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30 giugno 2013

In Central Perk su Bloglovin

Come si vocifera ormai da un po' qui nella blogosfera, google reader chiuderà i battenti a mezzanotte.
Come fare allora per seguire con un semplice click tutti i blog che vi appassionano?

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Rumors Has It - Le News Dal Mondo del Cinema

Notizie molto succulente per questa domenica d'estate!
Partiamo con il botto, con il primo assaggio del nuovo -e già discusso- lavoro di Lars Von Trier. Questo è un estratto del capitolo I di Nymphomaniac:



Per questo secondo capitolo, invece, dovremmo aspettare fino al 15 dicembre, ma la lavorazione per gli ultimi due capitoli è già avviata. Stiamo parlando di Hunger Games che ha conquistato anche Julianne Moore che interpreterà la presidentessa Alma Coin, alleata -ma non del tutto affidabile- di Katniss/Jennifer Lawrence.

Prende corpo anche il cast del remake del musical Annie. Dopo la protagonista Quvenzhané Wallis (Re della terra selvaggia) e il suo anfitrione Jamie Foxx, ora anche Cameron Diaz è stata aggiunta nel ruolo della cattiva presidentessa dell'orfanotrofio. Le cose si fanno sempre più interessanti.

Visto che si parla della Diaz, ecco un altro trailer di quelli attesi! Dato il cast (Brad Pitt, Michael Fassbender, Penelope Cruz, Cameron Diaz, Javier Bardem), lo sceneggiatore (Cormack McCarthy) e il regista (Ridley Scott), un'occhiata a The Counselor gliela si deve dare:



Non si può certo dire che Keira Knightley non sia una habitué dei film in costume! Dopo Anna Karenina, l'attrice sarà protagonista di un film ambientato nella New York degli anni '20. In The other typist, vestirà i panni di una dattilografa pudica che diventerà ossessionata dalla sua nuova collega.

Solo Dio perdona non ha convinto la critica (e nemmeno me), così Winding Refn sembrerebbe voler tornare al suo passato. L'idea che gira nell'aria è quella di un sequel di Valhalla Rising e un suo ritorno a lavorare con il pupillo Mads Miskelsen in modo da completare il filo che lega i protagonisti dei suoi ultimi lavori -Drive compreso. E' ancora presto però per capire se il tutto sarà fattibile.

Leonardo Di Caprio è proprio instancabile. Alla faccia della pausa che si voleva concedere dopo Gatsby, l'attore inserisce nella sua agenda la produzione e l'interpretazione di Mean Business On North Ganson Street. Ad affiancarlo ci sarà niente meno che il suo nemico in Django Unchained Jamie Foxx. Per vedere realizzato il progetto, però, a causa della mancanza di un editore per il libro da cui è tratto, bisognerà aspettare.

29 giugno 2013

Margherita Hack

Margherita Hack (1922 - 2013)


Una gattara tra le stelle.

Angel - La Vita, il Romanzo

E' già Ieri. -2007-


François Ozon, continua con un tema metaletterario come già aveva fatto in Swimming Pool.
Nel suo primo film in terra inglese, infatti, la protagonista non solo è ancora una scrittrice, ma una sognatrice che confonde vita e libri, che cerca disperatamente, come le eroine delle sue novelle, di realizzarsi e di rendere perfetta la sua vita.
Di umili origini, Angel si vergogna della sua situazione precaria e sogna ad occhi aperti la fama e l'amore, idealizzandoli all'interno della magnifica villa -. Scrittrice prolifica riesce all'improvviso a farsi pubblicare il primo scritto iniziando così una scalata che la porterà al successo, alle alte sfere dell'aristocrazia e alla ricchezza. Nella sua vita e nella sua fortuna inaspettata, celebrata e venerata più da chi non le interessa, manca però l'amore che si manifesta nel tenebroso e seducente Esmé. Ancora una volta come una protagonista delle sue favole al femminile, Angel si innamorerà più dell'idea di questo pittore bohemienne che della sua persona, vedendo nella sua vita volutamente diversa qualcosa di intrigante che può rendere ancora più speciale la sua di favola.
La sua conquista non sarà però tutta rosa e fiori, attratto forse più dalla vita nell'agio, Esmé si sentirà rinchiuso in una gabbia dorata fatta di eccessi di sentimentalismo e di melodrammi, dove gelosia, passione e lacrime vengono sparse a profusione. Cercherà quindi la fuga, prima in guerra, poi tra le braccia di un'altra, infine in un'altra vita, lasciando una moglie incapace di comprendere tali gesti e abituata al suo ideale di magnificenza e lusso in cui i gesti estremi non sono previsti.
La sua vita, a differenza dei suoi romanzi, finirà quindi non tra l'amore e la passione, ma tra la solitudine e la malinconia,circondata solo da chi continua a venerarla.


Ozon costruisce il film in costume come un melo dei vecchi tempi, con ironia e vezzi da star distanti dalla realtà, con abiti mozzafiato e girandole amorose degne della prima Hollywood. Nelle sue mani tutto questo si trasforma in materiale spumeggiante in cui non mancano i momenti di commozione ma soprattutto di grande fotografia, costruendo ambienti come sempre sognanti.
Nota a parte il cast, in cui spicca un ancora quasi sconosciuto (ma già parecchio intrigante) Michael Fassbender.

