1 agosto 2018

Zoe

Andiamo al Cinema su Prime Video

Tocca iniziare anche questo post così: sembra di trovarsi ancora una volta dentro a un episodio di Black Mirror.
Anzi, si può dire che sembra di trovarsi di fronte a ben due episodi di Black Mirror con un tocco à la Westworld, scartati, riassemblati.
Siamo, infatti, in un futuro non così lontano, in cui quella tecnologia che oggi si sta sviluppando ha preso piede: ci sono robot che interagiscono con gli uomini, che li aiutano.
E c'è il brillante ingegnere che vorrebbe di più da questi robot, renderli non solo giardinieri, camerieri, gigolo, ma veri e propri compagni di vita, in grado di non ferire mai, di non lasciare mai.
A motivarlo, un cuore spezzato di recente, un matrimonio andato in frantumi.
Così, oltre a stabilire in modo preciso e insindacabile la percentuale di affinità di una coppia e di un probabile partner, Cole si impegna per rendere effettivo il suo sogno.
Succede l'impensabile, però, che una sua creazione cambi, diventi quasi umana, così umana da non sapere nemmeno di essere un robot, così umana da innamorarsi di lui, da soffrire per l'incompatibilità di fondo, mettendo in crisi Cole e ogni suo credo.



Ha inizio così un innamoramento pieno di resistenze ed ostacoli, ma anche di momenti bellissimi, quelli che da sempre Drake Doremus sa registrare.
Nella creazione di ricordi impiantati, nella magia di un weekend di libertà o di una cena, ci sono tutti quei sorrisi e quella bellezza del primo amore.
Poi, mentre le resistenze e gli ostacoli aumentano, succede una cosa che non ti aspetti: guardi l'orologio e al film manca ancora quasi un'ora.
Cosa può succedere?
Quando la crisi può rientrare?
Quando si farà pace o si troverà una soluzione a due cuori spezzati che sembrano essersi innamorati sotto una cattiva stella?
Ed è qui che parte un altro episodio alla Black Mirror.
C'è una nuova droga che prende piede ed assuefà in velocità. Una droga che imita la chimica del primo amore, dell'innamoramento più puro, anche con un perfetto sconosciuto.
Giovani e non ne abusano, ne diventano dipendenti. Cole e Zoe compresi, portando ad una lunga spirale di sensi di colpa e annientamento di sé.


E mi viene da pensare che Drake Doremus non sia in grado di dosare le sue idee e i suoi tempi, non sia in grado di dare equilibrio ai suoi film, come già in Newness creando delle prime parti bellissime, in cui all'amore ci fa credere, al colpo di fulmine pure, ma che poi si lasci prendere la mano, da quanto girato -infarcendo il montaggio di scene da videoclip, per quanto bellissime, stancanti- da quanto scritto.
Con il materiale di Zoe potevano uscirne due film, infatti, e potevano essere entrambi calibrati e magari brevi, magari sviluppati verso altre vie. Invece no, invece ci troviamo con un amore contrastato in cui -tocca ammetterlo- mi è mancata la capacità di credergli e tifarlo alla base.
E mi spiace, perché probabile metafora, perché all'amore di Theodore per la voce di Lei avevo saputo credere e struggermi. Qui, con la carne ed ossa che è in realtà gelatina che si può spegnere, meno, molto meno.
Mi spiace per Ewan McGregor la cui cotta non smetterà certo con il tormentato Cole di passarmi, e per Lea Seydoux, robot perfetto e pieno di fascino, la loro alchimia, la loro bravura sono fuori discussione.
È il resto che ho trovato sviluppato in modo acerbo, pure un po' confuso, con una Christina Aguilera buttata nel calderone, un Theo James lasciato in disparte, lui che un altro robot complicato è.
Tocca infine registrare l'ennesimo film che Drake Doremus sembra aver scritto per me, questa volta scritturando anche gli attori perfetti per me, e che finisce invece per non convincermi, per stancarmi e annoiarmi, cosa che non posso certo perdonargli.


Voto: ☕☕/5



4 commenti:

  1. Lo vedrà senz'altro, ché i due protagonisti piacciono sempre e il tocco di Doremus è indiscutibile, ma spero che mi piaccia un po' di più di Newness (stancante, ma salvato dal bel finale).

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    1. Il tocco di Doremus c'è tutto, nel bene e nel male, purtroppo. Aspetto di leggerne presto!

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  2. Un film ricchissimo di difetti, ma che non mi è dispiaciuto.
    Doremus è uno dei più grandi bluff del cinema recente e non ha mai realizzato un lavoro del tutto azzeccato, però qua pur nella confusione d'idee della sceneggiatura (che non ha scritto lui) mi è sembrato meglio del solito.

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    1. Confermo che come regista pur avendo per ogni film fatto tutte le carte in regola per farsi amare e adorare, non è riuscito mai a portare appieno il compito a casa.
      Qui, fossero stati due film, qualcosa magari cambiava.

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