10 aprile 2018

Counterpart

Mondo Serial

Berlino, Guerra Fredda.
In uno di quegli esperimenti chimici-fisici segreti, qualcosa succede.
Uno scoppio, un boato silenzioso, e un altro mondo si crea.
Un'altra realtà, altre vite, parallele.
Una doppia Terra, una doppia Berlino, una doppia popolazione mondiale.
Uguale a noi, per ricordi ed esperienze fino ad allora, ma che prosegue in modo diverso, indipendente. Basta una scelta diversa, e diversa diventa la loro vita, basta un errore, un virus, e quel mondo cambia, resta indietro in alcuni punti, avanza in altri. Unico punto di contatto, quella sede di Berlino che nasconde a chiunque un unico passaggio per passare di qua o di là fra i due mondi, con la diplomazia di entrambe queste Terre a giocare sul filo del rasoio le loro operazioni.
Ma cosa succede se di tutto questo viene a conoscenza e viene coinvolto il più semplice dei manovali di quella sede? Il classico uomo buono e onesto, che per 30 anni ha lavorato a testa bassa senza fare domande?
E che succede se entra in gioco perchè la sua controparte, sì, il suo doppio, il suo altro molto più arrivista e arrivato, sa di un attentato che si vuole causare, sa di una vendetta ordita dagli "altri" e che deve essere fermata prendendo il suo posto, scambiandosi?



Il punto di partenza di Counterpart, è già di per sé una gran cosa.
Ricorda neanche troppo lontanamente il filone migliore degli episodi di Fringe, sviluppandosi ovviamente in modo diverso, più solido.
È un gioco di spie e controspie, di doppi e tripli giochi, di verità negate e nascoste, di vite altre che potevano essere, per una singola decisione, per una singola svolta nella vita.
È una caccia ad un serial killer, alle vittime, alle menti dietro a tutto, che però lascia ampio respiro ai suoi personaggi, al loro cambiare -a volte troppo, che dell'ultimo amore della killer Baldwin ci interessa poco- a volte giustamente -che della misteriosa Clare e di quella scuola vorremmo sapere di più, e l'episodio The Sincerest Form of Flattery (1x07) è quindi uno dei migliori.


La solidità del tutto è però sia un pregio che un difetto, con la pesantezza che qua e là incombe, con la seriosità a lasciare spesso tagliati fuori, o un po' annoiati quando i giochi si scoprono prima del dovuto, quando dei destini e degli amori dei protagonisti importa poco.
A salvare baracca e burattini, però, un J.K. Simmons doppio e fantastico, capace di essere sia un bonaccione tutto cuore che un egoista e egocentrico da odiare, per poi far incontrare entrambi i suoi Howard Silk a mezza via, ci sono poi una sorprendente Sara Serraiocco, uno spaesato e cuccioloso Harry Lloyd (lontanissimo dal platinato Targaryen di Game of Thrones) e una misteriosa e affascinante Nazanin Boniadi.
L'atmosfera tesa e da film di spionaggio dove la diplomazia gioca un ruolo centrale è ricreata alla grande, la regia si destreggia un gran bene tra il nostro presente e un presente altro dai palazzi avveniristici ma dalla tecnologia meno avanzata, e se questa tensione, questo sapore di vecchio e di polvere qua e là si sente, lo sento in realtà solo io, che ai film di spie e spionaggio non sono mai stata avvezza.
Counterpart la si guarda, quindi, ci si appassiona, ma la scintilla del vero amore non è ancora scoccata per me.


Voto: ☕☕☕/5

4 commenti:

  1. Ispirava, tra tema, Simmons e la Serraiocco (che, ho notato in un'intervista, parla meglio l'inglese che l'italiano, e vuole essere un complimento a lei, ma una critica ai film a cui prende parte da noi. Brutti e cattivi non l'ho neanche finito). Però la pesentezza che mi confermi, qui e lì, fa sempre slittare la visione.

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    1. Io la chiamo pesantezza, altri la chiamano solidità e rigore, il confine è sottile ma non essendo fan di spie e lunghi piani, qua e là ho sofferto.

      La Serraiocco anche qui è meglio in inglese, nelle poche scene in italiano ho ringraziato la presenza dei sottotitoli. Su Buoni e Cattivi ho un bel ricordo, ma di sicuro mi ha influenzato la presenza di tutti in sala a Venezia, e la bella intervista a fine film, che mi ha fatto rivalutare quei personaggi fin troppo brutti.

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  2. La tematica spionistica di recente non mi attira granché.
    Di questa serie mi incuriosiva giusto la Serraiocco, attrice trasformista che qui propone un altro look ancora rispetto alle sue pellicole italiane.
    Potrei fare un tentativo con l'episodio pilota e poi si vedrà...

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    1. Cosa cosa, ho trovato una serie di cui ancora non hai visto il pilot? Male. La Serraiocco se la cava un gran bene, ma conoscendoti queste spie anche se sci-fi le troveresti più polverose e pesanti di me ;)

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