28 giugno 2013

Swimming Pool

Once Upon a Time. -2003-

Nonostante qualche difetto qua e là, François Ozon mi aveva abituato a trovarmi sempre davanti a pellicole esteticamente e tematicamente interessanti.
Con CinquePerDue, ad esempio, la semplicità del tema (la crisi e la fine di una coppia) era aggirata grazie alla costruzione della sceneggiatura a ritroso, con Potiche era invece l'ambientazione retrò e il potere alle donne a catturare.
In Swimming Pool, però, nonostante la presenza di protagoniste a loro modo diametralmente intriganti, l'appeal non decolla.


Il film parte dal bisogno di una scrittrice -Srah Morton- di trovare ispirazione, motivo per cui il suo editore decide di prestarle la sua villa in Francia dove poter trovare pace e tranquillità. Quest''apparente tranquillità viene però sconvolta dall'arrivo improvviso della scatenata figlia di questi, Julie. Discinta e parecchio facile, inizia a monopolizzare la casa facendo così partire un vero contrasto con Sarah. Rigida e bacchettona una, libertina e con ospiti maschili sempre diversi la seconda, la loro convivenza non sarà affatto facile, ma pian piano, oltre allo scandalo, Sarah sente un'empatia e una curiosità morbosa verso la giovane che finisce così per essere fonte d'ispirazione per il suo nuovo romanzo.
Quando però non ci si aspetta altro che una escalation senza risoluzione tra i modi delle due, con un approfondimento verso le turbe e le ossessioni che le riguardano, ecco che arriva il colpo di scena: non solo riescono in qualche modo ad avvicinarsi, ma a renderle ancora più complici avviene un omicidio, le cui ripercussioni le segneranno.


Cosa c'è che non va in tutto questo?
C'è che il ritmo che François Ozon dà al suo film è parecchio lento e soporifero, con solo le prestazioni di Julie a risollevare l'attenzione. Le due protagoniste -Charlotte Rampling e la provocante Ludivine Sagnier- sono molto in parte ma manca qualche sprizzo, quel nonsochè che renda il tutto più accettabile. Non basta infatti l'ambientazione da sogno, né le grandi panoramiche a mostrare un paesino e una villa da sogno.
Certo, il finale, con un colpo di coda, ribalta tutta la situazione creata, portando ad un linguaggio meta cinematografico e/o metaletterario che lascia perplessi, ma non risolleva un film che non riesce a convincere appieno e che non conquista come invece ci si aspetta. Peccato.

27 giugno 2013

Silenzio in Sala - Le Nuove Uscite al Cinema

Settimana fiacca, in cui causa caldo, i produttori mettono in circolazione opere che non hanno trovato spazio nel ricco carnet invernale e primaverile.
Qualcosa di buono c'è comunque, ecco qualche consiglio:

World War Z 
Gli zombie tornano ad invadere il cinema! Dopo la serie The walking Dead e la saga di Resident Evil, anche Brad Pitt sotto la regia di Marc Foster si appresta a combattere contro orde di morti viventi in un film catastrofico ma che promette comunque bene.
Trailer







Doppio Gioco 
Al centro di questa pellicola c'è una giovane madre che per evitare la prigione inizia a collaborare con la polizia, facendo così la spia sugli attentati che i suoi compagni dell'IRA stanno organizzando. Non sarà una scelta facile. Clive Owen e Gillian Anderson nel cast.
Trailer




Blood 
La vicenda ha il sapore del già visto (e non a caso è l'adattamento della serie TV Conviction), con le indagini in un piccolo paesino dell'omicidio di un ragazzino (Broadchurch?). Qui però i poliziotti decidono di farsi giustizia da soli. Con Paul Bettany e Brian Cox.
Trailer






Salvo
Premiato all'ultimo Festival di Cannes nella Settimana della critica, il film di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza racconta la redenzione di un killer mafioso. L'incontro con una ragazza cieca durante un turno di "pulizia" gli cambierà la vita. Luigi Lo Cascio nel cast.
Trailer






La Quinta Stagione
Arriva dal Belgio l'ultimo capitolo della trilogia dei registi Peter Brosens e Jessica Woodworth. Il film racconta come l'estate non arrivi più in un paesino delle Ardenne e come questo inizi a modificare non solo la natura ma anche gli uomini.
Trailer







Sugar Man
Documentario apprezzatissimo dalla critica che cerca di scavare nel passato e nelle ragioni che hanno portato il cantautore Sixto Rodriguez ad essere dimenticato. Attivo negli impegnati anni '70 lo si riscopre con piacere oggi.
Trailer







Infine, per la serie la Disney c'è anche questa settimana, torna nelle sale il bellissimo Le avventure di Peter Pan, solo sabato e domenica però.

