22 marzo 2017

Le Stagioni di Louise

E' già Ieri -2016-

Abbiamo:
- un film di animazione
- un film di animazione franco-canadese
- un film dall'animazione diversa, fatta di colori pastello, di acquerelli e grana della carta visibile
- una protagonista anziana, gentile, coraggiosa, divertente
- un cane che la segue, l'adotta, l'aiuta, le parla, pure
- una storia di per sé striminzita, ma in realtà, metaforica, profonda.
Abbiamo tutto questo in un solo film: Le stagioni di Louise.


Per la precisione, abbiamo Louise, un'anziana signora che passa la sua estate al mare, a Biligen, ad osservare gli altri, lamentandosi fra le pagine del suo diario degli schiamazzi, del rumore. L'ultimo giorno di vacanza, si attarda, l'orologio la inganna, perde l'ultimo treno.
E resta sola, in una città balneare che chiude i battenti, che si fa deserta, e che viene isolata -letteralmente parlando- dall'alta marea.
Louise, come una provetta Robinson Crusoe, dovrà imparare a cavarsela da sola, infrangendo qualche regola e qualche vetrina, costruendosi il suo rifugio sulla spiaggia, procurandosi cibo e riparo.
Sola, ma non per questo triste, solitaria e autosufficiente, passa i giorni, i mesi, in tranquillità, con i ricordi della gioventù che affiorano e fanno luce sul suo passato.
A farle compagnia, all'improvviso, un cane altrettanto solitario, altrettanto autosufficiente: Pepe, che la aiuta, la ascolta, le fa compagnia.


L'ho detto, la trama è striminzita, si riduce all'osso e si riduce a ripetizioni, in giornate piene di sole anche a dicembre, che scorrono nella loro lentezza ma anche nella loro pienezza, trovando la terra in cui coltivare le verdure, trovando pesci, molluschi, da mangiare. Trovando la soddisfazione, la felicità.
Ovviamente, c'è di più.
C'è una memoria ballerina, ci sono ricordi dimenticati e l'essere dimenticati, c'è una giovinezza in tempo di guerra, amori fugaci e intrepidi.
C'è Louise, insomma, che con i suoi modi di fare un po' burberi un po' dolci, entra a pieno diritto fra quei vecchini filmici che mi rubano il cuore.
In soli 75 minuti, infatti, Louise riesce a conquistare pian piano, grazie anche all'animazione piena di poesia di Jean-François Laguionie, a quel Pepe arruffato, a quelle musiche di accompagnamento che si fanno protagoniste, fra i silenzi.
Ci vuole un po' per andare oltre l'evidente, per trovare il significato, di queste Stagioni, la loro verità, ma già durante la visione, complice un doppiaggio all'altezza che vede Piera degli Esposti protagonista, gli occhi luccicano, le labbra sorridono.


Regia Jean-François Laguionie
Sceneggiatura Jean-François Laguionie
Musiche Pierre Kellner, Pascal Le Pennec
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4 commenti:

  1. Negli ultimi giorni sono stata incuriosita dalle immagini tratte dal film e, così, é passato a diritto tra i primi "da vedere".
    Qualcosa nei colori e nello stile mi ricorda moltissimo un gioco indie di qualche anno fa, incentrato sulla storia e sulle memorie di una nonna, nel passaggio da una stagione all'altra.
    Grazie per la recensione 😊

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    1. Un gioco indie su una nonna e la sua memoria? Lo voglio assolutamente!
      Il film, per quanto diverso e breve, ha una gran intensità, vedrai :)

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  2. Un film perfetto per te, ma mi sa non tanto per me... :)

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    1. Ormai è assodato che questa animazione è pane per i miei denti, non certo per i tuoi... me ne sono fatta una ragione ;)

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