5 aprile 2017

The Most Hated Woman in America

Andiamo al Cinema su Netflix

Domanda: Chi è la donna più odiata d'America?
Si potrebbe rispondere Melania Trump, ma non è americana al 100% e soprattutto, qualcuno che la ama -almeno suo marito-, c'è.
Si potrebbe dire Hillary Clinton, verso cui l'odio di gran parte d'America è esploso durante la campagna elettorale, ma appunto solo gran parte, e di questo gran parte chissà quando era vero, visto quello che ci sta mostrando Homeland.
E allora, chi potrebbe essere la donna più odiata d'America?
Quella di oggi, non saprei, negli anni '60, la più odiata era certamente Madalyn Murray O'Hair.
Altra domanda, spontanea: Chi è Madalyn Murray O'Hair?
La domanda giusta è però: chi era?
E per risponderci, arriva prontamente Netflix, con una sua produzione originale.



Madalyn Murray O'Hair era una donna come tante, anche se già diversa.
Madre di un figlio, sola e indipendente, senza lavoro viveva assieme ai genitori, non proprio felici della sua situazione di madre single, soprattutto all'annuncio dell'arrivo di un altro nipote "bastardo".
La O'Hair è combattiva, dalla parlantina veloce ed efficace, e ha il suo momento di gloria, nonché epifania, nell'essere l'unica bianca assieme al figlio, a protestare a Baltimora contro la segregazione razziale.
Capisce, che per attirare l'attenzione basta solo trovare una causa, quella giusta, e la trova nella scuola del figlio, che cresce altrettanto combattivo ma schiacciato da una personalità materna tanto ingombrante. In quella scuola, si prega, ogni giorno. Perché sì, in America, ogni mattina, preghiere cristiane venivano recitate da tutti gli studenti, anche dagli atei, anche dagli ebrei.
Incostituzionale, ingiusto, un vero problema.
La O'Hair lo prende a cuore, e lo porta fino alla Corte Suprema, vincendo, con il beneplacito pure del presidente Kennedy.
Ed è qui, che la O'Hair capisce un'altra cosa: gli americani, oltre ad infervorarsi e ad odiarla, la supportano, le donano denaro per supportare la sua lotta, e più lei si mostra combattiva, più soldi arrivano.
Protestare diventa un lavoro, di quelli remunerativi, e così nasce l'American Atheists,.


Il film Netflix firmato da Tommy O'Haver ci mostra tutto questo interrompendo la narrazione con il fatto che rese ancora più nota la O'Hair: il suo rapimento, nel 1995.
Assieme a lei, vennero rapiti il secondogenito e la nipote, figlia di quel primogenito che nel frattempo dall'ombra materna si era staccato e si era messo sul fronte nemico. I tre, in ogni caso, pur interpretati da gente come Juno Temple e il Vincent Kartheiser di Mad Men e Michael Chernus, nell'ombra resteranno in questo film woman-centrico.
Il rapimento, vero, ha però le sembianze di una farsa, con rapitori non certo efficaci, con toni che si mantengono per tutto il film più leggeri del dovuto, con lei, odiosa sì, ma anche giustamente combattiva.
E così, non te lo aspetti quel finale nero, quella svolta nella vicenda che ribalta tutto, film compreso.
Ora però altre domande sorgono:
1. Era necessario prendere la pur brava e somigliante Melissa Leo come protagonista di una O'Hair giovane e pure invecchiata? Quando si riusciranno a fare trucchi invecchianti che non sembrino posticci e fasulli?
2. Raccontare questa storia, questa pagina di storia americana, di una donna odiosa, sì, che combatte battaglie superflue seppur giuste, che lo combatte per soldi, e che quei soldi li intasca in modo illecito, sotto che luce ce la mostra, in realtà? Vittima o carnefice?
E soprattutto, (3.) Può un film Netflix, che televisione non è, sembrare in tutto e per tutto un film televisivo, capace di intrattenere e ricostruire, ma che scivola via senza peso?
La risposta, a quest'ultima domanda: sì.


Regia Tommy O'Haver
Sceneggiatura Tommy O'Haver, Irene Turner
Musiche Alan Ari Lazar
Cast Melissa Leo, Peter Fonda, Adam Scott, 
Juno Temple, Vincent Kartheiser
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6 commenti:

  1. Interessante, mi segno anche questo ^_^

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    1. Interessante, ma non lascia troppo il segno, purtroppo.

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  2. Interessante, però Netflix si dovrebbe dare una regolata, 400 programmi da spalmare in meno di un anno mi sembrano un po' troppi!

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    1. Netflix ci vuole sul divano sempre e comunque, o almeno dà scelta a tutti... sui film, ancora deve lavorare un po'.

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  3. Non mi sembra un film troppo da odiare, o troppo da amare, quindi mi sa che me lo risparmio...

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    1. Sì, diciamo che di meglio ce n'è, ma non al cinema o tra le prossime uscite: il vuoto.

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