26 giugno 2013

Salvador - 26 anni contro

E' già Ieri. -2006-


Ci sono incappata per caso un venerdì sera che, senza impegni, come unico compagno avevo il divano. Convinta di vederne a malapena l'inizio per poi tornare ad immergermi nel libro da cui latitavo da qualche giorno, sono finita invece per esserne catturata.
Tecnicamente il film mi è parso subito non eccellente, con una fotografia non così curata e mutevole, con un ritmo e dei riferimenti ad altre pellicole senza però mantenerne lo stesso mordente. Tutti questi pregiudizi, dovuti più al titolo sconosciuto e alla provenienza spagnola (oltre che alla programmazione molto tarda da parte di Rai4), sono però svaniti man mano che la vicenda prendeva piede, che mi travolgeva con la sua assurdità e con la sua potenza. Al di là infatti di qualche difetto, Salvador ha la sua forza nel raccontare la Storia, in tutta la sua drammaticità e insensatezza e nell'avere per protagonista un giovane che, nonostante qualche impasse, dimostra internazionalmente il suo valore (Daniel Brühl, protagonista in Goodbye, Lenin! e Bastardi senza gloria e ultimamente visto anche in E se vivessimo tutti insieme?).


Il Salvador del titolo è Salvador Puig Antich, l'ultimo condannato a morte nella Spagna franchista, giudicato colpevole di rapine e omicidio. I fatti raccontati partono dalla sua adolescenza ribelle e al suo unirsi al gruppo anarchico Movimento Ibèrico de Liberaciòn che cerca di dare aiuto ai lavoratori sempre più vessati dalla dittatura di Franco. Il gruppo di cui fa parte prende però una piega più estremista e iniziano così, come moderni Robin Hood, a colpire le banche per usare il denaro per aiutare la gente comune e le altre unità di protesta, mettendo in allarme la polizia. Le cose non si metteranno affatto bene, e dopo l'uso di armi da fuoco, il gruppo decide di scappare per un certo periodo in Francia e aspettare che le acque si calmino. Purtroppo, Salvador torna indietro, e quando la polizia cerca di catturarlo ne nasce un sparatoria nella quale lui stesso viene ferito mentre un poliziotto resta ucciso.
E' carcere, è processo, è condanna a morte.
Nei lunghi mesi di attesa, in molti si muovono per chiedere la grazia del giovane, la famiglia è sconvolta, perfino il papa cerca di interagire all'ultimo ma Francisco Franco non risponde al telefono.
Tutta questa vicenda ci viene raccontata con il cuore, schierati sì, di parte, ma di quella di un giovane idealista e generoso e non di un anarchico insurrezionalista. Un giovane capace di smuovere le coscienze di un popolo oltre che di chi gli sta a fianco. Sono infatti i momenti profondi e intimi della sua prigionia a catturare, immerso nei libri, nelle conversazioni con i suoi custodi, e forte nonostante ciò che lo attende, Salvador dimostra una maturità e un senso della giustizia più forte di quella di un tribunale, ma resta comunque un ragazzo il cui destino è fin troppo grande.
La punizione vuole essere esemplare (anche perchè nel frattempo in un attentato aveva perso la vita il primo ministro Luis Carrero Blanco), la morte avverrà per garrota, strumento di tortura ancestrale il cui utilizzo fa raggelare. Si finisce così per versare lacrime di odio e di dolore, per un processo ingiusto e manovrato, per una vita che poteva essere risparmiata ma che, negli anni e nei giorni subito dopo la sua morte, si è fatta simbolica e portatrice di un messaggio universale che ancora oggi ha la sua eco.

25 giugno 2013

Broadchurch

Quando i film si fanno ad episodi.

La fine misteriosa di una giovane vita come in The killing e in Twin Peaks
La scoperta di altarini in un piccolo paesino, dove tutti diventano sospettabili sempre come in The Killing e in Twin Peaks.
Una coppia di investigatori dalle vite complicate, ancora una volta come in The killing.
Uno di questi (omonimo poi) con un caso irrisolto alle spalle e problemi di salute come in The following.

Potrebbe sembrare un'altra serie crime che nulla ha da aggiungere a quelle citate, invece la realtà è ben diversa.
Il motivo è, come già ho scritto in passato, che: British do it better!
Sì, esatto, gli inglesi sanno come accattivarsi il pubblico, come da una storia già nota tirar fuori il meglio costruendo una serie capace di appassionare e far riflettere.


Broadchurch parte infatti dal ritrovamento del piccolo Danny Latimer nella spiaggia della città per indagare e scandagliare la vita di ognuno. Incaricati alle indagini sono il nuovo arrivato e tormentato Alec Hardy e la rispettata da tutti, moglie e madre innamorata, Ellie Miller, amica della famiglia Latimer. Con la morte del ragazzo che fin da subito non appare un suicidio, parte così anche la caccia ai sospetti che va a scavare nel passato misterioso di alcuni abitanti di Broadchurch e nei vizi di altri, sconvolgendo così una comunità unita che deve affrontare scandali impensabili. Di questa macchina del fango si fa ovviamente capo la stampa, sia locale che nazionale, che diventa giudice e occhio delle paure delle persone, mentre la polizia brancola nel buio. Ci vorranno infatti quasi due mesi per sgarbugliare i dubbi, mesi durante i quali più volte le carte verranno mescolate e lo stesso spettatore verrà sviato.
Il punto di forza sta però soprattutto a livello tecnico. Se la fotografia è sopraffine, melanconica e fredda quanto basta, gli attori capitanti da un aitante David Tennant, riescono a non scadere mai nella lacrima facile o nel vittimismo (un merito va anche alla bella Jodie Whittaker). Con la sua ambientazione scozzese, dove l'ampia scogliera divide  la cittadina dal mare, Broadchurch si inserisce a pieno diritto nelle serie inglese di alta manifattura che come per Black Mirror non risparmia i media dalle loro colpe, creando suspance e rabbia per lo svolgersi dell'intera vicenda.


