14 aprile 2018

Doppio Amore

Andiamo al Cinema

Sembra di essere tornati negli anni '90.
Non lo dico solo per quella moda fatta di ombelichi al vento, pantaloni incredibilmente a zampa e tute e jeans firmate che è forse il decennio di moda che meno avrei voluto veder tornare di moda, lo dico per certi film, patinati ed erotici, che ricordano quelli patinati ed erotici degli anni '90.
Visto in questo senso, Doppio Amore (traduzione del più significativo Doppio Amante francese) si pone in quel filone di pellicole patinate ed eleganti e francesi, che mettono alle strette la fragile eroina protagonista, portandoci con lei in un una strana follia di amanti, sì, e di sedute erotiche.
Visto però nel segno di un François Ozon che continua a sperimentare, a divertirsi, a far osare la bella Marine Vatch, non tutto torna.



Chloe è una bellissima ragazza con dei problemi.
È sola, principalmente, troppo bella per avere delle amiche, troppo bella forse per trovare l'amore. Ma lo trova lì, dallo psicologo che dovrebbe aiutarla ma che infatuato dalla sua bellezza, dalla sua intelligenza e fragilità, decide di interrompere le cure ed iniziare con lei una relazione. Anzi, di andare a vivere su due piedi insieme, senza bene conoscersi. O meglio, se lui di lei conosce anche i segreti più intimi e i pensieri più nascosti, lei di lui non conosce né il passato remoto né quello prossimo, e il mistero, i dubbi, si infittiscono quando scopre il suo gemello -identico- psicologo pure lui.
Da qui, nasce un perverso gioco di seduzione, di segreti, di fantasie sessuali, di trattamenti alternativi, di ossessioni. Con Chloé divisa e contesa fra i due, che forse sono solo nella sua testa, forse stanno giocando ad un gioco molto pericoloso.


E qui, Ozon, cambia ancora.
Cambia, abbraccia il giallo del mistero, il nero del thriller, il rosso della passione senza veli, in un vortice in cui la realtà non si sa più qual è, i doppi si fanno ancor più doppi, tra gemelli nati e non nati, passati traumatici, paure.
E qui, Ozon, ci mette comunque il suo zampino, riuscendo ad essere patinato ed elegante pure facendo indossare a Marine Vacth uno strap-on, riuscendo a mettere brividi e angosce attraverso specchi, finestre, vicine inquietanti.
Non tutto funziona, quello che è elegante rasenta spesso il limite del ridicolo, quello che è patinato sa essere anche esagerato, quella tensione è in un equilibrio precario di assurdità, e l'assurdità, si sa, chiede il conto.
Così, nonostante Ozon continui a cambiare e a spaziare, riuscendo a raccontare la gioventù turbata con Giovane e Bella, gli adulti turbati dal lutto con Una nuova amica o una pagina di storia da melodramma in Frantz, qui pur sguazzando nella sensualità che tanto gli piace, non lo si sente totalmente a suo agio.
O forse, a pensarci bene, Ozon lo è fin troppo, e te lo sbatte in faccia, sono io a non esserlo, come quel gatto che tutto osserva e ben chiara la situazione non ce l'ha.


Regia François Ozon
Sceneggiatura François Ozon
Musiche Philippe Rombi
Cast Marine Vacth, Jérémie Renier, Jacqueline Bisset
Se ti è piaciuto guarda anche
Una Nuova Amica, Quello che non so di lei, Inseparabili
Voto: ☕☕½/5

8 commenti:

  1. Mi ha preso e divertito, a modo suo, tutto e tutti bellissimi, ma la trama fa acqua da tutte le parti e quel finale boh, proprio non mi è chiaro.
    A Ozon sì, dici? Nel dubbio, aspettiamo il prossimo. Con la solità curiosità.

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    1. Il bello di Ozon è che se non te ne piace uno, a breve ne arriverà un altro, anche se ultimamente mi delude più di soddisfarmi. Diciamo che lui è più a suo agio in queste atmosfere e in questi doppi, io molto meno.

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  2. In tutta sincerità, a me non dispiacciono affatto i soft-core anni '90 e Marine Vacht è proprio bella...:D

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    1. Su Marine Vacht non si discute, qui diciamo che le atmosfere patinate sono quelle francesi quindi più eleganti rispetto allo standard, ma la storia...mah... mica mi ha convinto.

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  3. Io e Ozon siamo del tutto a nostro agio in un thrillerino 90s francese come questo.
    Mi spiace tu non lo sia altrettanto. ;)

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    1. Ha finito per inquietarmi parecchio questo Ozon, ma soprattutto a chiedermi cosa diavolo stessi vedendo... lo aspetto per il prossimo giro.

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  4. Io non vedo un film di Ozon da un secolo, ma questo pare interessante!

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    1. Quindi te ne sei persi almeno 100 vista la sua prolificità! Questo sulla carta è più interessante di altri (di Frantz di sicuro), anche se poi mi ha convinto fin là.

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