3 settembre 2017

Venezia 74 - No Date, No Signature

Ormai certi tipi di film non mi spaventano più, e proprio per questo sanno sorprendermi.
Film iraniano, ma non di guerra, film cupo e apparentemente pesante, No date, No signature, ha in sé una profondità e un'intelligenza di scrittura non da poco.
L'inizio è uno scontro, un incidente stradale tra uno scrupoloso medico legale, e un motorino sul quale viaggia un'intera famiglia. Si fermano, constatano i danni, Narim si assicura che nessuno si sia fatto male, li prega di andare al pronto soccorso per gli accertamenti, e si salutano.
Il giorno dopo, però,  arriva il corpo di uno dei figli sul suo tavolo per un'autopsia. Causa della morte, sconosciuta.



E inizia un inferno fatto di dubbi, sensi di colpa e colpe da addossare, sia per Narim, che teme di essere responsabile dell'irreparabile, sia per quel padre che si sente colpevole, che reagisce nel peggiore dei modi dando vita a una girandola di violenza apparentemente senza fine.
Dove sta la verità?
Chi la possiede o la può conoscere tutta?
Ogni personaggio, è convinto di averla, e chi dubita, lo fa almeno con coraggio, prendendosi responsabilità non da poco.
L'Iran cupo e dai toni grigi, l'Iran dei poveri come dei benestanti, è un Iran con cui ci si relaziona senza fatica e senza pesantezza, riconoscendosi in una storia universale ma declinata a una realtà che deve essere scoperta, che soddisfa per la lucidità di una sceneggiatura forse non per tutti, ma che sa sorprendere, anche in quel finale sospeso.

4 commenti:

  1. Se certi film come questo non ti spaventano più, vuol dire che ti sei proprio trasformata in una creatura festivaliera doc. ;=)
    A me invece devo dire che continuano a preoccupare un pochino...

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    1. Non mi spaventano qui, ma a casa e al cinema continuerò a evitarli per snobismo e bisogno di leggerezza, creatura da festival letteralmente ;)

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  2. Questo film mi ha molto colpito e credo che ne conserverò un intenso ricordo.
    Ho sofferto la proiezione per un forte senso di claustrofobia. E' questo che intendi per spavento?

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    1. Ciao, no, intendevo che certe filmografie mi spaventano, in particolare quelle mediorientali non proprio vicine alle mie corde. Ma mai come quest'anno a Venezia ci sono state graditissime sorprese.
      C'è sempre la morte, e il conflitto, di mezzo, e c'è sempre quell'angoscia che sottolinei, una visione difficile da dimenticare anche per me.

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