Tutto bene, quindi? Nì. Perchè in realtà il finale porta sì ad un colpo di scena di quelli pesanti e impensabili, che collima con la costruzione del personaggio costruito fino ad allora (solo 4 membri del cast conoscevano fin dall'inizio delle riprese l'identità dell'assassino) ma soprattutto non aderisce alla soluzione che io avevo ipotizzato. Delusione personale a parte, la soluzione non riesce comunque a convincere appieno, distruggendo in parte le ipotesi createsi fin dall'inizio, a volte molto più convincenti.
Nonostante la conclusione repentina del caso Latimer -solo 8 episodi- Broadchurch tornerà per una seconda stagione, che potrebbe fare ancora più luce sul caso irrisolto che tormenta Hardy.

24 giugno 2013

Holy Motors su MyMoviesLive!

Come me non siete stati tra i fortunati ad averlo visto in anteprima a Cannes più di un anno fa?
Come me la programmazione dei vostri cinema di fiducia (ovvero quelli più vicini) non vi ha accontentato e nemmeno nella rassegna estiva è prevista una serata dedicata a quello che la blogosfera ha innalzato a capolavoro?

Bene, potete ora rifarvi e in modo del tutto legale!
Non sarà come vederlo al buio di un megaschermo, ma perlomeno anche i comuni mortali riusciranno a gustare Holy Motors.
Il film evento di Leos Carx è infatti da questa sera fino al 21 luglio in rotazione su MyMoviesLive!

Cosa aspettate allora, cliccate QUI e buona visione!

Biglietti, Prego - Il Boxoffice del Weekend

Come c'era da aspettarsi, il blockbuster della settimana svetta in cima alla classifica, e Superman batte Spock anche per incasso totale. Sorrentino prosegue nella sua resistenza, mentre dal sesto all'ottavo posto si posizionano tre nuove entrate (sorprende quella di Risi), subito in caduta invece i tamarri di Fast & Furious.
Ecco i dettagli:

1 L'uomo d'acciaio
(week-end € 1.818.760 (totale: 1.818.760)

2 Into Darkness - Star Trek
week-end € 373.098 (totale: 1.765.910)

3 After Earth - Dopo la fine del mondo
week-end € 337.622 (totale: 3.721.423)

4 Una notte da leoni 3
week-end € 242.699 (totale: 12.102.612)

5 La grande bellezza
week-end € 117.127 (totale: 5.944.168)

6 Cha Cha Cha
week-end € 90.919 (totale: 91.408)

7 Dream Team
week-end € 88.629 (totale: 88.629)

8 Passioni e desideri
week-end € 81.839 (totale: 81.839)

9 Monsters & Co.
week-end € 77.948 (totale: 210.565)

10 Fast & Furious 6
week-end € 62.664 (totale: 12.751.441)

23 giugno 2013

Rumors Has It - News dal Mondo del Cinema

Iniziamo la domenica delle news con un trailer che già ha il profumo di Oscar. Che il bel Leo ce la faccia questa volta a convincere l'Accademy?



Continuano a rimpolparsi i cast di film che definire attesi è poco. Interstellar, la prossima fatica di Christopher Nolan dopo nomi come Matthew McConaughey, Jessica Chastain, Anne Hathaway e Michael Caine, vede aggiungersi anche quello di Casey Affleck. A Big Eyes di Tim Burton, invece, con già Amy Adams e Christoph Waltz protagonisti, si unisce Jason Schwartzman.

Ron Howard è un mestierante di Hollywood classicista ma anche sapiente. Per la sua nuova pellicola, The Heart of the Sea, si torna al costume. Ambientato nell'800, il film parlerà del reale disastro alla nave del titolo attaccata da un'enorme balena, il cui equipaggio finirà naufrago. Nel cast Benjamin Walker, Chris Hemsworth e Cillian Murphy.

Sempre di naufragio si parlerà in Nel cuore del mare, il prossimo film in cui Anne Hathaway sarà protagonista. Tratto dall'omonimo romanzo di Charlotte Rogan, vede al centro della scena una ricca donna che, salvatasi su una scialuppa di emergenza, verrà accusata di scelte terribili.

Finalmente è stato trovato il regista per l'adattamento cinematografico di 50 sfumature di grigio. Il nome scelto è quello di una donna, Sam Taylor Wood, mentre per i ruoli dei protagonisti si susseguono rumors riguardanti il giovane compagno della regista Aaron Taylor-Johnson (Le Belve, Anna Karenina) e quello di Felicity Jones (Like Crazy).

