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27 novembre 2012

Agente 007 - Licenza di Uccidere


Bond, James Bond - 50 anni e non sentirli
In occasione dei 50 anni del più famoso agente segreto del mondo, In Central Perk ha deciso di buttarsi a capofitto in questo mondo di spie e doppi giochi.
Come ogni saga che si rispetti, si parte dall'inizio!





Erano gli anni '60 e i romanzi di un certo Ian Flaming stavano pian piano avendo successo. Per lanciarli come si deve e per sfruttare la fantasia e la suspence presenti negli scritti, i produttori Harry Saltzman e Albert R. Broccoli decisero di trarci un film. Il primo della saga, 007 Licenza di uccidere, tratto dall'omonimo romanzo del 1958, era pronto per la produzione ma mancava un protagonista degno di vestire i panni di un agente tanto affascinante quanto forte. I nomi che iniziarono a circolare furono quelli di Cary Grant, alla fine troppo vecchio per il ruolo, quello di Roger Moore, già impegnato nella saga de Il Santo ma alla fine, a spuntarla, fu un quasi sconosciuto attore scozzese: Sean Connery. L'eleganza innata dell'attore, il suo cipiglio così particolare e irresistibile fecero di Bond quel personaggio intramontabile a cui i suoi successori saranno sempre paragonati.


In Licenza di uccidere, Bond ci viene presentato con la sua memorabile battuta (<<Il mio nome è Bond, James Bond>>) dopo una lunga scena d'apertura dove già ci sono gli ingredienti indistinguibili e immancabili dei capitoli: la sequenza gunbarrel e i titoli di testa graficamente impeccabili (qui certo, il tempo passato non rende loro giustizia).
L'ambientazione giamaicana fa da sfondo ad una vicenda che intreccia i temi caldi dell'epoca: la guerra fredda e la paura per un altro attacco nucleare, escogitato da un fantomatico Dottor No, mezzo tedesco e mezzo cinese, che occupa un'isola sperduta e super protetta, e pronto a tutto pur di dirottare un lancio missile americano. 

Il film si regge tutto sui momenti di azione, di romanticismo, di fuga e di tensione che si susseguono senza sosta e dove l'agente ha modo di sfoggiare tutta la sua sagacia, la sua abilità e il suo charme riuscendo a scoprire non solo come l'agente Strangways sia stato ucciso ma anche, ovviamente, a conquistare non una, non due, ma ben tre ragazze! l'ultima delle quali è l'indimenticabile Ursula Andress che con la sua entrata in scena direttamente dalle onde del mare è entrata nella storia del cinema.

Certo, come già visto per la grafica della sigla, il tempo passa, e certe scelte di montaggio come di recitazione, per non parlare di alcune scene di azione ora sottotono, fanno sorridere. Ma la facilità di Bond nel conquistare l'universo femminile e nel trovare soluzioni alle situazioni più complicate ne fa da subito un'icona la cui formula, dopo questo promettente esordio, si è fortunatamente ripetuta fino ad oggi.

2 commenti:

  1. Sarà che risente del tempo passato ma è sempre una goduria rivederlo.
    Perché James Bond ha la sua vera faccia, perché è realizzato in un universo narrativo tecnologicamente affine ai romanzi di Fleming, perché meglio una scena girata in maniera oggi antiquata che fatta tutta al computer, perché c'è una Ursula Andress che manco 10 Belen Rodriguez la uguagliano oggi...

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    1. Devo dire che come primo capitolo è stato folgorante! Merito di un Sean perfetto e di una Ursula immensamente bella!

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