in Arrival, dove conoscerlo, il tempo, il futuro ma anche il passato, porterebbe a un passo successivo noi, tutti noi. E ci si chiede, usciti dalla sala, cosa faremmo se il nostro futuro lo conoscessimo.
Ci si arrovella, su questo punto, spesso e volentieri: a conoscere il giorno, il modo esatto, in cui si morirà, cosa cambierebbe? Edward Bloom, senza problemi, andrebbe avanti, affrontando sfide e pericoli, perché lo sa, lui, che morirà in un modo bellissimo, in un modo che solo il figlio può immaginare.
E allora, anche se passa, anche se se ne frega, anche se una settimana è volata senza farmi trovare altro  di cui scrivere, senza farmi provare quel brivido, quel "sì, domenica di questo scriverò", il tempo, dobbiamo viverlo, solo così passerà senza che ce ne rendiamo conto, solo così un terzo della mia vita posso dire di averlo vissuto nel migliore dei modi.

6 commenti:

  1. Il tempo è così, crudele e consolatorio e al contempo bello e deprimente ;)
    p.s. anch'io tempo fa scrissi un post del genere, per cui capisco il motivo che ti ha spinto a scriverlo :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Im una settimana in cui il tempo é passato troppo velocemente, portando con sé tanti numeri tondi, non potevo che scrivere di lui. Anche perché, il tempo sta cambiando :)

      Elimina
  2. Il tempo si porta dietro rancori, età, dubbi e perplessità, ma è anche quello che dovrebbe aiutarci a superarli. Alcune persone vivono il tempo come fossero in loop, senza viverlo appieno. Altre ci provano a superare certe cose, e sono quelle che alla fine vivono per davvero.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai perfettamente ragione, in questo periodo di loop, dovevo ricordarmi che il tempo bisogna viverlo :)

      Elimina
  3. Pure io cerco di dividere la giornata in unità. D'altra parte Hugh Grant in About a Boy è il mio massimo modello esistenziale.
    E non so se è una cosa positiva. :)

    Maledetto tempo, anche oggi piove...
    Ah, non si stava parlando di tempo in quel senso? XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ah ah, quindi arriverà un bambino che poi si metterà con la Lawrence a farti crescere?

      Oggi piove, ma per fortuna, così non ho bisogno di scuse o sensi di colpa per una domenica di divano e divano!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...