A proposito di Aaron Taylor, è finalmente stato reso disponibile il trailer del nuovo capitolo di Kick-Ass, eccolo:



Dopo Zach Braff e Charlie Kaufman, un'altra star tenta la via del crowdfunding per finanziare un suo progetto. Si tratta dell'inarrestabile James Franco che dopo la partecipazione in veste di attore e regista a Berlino e a Cannes si lancia sull'adattamento in cortometraggi di alcuni sui racconti contenuti in Palo Alto. La regia verrà affidata ai giovani Nina Ljeti, Vladimir Bourdeau de Fontenay, Bruce Thierry Cheung e Gabriel Demestree e i profitti andranno in beneficenza.

Tom McCarthy sta preparando un film incentrato sullo scandalo del Cardinale Bernard Law e la sua protezione verso cardinali pedofili fatto venire alla luce dai giornalisti del Boston Global. Il primo nome grosso già si vede all'orizzonte, pare infatti che Matt Damon sia interessato ad un ruolo.

Per concludere in bellezza, è arrivato anche il trailer della nuovo Disney. Dopo Ralph SpaccaTutto, Frozen è atteso per dicembre:

22 giugno 2013

Cry Baby

Once Upon a Time -1990-


Il Johnny Depp Day è passato da poco e ha lasciato dietro di sé scie che vanno recuperate.
Primo fra tutti questa pellicola, mia prima scelta ma poi amorevolmente ceduta al Cannibale grazie alla mia grande bontà.

Cry Baby è un film strano. Non brutto, ma nemmeno un capolavoro. E solo parecchio strano. Un incrocio divertente tra Grease e Grease, di cui riprende l'ambientazione anni '50 e la tematica della brava ragazza che diventa più rock. L'ironia è qui però accentuata al massimo, con battute, personaggi (su tutti la brutta Mona, vedi foto)
e scene che puntano alla parodia sgangherata. Fiore all'occhiello di questo film sono però i momenti musicali, che da musical che si rispetti partono in continuazione, dove il cast si divide nelle armonie pulite e tranquille del primo pop a quelle più ballabili e scatenate del rock. 
Come non citare poi un Johnny Depp giovine e glabro, bello bello e bello e scelta perfetta per il duro dal cuore tenero (e con lacrima facile)?
Il nostro Johnny se la cava egregiamente, sia con o senza musica (anche se la voce non è la sua),  protagonista scanzonato che deve far fronte ad una famiglia disagiata con una condanna a morte sulle spalle, altri nipoti in arrivo e zii poco affidabili (basta dire che ad interpretarne uno c'è nientemeno che Iggy Pop). L'amore contrastato verso la bella e ricca Allison lo porterà ad affrontare il perbenismo della comunità, con un ruolo che gli calza così a pennello e già fa pensare al futuro filone ironico che troverà davanti a sé con l'amico Tim.

Se lo si guarda quindi con occhio divertito, se ci si lascia trascinare dalla musica e dagli spassosissimi e grezzi personaggi, Cry Baby finisce per rallegrare e far ridere, parodiando vecchi classici e svecchiandoli come solo il re del freak John Waters può fare. Un culto in passato (anche per la presenza della ex porno star Traci Lords) che vale la pena di riscoprire o scoprire!



21 giugno 2013

Hard Candy

Once Upon a Time -2005-


Il film inizia con quella che a prima vista sembrerebbe una ragazzina parecchio smaliziata, che conversa in chat con qualcuno che poi incontra in un bar. Questo qualcuno però è decisamente più grande di lei e dagli sguardi e gli interessamenti non sembra promettere nulla di buono. I due finiscono nell'appartamento di lui, fotografo di giovanissime modelle di professione, bevono e tutto fa supporre che a breve il lupo verrà fuori dall'agnello e assisteremo al peggio.
La verità però si capovolge, non lei, ma lui viene drogato, si risveglia legato e imbavagliato e in un lungo e sofferente pomeriggio verrà torturato fisicamente e psicologicamente per il suo essere un probabile pedofilo. Hayley, nome probabilmente di fantasia, è infatti una vendicatrice che non si ferma davanti a niente, convinta di aver individuato in Jeff l'uomo coinvolto oltre ad abusi su minore anche nella scomparsa di un'adolescente. I suoi metodi, privi di coscienza, o forse troppo pregni di questa, la spingeranno ad indagare, a demolire le difese di un uomo che cerca strenuamente di dimostrarsi innocente, di metterlo alle strette con modi tutt'altro che politically correct (vedi foto sotto).
Non sapremo mai chi Hayley sia in realtà, se davvero la storia che racconta è vera o così come i modi per attirare Jeff, tutto e falso. Come lei stessa dice, forse rappresenta "solo" tutte le bambine umiliate, stuprate e abusate, di cui si fa spirito di vendetta.


Girato in modo teatrale quasi tutto all'interno di una villa, la claustrofobia del film è sottolineata anche dai primissimi piani insistenti sui volti dei protagonisti e da una fotografia splendida che si avvale degli sfondi neutri e colorati dell'ambiente per creare soluzioni sceniche e visive molto indie ma anche molto efficaci.
La spietatezza di Hayley che cozza con il suo fisico da bambina, è solo uno dei tanti colpi di scena che portano il film ad un finale unico, in cui finalmente tutte le carte vengono svelate. Se non basta una trama e una messa in scena tanto particolari ma anche tanto accattivanti, motivo in più per vedere Hard Candy è la prova degli attori: la giovanissima (all'epoca) e già promettente Ellen Page è perfetta, capace di raggelare e far tifare per lei con una sola scena, mentre Patrick Wilson concede una gran prova d'attore visto che il suo Jeff riesce a far provare disgusto, paura e anche pietà.
Hard Candy è così un film di difficile digestione, ma che vale davvero la pena di vedere.


