5 novembre 2017

La Domenica Scrivo - Viaggi (di viaggiatori, ansie, guide e dei momenti migliori di un viaggio)

C'è chi prende e va, parte senza pensieri, senza programmare niente, complice un'offerta dell'ultimo minuto.
C'è chi entra in un'agenzia di viaggio e il viaggio se lo fa programmare nei minimi dettagli.
C'è chi decide data, e cascasse il mondo partirà, poco importa che il volo costi una fortuna.
C'è poi chi spulcia e spulcia quotidianamente i siti delle compagnie aeree, delle offerte low cost, alla ricerca del prezzo migliore, adattandosi poi di conseguenza.



C'è chi in viaggio va solo al mare, e fa solo spiaggia.
Chi solo nei villaggi turistici e da lì non si schioda.
Chi viaggia sì con viaggi organizzati, ma per comodità, approfittando così per esplorare con ogni gita possibile la sua meta.
C'è chi preferisce le città d'arte, preferisce vedere musei su musei, monumenti su monumenti.

C'è chi un viaggio non lo pianifica, prende quel che viene.
Chi preferisce vagare senza meta per la città, fermarsi a bere qualcosa, a mangiare qualcosa, a stringere amicizia con sconosciuti, vivendo la città così, senza bisogno di arte o storia.
C'è chi cerca di vedere di tutto e di più, con una guida sempre in borsa -possibilmente National Geographic-, organizzando e pianificando, con la paura di non avere mai abbastanza tempo a disposizione per incastrare tutto.

Poi però, questo stesso qualcuno lo sa che anche se un quadro la lascerà senza parole, se un panorama mozzerà il fiato, se la storia di un castello, una reggia, un palazzo, sarà piena di fascino, i momenti più belli saranno quelli seduti da qualche parte, a riposare, a bere una birra, una tazza di the caldo, mangiucchiando qualcosa, e parlare e parlare.
Lo sa che del viaggio oltre la meta conta la compagnia, l'altra metà, che perdersi nonostante le mappe sarà comunque l'avventura da ricordare, che anche le abitudini, anche se ristrette a tre giorni, non mancheranno.

Lo si è capito, no, che tipo di viaggiatrice sono?
Quella che ha l'ansia prima di partire, che ha l'ansia durante il viaggio, ma che sa apprezzare i momenti più importanti.
Quella per cui la parola Resfeber (che in svedese significa: il battito irrequieto del cuore di un viaggiatore prima che il viaggio cominci, un misto di ansia e aspettativa) è stata creata.
Non c'è capitale o piccola città in cui non ci sia il mio -o meglio nostro- bar di riferimento, quello in cui fermarsi ogni giorno, per riposare un po', o per "bere l'ultima" prima di rientrare in ostello.
E non c'è città in cui, oltre alle meraviglie che questa offre, non ricordi qualche frammento, in metro, a piedi, o seduti su una panchina, quando la lista delle cose da vedere è stata ultimata, o non importa più, e sorrido, con il giovine a fianco.

Sarà così anche questa volta?
Sarà così anche in una città alla quale sono legatissima, che visito per la terza volta ma per la prima in due?
Nel frattempo, il blog non si è fermato e non si fermerà, il resoconto vero e proprio di com'è tornare e visitare e vivere Praga, arriverà domenica prossima.

4 commenti:

  1. L'unica volta che ho seguito una guida è la stata alla Reggia di Caserta che avevo 12 anni, giacché non ho mai amato visitare musei e monumenti, dato che da piccolo raramente ti può interessare...la cosa buffa però, è che ora che vorrei farlo, perché ora mi interessa vedere ed esplorare, non posso più...ma me ne sono già fatta una ragione ;)

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    1. Non puoi più?
      Io sono una che della città vede prima musei e palazzi storici del resto, cercando di incastrare tutto per bene nei pochi giorni di viaggio. Poi, per godere della città, c'è tempo alla sera, quando musei e palazzi sono chiusi :)

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  2. Io invece sono un viaggiatore decisamente sprovveduto e disorganizzato.
    Evito guide, mappe, visite guidate, musei, chiese, monumenti...
    Per me la cosa migliore per conoscere una città è cercare di viverla come fanno i suoi abitanti, quindi non facendo il turista.
    Lo so, sono un pessimo turista. Anzi sono un non-turista.

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    1. Io faccio la non-turista quando tutto chiude, seguendo e cercando locali e pub giusti. Però andare a Londra o a Parigi o a Vienna e non entrare nei loro magnifici musei, continuo a vederlo come uno spreco :)

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