1 settembre 2017

Venezia 74 - West of Sunshine

Quanto ci piacciono i protagonisti disperati.
Loro, con il mondo contro, contro il mondo, a cui non ne va bene una, che se le cercano, sbagliano e cadono. Quanto piacciono al cinema, sopratutto.
Piacciono così tanto che quasi si è stanchi di ritrovarli su grande schermo, seguire i loro tentativi di farcela, di pagare debiti in realtà accumulandone, di procacciarsi il denaro necessario, invischiandosi in giri ancora più loschi, con quei figli scarrozzati di qua e di là, mentre il loro rapporto si logora e si fortifica.
Siamo quasi stanchi, sì.
Quasi.



Perchè poi succede che di fronte all'ennesimo film declinato sul tema, con un padre per nulla devoto che si barcamena tra scommesse clandestine, debiti da ripagare e amici a cui chiedere prestiti con il figlio sempre appresso, chiuso in quella macchina, costretto a seguirlo, in una lunga e infinita giornata di consegne, succede che -si diceva- un piccolo miracolo succede.
Il merito va al cuore, che il regista Jason Raftopoulos ci mette ma che soprattutto mettono due attori non professionisti, alle prime armi, come Damian Hill e il giovane Ty Perham che donano una naturalezza e una genuinità ai loro personaggi che ce li fa amare, nonostante tutto.
Perchè c'è poco da fare, gli sfortunati, i Davide contro i Golia, ci faranno sempre più simpatia. Tiferemo per loro anche di fronte all'ennesima caduta, all'ennesima sconfitta o pessima idea. I Gallaghers hanno fatto scuola.
Così, in questa Australia di derelitti, ci si muove su una macchina d'epoca e si vive su quell'auto, in una giornata che sembra davvero senza fine ma che è in realtà un nuovo inizio, di un rapporto nuovo che si crea tra un padre che deve cambiare, un figlio che deve aprirsi.
Raftopoulos incornicia il tutto con i colori e i tempi tipici del Sundance più impegnato, e fa breccia.
Il giorno per dire no a queste storie, non è di certo oggi.

2 commenti:

  1. Un film su un padre disperato proveniente dall'Australia?
    Ma questa potrebbe essere la pellicola fordiana de-fi-ni-ti-va.
    Io invece nei confronti di film del genere mi sa che potrei essere già stanco...

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    Risposte
    1. Si, decisamente fordiano anche se dell'Australia si vede poco. Diciamo che finché hanno questo cuore, io continuo ad apprezzarli.

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