20 giugno 2013

James Gandolfini R.I.P.

James Gandolfini (1961-2013)



-Riprenderò a vedere i Soprano, lì dove li avevo lasciati, in tuo onore-

Silenzio in Sala - Le Nuove Uscite al Cinema

L'estate è veramente arrivata e con questo caldo torrido il refrigerio di una sala (si spera condizionata) ha le sue attrattive. Per non sbagliare, però, ecco cosa è meglio concedersi!

L'uomo d'acciaio
Zach Snyder dirige, Christoper Nolan produce. L'accoppiata è di quelle grosse per un'altra rivisitazione di un eroe da fumetti. Dopo Batman, gli occhi sono tutti puntati su questo Superman!
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Stoker
Il primo film di Chan-wood Park in America e la prima sceneggiatura di Wentworth Miller (la star di Prison Break). Il cast strepitoso con Nicole Kidman e Mia Wasikowska promette tematiche noir e misteriose che indagano su uno zio particolare.
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Passioni e Desideri
Amore e tradimenti in una girandola di corna che passa tra Vienna e Brasile. I coinvolti sono Jude Law, Anthony Hopkins, Ben Foster e Rachel Weisz in una coproduzione internazionale che vede alla regia Meirelles (City of God).
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Dream Team
Dalla Francia una commedia sul calcio, dove allenatore e presidente cercheranno di far vincere alla loro sgangherata squadra di un'isoletta bretone almeno 3 partite. Nì.
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Tulpa
Esaltato dai cultori del genere come il nuovo e promettente re dell'horror italiano, la voce dei Tiromancino Federico Zampaglione arriva nelle sale con un thriller a sfondo rosso, su misteriosi omicidi nella Roma bene dei scambisti. Protagonista la compagna Claudia Gerini.
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19 giugno 2013

I Giochi dei Grandi

Once Upon a Time -2004-

Il gioco dei grandi non è certo divertente come quello dei bambini. Non si tratta di ridere, di inventare regole o di divertirsi, si tratta di amare, di tradire e di puntare tutto contro la propria famiglia. Così facendo questi grandi appaiono ancora più infantili dei loro figli, incapaci di trovare un equilibrio, di delimitare le proprie emozioni o semplicemente di affrontarle.


Hank e Edith, borghesi e freddi, scrittore in blocco lui, casalinga disperata lei, e Jack e Terry, alcolizzata e irrequieta lei, padre protettivo ma insoddisfatto lui, si scontrano nelle loro serate cercando conforto e passione nelle braccia dell’altro. Tra Jack e Edith infatti, la relazione sembra andare oltre, mettendo in discussione il loro stile di vita e facendo crescere la speranza di un futuro assieme che possa colmare il grigiore del quotidiano dove tra discussioni, fraintendimenti e sesso egoistico la parola calore famigliare sembra scomparsa. Ma la loro relazione spinge anche i loro partner a incontrarsi in un gioco che si fa sempre più pericoloso e che incrina il precario equilibrio che si era riusciti a stabilire, con i segreti mai tanto velati e la situazione che, seppur sul filo del rasoio, resisteva. In tutto questo i figli appaiono come zavorre, che anche se coccolati o fatti divertire, non hanno il peso necessario per mantenere salda e unita una storia. In questa girandola infinita di incontri clandestini e litigi furiosi, sembra quasi di rivedere il quartetto imperfetto di Closer, dove la passione scattava irrefrenabile e dove ognuno finiva per rimanere tradito dall’altro. I toni sono qui meno teatrali, l’origine letteraria si sente anche nelle numerose citazioni che , professori, snocciolano ai loro studenti e che inquadrano alla perfezione la loro di storia. Nonostante il gran cast –Naomi Watts, Mark Ruffalo, Laura Dern e Peter Krause- gli attori appaiono un po’ appannati e ingabbiati nei ruoli che la sceneggiatura –premiata al Sundace Festival- non lascia sfogare. Gli scoppi d’ira, così, e il finale amaro che più volte inganna lo spettatore portandolo a pensare il peggio, dà però una ventata non tanto di ottimismo, ma di libertà che serve a risollevare i toni claustrofobici del film.



Il film è andato in onda ieri sera su La Effe (canale 5) e sarà replicato domenica 23 alle 14:05 e lunedì alle 23.45

18 giugno 2013

Rectify

Quando i film si fanno ad episodi.

Sundance Channel ci regala un'altra perla.
Dopo il lento ma d'autore (la regia è di Jane Campion) Top of the Lake, il canale ha infatti proposto un'altra serie capace di affrontare un tema ostico con una maestria da brividi.


