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26 febbraio 2013

Frankenweenie

Andiamo al Cinema (un po' in ritardo).

Signori e signore, Tim Burton è tornato!
Dopo il flop di Alice in Wonderland e il discutibile Dark Shadows, il maestro è tornato ad essere quel genio gotico che in passato è sempre stato.
Quando uscì la notizia che il regista voleva riprendere il soggetto del suo primo cortometraggio del 1984 per farne un film a tutti gli effetti, in molti gioirono. Alla notizia che casa Disney avrebbe prodotto il progetto, qualcosa iniziò a tremare. Visti infatti gli imperdonabili passi falsi fatti assieme al padron Topolino, l'idea che anche quel piccolo gioiello di creatività potesse ora venire distrutto c'era da disperarsi.
Grazie al cielo ogni timore è stato dissolto.


Frankenweenie è infatti una favola un po' dark un po' surreale il cui protagonista è Victor Frankenstein, ragazzino strano e regista in erba che vive nell'altrettanto strana New Holland.
Il suo migliore amico è Sparky, un cagnolino vivace e buffo che lo segue ovunque. Un mal capitato giorno, però, Sparky viene investito lasciando Victor solo e disperato. Ma il caso vuole che il nuovo maestro di scienze ispiri in Victor un modo per riportare in vita il suo cane e complice tanta inventiva e una dose di magia di cui New Holland sembra circondata, l'esperimento riesce nonostante qualche cucitura e qualche pezza improvvisata. Di lì in poi però, causa compagni di classe in gara per il concorso di scienze, la città viene letteralmente invasa da esperimenti di ogni tipo.


Il tocco alla Burton lo si sente già dalla trama. Così assurda, così poetica e così nerd. Un po' come il protagonista stesso, questa favola vive di particolari decisamente deliranti: dai vari abitanti della città con in prima linea i compagni di scuola di Victor -veri e propri tipi da horror (su cui primeggia indiscutibilmente la folle Stranella con il suo Mister Baffino)- fino al bianco e nero magistrale che rende ancora più speciale la visione, in mezzo, l'ormai inossidabile collaborazione con Danny Elfman per le musiche che donano il tocco in più alla pellicola.
Sparky conquista così il suo pubblico e fino all'ultimo si è sperato che anche l'Accademy premiasse questo perfetto mix, perché Sparky sa come entrarti nel cuore, con la sua dolcezza e la sua tenerosità!
Insomma, Frankenweenie è tutto quello che ci si aspetta da un vecchio lavoro di Tim Burton: tanta genialità, tanto umorismo e tanta poesia! Ben tornato!



12 commenti:

  1. Concordo. Gli ultimi lavori di Burton erano stati uno peggio dell'altro, fallimentare Sweeney Todd, fiacco Alice in Wonderland, orribile Dark Shadows. Qui finalmente, pur alle prese con una materia non nuova, si rivede il vero Burton, bello con semplicità, senza strafare. Forse d'ora in poi dovrebbe dedicarsi solo all'animazione...

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    1. E magari abbandonando quel sopravvalutato di Depp! Sì, qui si torna all'antica magia :)

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  2. Ritorno gradito, ma oramai a mio parere Burton è stracotto, ritorna semrpe sulle solite tematiche da darkettoide depresso. Il film è carino, ma ha alcune incertezze di scrittura ed ha saputo dirmi davvero poco, a conti fatti.

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    1. Sarà che avendo sempre avuto animali in casa la vicenda mi ha emozionato anche da quel punto di vista, comunque ora attendo di vedere il prossimo lavoro per capire se c'è o si fa (di nuovo).

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    2. Per farci dovrebbe uscire dai suoi soliti cliché, magari stupirebbe col capolavoro che dopo "Big fish" e "La sposa cadavere" gli manca ancora.

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  3. Sì un film molto piacevole che però non mi ha entusiasmato

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    1. Per me è stato proprio tanto tanto carino e tanto tanto dolce Voglio uno Sparky ora!

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  4. weird girl è diventata stranella in italiano?

    in ogni caso, idola assoluta! :)

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    1. Lei e il suo altrettanto idolo Mister Baffino sono stati davvero il tocco in più, pazzeschi!

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  5. a me è piaciuto ma a Burton stavolta gli è piaciuto vincere facile riproponendo qualcosa di suo di circa 30 anni fa e cartoonizzandolo...ora lo aspetto al varco perchè anche per me da un po' non ne azzecca più una...

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