6 ottobre 2017

Song'e Napule

E' già Ieri -2013-

I Manetti li ho incrociati per la prima volta a Venezia con l'esagerato, divertente e kitsch Ammore e Malavita, da ieri nei cinema.
Certo, li avevo incrociati anche nei videoclip (quando ancora si chiamavano videoclip) da loro diretti, da Piotta a Max Pezzali.
Ma dovevo colmare certe lacune, e dovevo partire da quelli che per molti era il loro lavoro migliore: Song'e Napule.
Come per Ammore e Malavita, c'è di mezzo un amore per Napoli che passa per i difetti di questa città, per la corruzione, la malavita, i boss e i brutti giri, come per Ammore e Malavita c'è di mezzo la musica, questa volta espediente per riuscire a beccare uno di quei boss della malavita, tra i più efferati e latitante da 11 anni, come per Ammore e Malavita c'è l'amore che scombina le cose -e sì, sempre per Serena Rossi- e ci sono riferimenti, citazioni, esagerazioni verso il cinema che fu. Nella fattispecie verso quel poliziesco anni '70 che qui cerca di prendere vita tra abiti e inseguimenti su macchine d'epoca.



C'è tutto questo, c'è il cinema di genere, ma c'è una storia un po' più corposa, anche.
Il protagonista è un semplice pianista diplomato al conservatorio che poliziotto non vorrebbe esserlo, ma nemmeno vorrebbe fare il mantenuto di mammà. Accetta a testa bassa la raccomandazione del caso, entra nelle forze dell'ordine e aspetta buono buono due anni. Finché l'occasione per cambiare non arriva, anche se lui di cambiare, di mettersi in gioco non ne ne ha voglia: fare l'infiltrato, diventare il tastierista del fenomeno neomelodico del momento -Lollo Love- e così suonare al matrimonio della figlia di uno dei boss di Napoli che riuscire a scovare quel latitante di cui sopra.
Qui ci si mettono di mezzo un cantate sui generis, bonaccione in tutti i sensi, la sorella di lui che fa gli occhi dolci, una squadra d'assalto che le regole le aggira a piacere, per poter fare giustizia.


Arrivare al giorno di quel matrimonio e all'azione vera e propria sarà un lungo viaggio fatto di altri concerti, di altri ostacoli da superare, e così, i difetti che già avevo trovato in Ammore e Malavita li ritrovo qui, nella stessa Napoli esagerata in cui i Manetti non si contengono nei minuti di durata non ponendo però la giusta attenzione verso una sceneggiatura piuttosto fiacca in alcuni punti, che di una sforbiciatina avrebbe bisogno per mantenere il ritmo che si richiede al genere.
Se non manca il coraggio, manca invece la velocità, mancano scene sostenute, nonostante quella "povertà" dei mezzi a cui ho fatto l'occhio, anche se quella quella fotografia scarna fatico a mandarla giù. Difficile però non puntare il dito contro un montaggio che potrebbe aiutare quella mancanza di ritmo, quel montaggio che rallenta invece proprio laddove -negli inseguimenti- sarebbe necessario premere l'acceleratore, non riuscendo a farmi togliere l'etichetta di amatorialismo lì dove non dovrebbe andare.
Saranno scelte di regia, ovviamente, scelte estetiche soprattutto o adattamenti necessari a quanto si dispone, ma non tutto di questo cinema volutamente kitsch ed esagerato si adatta ai miei gusti.
Salvo invece le interpretazioni macchiettistiche ma divertenti e divertite di Alessandro Roja e di Giampaolo Morelli.
Napoli, le sue canzoni, la sua malavita, continuano così a convincermi solo in parte.


Regia Manetti Bros.
Sceneggiatura Michelangelo La Neve, Manetti Bros.
Musiche Pivio, Aldo de Scalzi
Cast Alessandro Roja, Giampaolo Morelli, Serena Rossi
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8 commenti:

  1. Divertente fino ad un certo punto, perché poi si insinua la banalità e diventa poco digeribile ;)

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    1. Divertente se durasse di meno. Anche i cliché non aiutano, ma se già la trama non è un granchè, una sforbiciatina qua e là avrebbe aiutato il ritmo.

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  2. Piaciuto molto più che a te, cosa scontata (che mi piaccia, dico) se ci sono di mezzo i Manetti. A casa mia, di Lollo Love parlano ancora.
    Martedì, nonostane l'ansia da esami per il giorno successivo, o forse proprio per sconfiggere quella, si va con Ammore e malavita. ;)

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    1. Le risate e la genialità di Ammore e Malavita -pur se con qualche minuto di troppo- allenteranno la tensione che è un piacere!
      Questo mi è sembrato un po' acerbo, per trama e per riuscita finale. Mi manca forse un pizzico di sudismo per amarli davvero i Manetti.

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  3. No questo film è una figata te lo assicuro io ^_^ Cmq tutti i gusti sono gusti

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    1. Gli preferisco Ammore e Malavita, qui il ritmo e le lungaggini non mi hanno aiutato.

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  4. Videoclip a parte, continuo a non aver ancora mai visto manco un loro film.
    Ero tentato di partire da questo, ma la tua opinione non è troppo incoraggiante.
    Forse è meglio se inizio con Ammore a malavita...

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    1. Se inizi con Ammore e Malavita -che sì, mi è piaciuto di più- forse perdi il punto di originalità di questo. Se parti da questo, potresti impantanarti in troppi cliché, in un ritmo non proprio spedito e pure in momenti di fiacca.
      O magari, ti riscopri amante di Napoli e del suo kitsch, e ad aver torto sono solo io ;)

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