L’argomento carcerario, le condizioni di vita dietro le sbarre, il tempo da riempire tra paure e speranze, è già stato trattato in passato sia sul piccolo schermo (Banshee o Prison Break) sia su grande, ma mai è stato approfondito come in Rectify. Mostrando Daniel Holden che esce di prigione dopo 19 anni nel braccio della morte, la serie indaga soprattutto a livello psicologico sul suo protagonista, probabilmente un po’ speciale già a 18 anni, ora ancora più stranito, attonito e impreparato ad affrontare un mondo che è andato avanti senza di lui. La sua metodicità, la sua ricerca nel non pensare e nell’affondare nei libri viene così scossa all’improvviso quando i test del DNA sembrano scagionare la sua accusa di omicidio nei confronti di una quindicenne, stuprata e uccisa. Il suo reinserimento viene così spesso inframmezzato a lunghi flashback che mostrano la sua vita in una cella tanto piccola, in una personalità che cerca di annichilirsi e di resistere.


Al di là dell’approfondimento, perfetto e straziante, della personalità di un nuovo libero e la capacità di fotografia e macchina da presa di emozionarci, Rectify è anche un drama e un giallo, che vede riaprire un caso che aveva scosso un’intera comunità e con questo le sue ferite. Sembra esserci del marcio dietro, ma noi, come tutti i famigliari e i conoscenti, oscilliamo, incapaci di capire se Daniel sia davvero innocente o meno, e veniamo spiazzati da quelle mezze verità, da quella confessione datata e forse estorta. Nella settimana del suo rilascio, veniamo calati nei suoi panni e in quelli sempre conflittuali della sua famiglia, con una sorella devota (una splendida Abigail Spencer), un fratellastro giovane che cerca di aiutarlo e un altro che invece lo denigra e lo teme. Loro sono lo specchio dell’intera società, mentre la madre, fragile e spaventata, va avanti grazie alla routine.
In tutto questo c’è posto anche per la religione, per la promessa di una rinascita che tanto ha tardato ad arrivare e che ha le sembianze angeliche della cognata acquisita.
Grazie alla bravura straordinaria di ogni attore (Aden Young in primis), la serie mescola sapientemente questi temi, attraverso canzoni ormai vintage, ambientazioni e ritmi tanto lenti quanto affascinanti, facendo leva sulle nostre coscienze, delimitando gli spazi e i movimenti, creando scene potenti e lasciandoci con un finale amaro e ancora aperto che fa già crescere l'attesa per la già confermata seconda stagione.


17 giugno 2013

Biglietti, Prego! - Il Boxoffice del Weekend

La calda estate è arrivata ma la gente trova refrigerio al cinema anche se i numeri sono in netto calo. Probabilmente per questo si scelgono film scacciapensieri, e il podio si compone ancora una volta di filmoni hollywoodiani. Fortunatamente Sorrentino e la sua Grande Bellezza resistono stabilmente in quarta posizione e la Disney/Pixar continua a mietere successi nelle sue riproposizioni che si piazzano per la quarta settimana di fila in settima.
Festeggiando il post numero 501, ecco i dettagli:

1 Into Darkness - Star Trek
week-end € 861.107 (totale: 1.046.628)

2 After Earth - Dopo la fine del mondo
week-end € 717.058 (totale: 3.132.508)

3 Una notte da leoni 3
week-end € 636.248 (totale: 11.639.021)

4 La grande bellezza
week-end € 263.873 (totale: 5.740.330)

5 Fast & Furious 6
week-end € 194.361 (totale: 12.618.621)

6 Hates - House At the End of the Street
week-end € 110.587 (totale: 110.587)

7 Monsters & Co.
week-end € 98.690 (totale: 98.690)

8 Niente può fermarci
week-end € 97.982 (totale: 97.982)

9 Il grande Gatsby
week-end € 83.251 (totale: 7.161.868)

10 Epic - Il mondo segreto
week-end € 77.046 (totale: 2.496.004)

16 giugno 2013

Rumors Has It - News dal Mondo del Cinema

Dopo qualche settimana di pausa, torna la rubrica di In Central Perk che spulcia tra le notizie e i rumors di Hollywood e non solo! Pronti? Via!

Si inizia con un trailer dei film più attesi! Si tratta del secondo capitolo della saga de Lo Hobbit diretto da Peter Jackson. La desolazione di Smaug arriverà nelle sale italiane il 12 dicembre, ecco cosa ci aspetta:



Natalie Portman si appresta a tornare in gran forma al cinema! Dopo l'Oscar nel 2011 e una pausa, ora vede in uscita/in lavorazione due film con Terrence Malick, Thor e la scritturazione per un ruolo dark in Dare Me, tratto dal romanzo omonimo di Megan Abbott e diretto da Michael Sucsy, che è incentrato sulla lotta tra due squadre cheerleader. Bentornata Natalie!

Anche un'altra giovane non si ferma più! Emma Watson dopo aver incantato in Noi siamo infinito, ha nel suo futuro la saga tratta da Queen of the Tearling, trilogia della scrittrice Erika Johansen ambientata in un futuro post apocalittico (e prodotta da David Heyman di Harry Potter) e in prossima uscita, oltre all'attesissimo Bling Ring della Coppola, Facciamola finita di Seth Rogen e Evan Goldberg.

