2 maggio 2018

Seven Seconds

Mondo Serial

Jersey City è quella città a cui la Statua della Libertà dà le spalle.
Per non dire altro.
Ma basta, per far capire, cosa il New Jersey è.
Il New Jersey di Seven Seconds è poi quello del razzismo dilagante, della droga dilagante, di imperi nati su quella droga, di quartieri creati per spacciarla, e di una impunità altrettanto dilagante, con la polizia che volta le spalle come quella Statua, o che peggio si fa accondiscendente, corrotta.
Questo lo scenario.



Non c'è da stupirsi allora se quando il poliziotto Peter Jablonski investe per errore un giovane afroamericano su di una bicicletta, non chiama i soccorsi, chiama i suoi colleghi, che per evitare grane, rogne, per evitare la sollevazione popolare che nel Paese sta montando e che farebbe di Jablonski il capro espiatorio su cui riversare tutte le colpe dei morti di colore ammazzati per mano della polizia, lascia il giovane Brenton lì in quella pozza di sangue, manda Jablonski all'ospedale dalla moglie dove stava andando, e dimentica la cosa.
Peccato che il caso arrivi fra le mani della procuratrice K.J. Harper e del nuovo investigatore Fish Rinaldi.
Peccato che Brenton fosse ancora vivo, che un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvargli la vita, e che la famiglia è una di quelle famiglie per bene, che cerca come può di tenere il figlio lontano dalle droghe, dai brutti giri, frequentando la Chiesa, cantando in coro.
Questo, l'episodio particolare che in quel scenario di cui sopra si muove.


Parte così un'indagine difficile fatta di false piste, false testimonianze, di poliziotti non collaborativi, e di omertà diffusa.
Parte il declino di una famiglia che non ce la fa a superare il lutto, che si sfalda e si scontra con la propria fede.
Parte una lotta interiore per quel procuratore che si consola con l'alcool, per quell'investigatore inadeguato, ma con un gran cuore.
E parte infine un processo, che tiene con il fiato sospeso.
Sono più storie, quindi, quelle che si intersecano, più voci e più scenari a raccontare una parte di America retrograda, razzista, populista.
La solidità del racconto e la caratterizzazione dei personaggi (odiosi fino al midollo, complessi e sfaccettati) è quella tipica di Veena Sud, che già si è vista in The Killing in cui si muoveva tra indagini, famiglie a pezzi, politica, e quella che già si è vista nel bellezza piena di profondità di The Night Of.
Si ritrova così la stessa firma, con una storia che fa forse più male, e che denuncia un intero sistema nella frazione di sette secondi, o di 10 episodi.


Voto: ☕☕☕/5

8 commenti:

  1. Non mi ci ero avvicinato neanche un po' e, data la cancellazione, tentenno nonostante il tuo post mi abbia incuriosito. Nel dubbio, mi hai ricordato di recuperarmi The Night Of.

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    1. Non so se si possa parlare di cancellazione, la storia si conclude e credo che l'intento fosse quello di fare una miniserie, o nel caso riprendere i protagonisti per un altro caso. Quindi, vedila, che ne vale davvero la pena, ma prima vedi di recuperarti The night of, un gioiellino ancora più nero!

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  2. Mi mancano ancora due puntate ma per ora grandissima serie, sfaccettata e ricca di concreti legami con l'attualità, aspetto da non dare mai per scontato :)

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    1. Esatto, spiace che Netflix non l'abbia pubblicizzata di più, meriterebbe visibilità vista la qualità del tutto.

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  3. Ogni volta che provo a ripensare a questa serie, inizio a sentire la rabbia che ricomincia a imperversarmi nello stomaco... So che è solo finzione, ma, al tempo stesso, so anche che non è proprio così: storie come questa succedono fin troppo spesso, in America e altrove, e quel finale particolare, purtroppo, secondo me si conferma come fin troppo verosimile...
    In ogni caso, peccato per il mancato rinnovo! :(

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    1. Da tempo non provavo tanto odio verso dei personaggi di una serie, qui c'era davvero il peggio, e davvero troppo di reale. Mi aspetto che prima o poi si possa tornare nel New Jersey, le porte sono aperte, e un nuovo caso -fra qualche anno- tenere nuovamente con il fiato sospeso.

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  4. Una storia che fa davvero male, con personaggi odiosi che mi hanno fatto stare con la mascella serrata per il nervoso.
    Nonostante tutto, trovo che il pugno allo stomaco finale vada bene così, drammaticamente realistico. Però mi sarebbe piaciuto vedere Harper e Fish alle prese con nuovo caso, anche se non sono proprio ai livelli dei miei adorati|indimenticabili Linden e Holder <3

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    1. The Killing non si tocca, anche se gli ultimi casi non erano all'altezza del primo. Io ci spero in un futuro nuovamente nel New Jersey, giusto per farci ancora un po' di male, che tanti brutti ceffi insieme era da tempo che non li vedevo.

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