23 maggio 2018

Parigi a Piedi Nudi

Andiamo al Cinema

Poteva essere la commedia perfetta per me, gli elementi c'erano tutti:
- una vecchietta che si perdeva e scappava dal futuro in ospizio,
- la strana nipote canadese, che a Parigi non era mai stata e che parte per cercarla,
- l'incontro fortuito o sfortunato con un senzatetto che sembra avere e sapere troppo di quella zia e di quella nipote, con un pizzico d'amore che inevitabilmente nasce.
Insomma, per un'amante di Parigi, dei vecchietti e dell'amore come me, tutto sembrava perfetto.



Peccato che a dirigere, scrivere e interpretare tutto questo, ci sia il duo Dominique Abel/Fiona Gordon, comici strani, fisici, che si rifanno al cinema muto che fu, ripescando e ripetendo e adattando gag à la Chaplin, à la Keaton.
Un'identità forte, la loro, che si respira per tutto il film, che si sente ad ogni scena attaccata all'altra scena, ad ogni gag, ad ogni balletto, ad ogni assaggio di danza o movenza che finiscono per sovraccaricare l'esigua trama.
Un'identità quindi eccessiva, almeno per me, almeno per chi sente superate, datate e pure un po' troppo naive certe gag, appunto, certe fisicità.
La storia poi non decolla mai davvero, in quella goffa nipote che si perde per le strade di Parigi, che rischia di affogare nella Senna e di cadere dalla Tour Eiffel, si fatica a identificarsi, a quel senzatetto beone e beffardo, alle sue cene nei ristoranti chic a spese di altri, si fatica a voler bene, e pure a quella vecchina, ultima interpretazione della bella Emmanuelle Riva, non ci si affeziona, troppo veloce il suo passaggio, troppo strana pure lei, nel personaggio.


La commedia perfetta diventa quindi paradossalmente una commedia troppo leggera e troppo francese per piacere davvero, ostica ad un pubblico che non mastica i film comici che furono, ostica pure per chi certi film, certi sketch, li ha visti e li trova superati e ormai dei cliché, vuoi anche per l'elementarità degli equivoci proposti.
Peccato, insomma, perché Parigi, a piedi nudi o con la testa fra le nuvole, è sempre un piacere da vedere.

Voto: ☕½/5


6 commenti:

  1. Non so, forse me lo facevo diverso anch'io. Fatto sta che potrei dargli un'occhiata, ché per le commedie francesi - riuscite o meno - si trova sempre un po' di spazio. :)

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    1. Uomo avvisato... poteva essere molto caruccia, ma si esagera con quegli sketch fisici e a prevalere è una certa irritazione. Parigi, però, è sempre bellissima.

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  2. Lisa, grazie per la recensione. Era un film che volevo vedere con mia madre, che ama Parigi (ci è stata recentemente con sua sorella). Vorrà dire che glielo farò vedere ma non mi accoderò alla visione (comunque io amo molto la commedia francese, ma appunto mi fido della tua recensione :))

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    1. Grazie per la fiducia, diciamo che è un film che sa di antico e di vecchio, può essere un fascino da una parte, una stanchezza dall'altra, con gag e sketch davvero già visti e ripetitivi. La storia poi non è così originale, ma Parigi è sempre Parigi ;)

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  3. Va bene Parigi, ma vecchietti e stile da cinema muto (se non è The Artist) anche no, merci beaucoup. :)

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    1. Questa volta ti appoggio in pieno, perchè dico sì ai vecchi, no ai comici vecchi dentro.

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