28 marzo 2018

Patti Cake$

Andiamo al Cinema (in ritardo)

Il rap è musica per e fatta da neri, le persone di colore, gli afroamericani, insomma, chi ha la pelle più scura di te.
Il rap non è certo fatto dai bianchi privilegiati, neanche se privilegiati non sono, e non c'è Eminem che tenga a far cambiare idea a quelli del ghetto, a quelli che il rap lo producono.
Il rap non è certo fatto da ragazze, pochi gli esempi da portare, e quelli che ci sono, sono bambole sexy che giocano a fare le sexy.
Figurati allora se sei bianca, se hai qualche chilo di troppo, e vuoi fare rap.


Patti, però, il rap lo sa fare davvero bene, il flow e le rime le escono che è una meraviglia, e sogna ad occhi aperti di entrare nell'olimpo verde del produttore O.Z., di scappare da quel buco di città nel New Jersey dove ancora vive con una madre che la odia, con una nonna che bene non sta.
Sopravvive facendo la barista alla bettola locale, dove al karaoke si esibisce pure quella madre che ha visto svanire i sogni di gloria musicale per una gravidanza indesiderata, sopravvive cercando altri lavoretti per saldare i debiti con la sanità che si è presa cura della nonna, sopravvive sognando, rappando, giocando, con l'amico di sempre, Jheri, aspettando la giusta possibilità, il momento del riscatto.
Alla faccia dei neri, le persone di colore, gli afroamericani, insomma, chi ha la pelle più scura di lei, alla faccia pure dei bianchi che fan rap e non le risparmiano il suo essere grassa, delle ragazze sexy.


La storia di Patti sembrerebbe una versione al femminile della storia di Eminem, con un complesso di Elettra non da poco da superare, con la questione razziale e di figura che non si può evitare.
E, in verità, una sua versione moderna, -anche se il tutto è ambientato ai tempi pre-social- è, con le classiche cadute, arresti e risalite che il genere "wannabe famous" ha.
Ma, Patricia Dumbrowski, Dumbo, Killa P, Patti Cakes, insomma, Patti, ha una genuinità tutta sua, sa come prendere al cuore tra uno sfogo e l'altro al ritmo sincopato del rap improvvisato e creato, sa come infarcire la storia, aggiungendoci pure l'amore, e sa come commuovere.
Perché sì, io, ragazza bianca che il rap non lo ascolto, di fronte a una ragazza come Patti, ai suoi testi e alla sua ultima performance da applausi a scena aperta, qualche lacrima l'ho versata.
Merito di una Danielle Macdonald perfetta, di una sceneggiatura che esagera magari con quei sogni, con effetti speciali non proprio speciali, ma caratterizza un gran bene i suoi protagonisti, anche le spalle secondarie come possono essere Jheri o Basterd, quella madre stronza per una ragione, o quella nonna combattiva che non si può non amare.
Il resto, lo fanno musiche e rime travolgenti, che inquadrano quell'America disperata, quell'American Dream in cui credere, sempre, e che sempre sanno sorprendere.


Regia Geremy Jasper
Sceneggiatura Geremy Jasper
Musiche Jason Binnick, Geremy Jasper
Cast Danielle Macdonald, Bridget Everett,
Siddharth Dhananjay, Cathy Moriarty
Se ti è piaciuto guarda anche
8 mile, Straight Outta Compton
Voto: ☕☕☕½/5

4 commenti:

  1. Mai sentito, ma dei film e delle serie di questi due post "all black", diciamo così, è il titolo che più mi attira. :)

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    1. Era uscito ai primi di dicembre, ma schiacciato dai filmoni natalizi sarà stato distribuito in due-sale-due. In ogni caso, il genere sembra sempre lo stesso, ma c'è tanto cuore e a sorpresa pure tanta bella musica, ti piacerà senz'altro!

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  2. Questo potrebbe essere il film che fa per me!
    Aspetto solo di trovarlo...

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    1. Su questo dovremmo essere sulla stessa linea d'onda, anzi, visto il genere musicale dovrebbe piacerti anche di più!

      psss... lo si trova con sub inglesi, e anche se il rap è veloce lo si segue senza grossi problemi.

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