Chi invece aveva deciso di prendersi una -meritata- pausa sembra già ripensarci. Il sempre più bello e bravo Leonardo di Caprio apprezzato in ruoli da Oscar come Gatsby e Django, si è interessato a un progetto sulla misteriosa figura di Raspuntin. Il copione che Jason Hall sta scrivendo sarà infatti prodotto e interpretato dall'attore. Che l'Accademy lo snobbi pure questa volta?

Anche il suo rivale nel film tarantiniano, il fantastico Christoph Waltz non sta certo con le mani in mano! Nel suo futuro ci sono gran nomi: Big Eyes di Tim Burton e The Zero Theorem di Terry Gilliam, più un probabile ritorno di collaborazione con Roman Polanski con cui aveva già lavorato in Carnage. Il progetto per ora intitolato True Crimes riguarderebbe la storia vera del detective Jacek Wroblewski e la riapertura di un caso di omicidio legato a una scrittrice polacca. Il nome del regista non è ancora confermato, però.

Joe Wright continua invece ad interessarsi a progetti letterari. Dopo il maestoso adattamento di Anna Karenina, dovrebbe infatti arrivare quello de La Sirenetta, alla cui scrittura sta pensando Kelly Marcel, basandosi sullo spettacolo per burattini proprio del padre del regista. Anche la Sony ha però in programma un film sulla fiaba dei fratelli Grimm, in una versione cupa e dark.
Quando a Hollywood mancano le idee...

Per finire, un altro trailer. Woody Allen dovrà fare i salti mortali per riconquistare la fiducia persa con To Rome with love, ce la farà?

15 giugno 2013

Banana Bread!

Il Fabbricatorte

Per sperimentare questa ricetta ci sono voluti:
1- Il frigo rotto e la conseguenza dipartita imprevista delle banane
2- La presenza del solo plumcake come forma per fare un dolce
3- L’improvviso ricordo di mia sorella che mi diceva dell’esistenza di questa delizia a Berlino
Ecco come ho sperimentato nella mia nuova cucina il banana bread, tanto semplice da preparare come buono da finire!

INGREDIENTI
4-5 banane mature
200g farina
120g zucchero
120g burro
2 uova
1 cucchiaino di cannella
3g bicarbonato
6g lievito
Sale
Limone

PROCEDIMENTO
Iniziare schiacciando le banane con una forchetta creando una poltiglia, quindi spremere qualche goccia di limone per evitare l’annerimento.

A parte iniziare montando lo zucchero e il burro ammorbidito fino ad avere un composto spumoso. Aggiungere quindi le uova e, dopo aver mescolato bene, farina, lievito e bicarbonato più un pizzico di sale.
Unire quindi le banane schiacciate e amalgamare il tutto. A questo punto –se piace- mettere un po’ di cannella che spezia il sapore.

Versare poi in una forma di plumcake ben infarinata e imburrata (se in silicone lasciare pulita) fino a ¾ dell’altezza. Infornare a 180° per un’ora e quindi… Buon appetito!


14 giugno 2013

La Grande Bellezza

Andiamo al Cinema


Ci sono pochi film che ti segnano quando esci dalla sala. Film che per qualche ora –e, se si è fortunati, per qualche giorno- riempiono con la loro poesia visiva, facendoti vedere il mondo in modo diverso, ricercandone e trovandone la bellezza.
Sono ancora meno i film italiani che riescono in quest’impresa, vessati come siamo da un pubblico alla ricerca della risata facile, degli stereotipi e delle saghe in cui staccare la mente per qualche ora.
Ad allontanarsi da questo filone è, da sempre, Paolo Sorrentino. Un regista italiano che ha però abbracciato uno stile internazionale nelle sue opere, arrivando a sbarcare negli States con This must be the place. Il suo ritorno in patria era quindi rischioso, e leggere nel cast nomi come Sabrina Ferilli e Carlo Verdone ad affiancare il feticcio Toni Servillo faceva rabbrividire e la paura per un buco nell’acqua era alta. I 10 minuti di applausi a Cannes (nonostante l’uscita a mani vuote dalla kermesse) e il successo di pubblico nelle ultime settimane, conferma invece che Sorrentino non ha perso il suo smalto, ma che anzi, con La grande bellezza la sua capacità registica e il suo graffio si sono fatti ancora più profondi.


Il tutto si capisce fin dall’inizio, con un cororeligioso a fare da sfondo e l’accecante bellezza della città eterna mostrata con sapienza di movimenti che finiscono per far stramazzare al suolo un semplice ed estatico turista orientale. Sindrome di Stendhal? Crepacuore? Roma può avere anche questa conseguenza, e uscire dal cinema senza il desiderio di rincorrere e scoprire le ambientazioni di scena è quasi un peccato mortale.
Ma Roma non è solo questo, anzi. Roma è gente colta e acculturata o solo molto snob, è aperitivi vista Colosseo, è principi e principesse decaduti e ora in affitto, è feste a non finire, è sesso facile e ipocrisia, tanta ipocrisia. Questa è la Roma che Servillo ci mostra, questa è la Roma vissuta da Jep Gambardella un romanzo alle spalle e solo tanta bella vita poi che lo ha portato all’apice della scala sociale. Jep è l’uomo di mezza età che non ha peli sulla lingua, incantato ma annichilito dalla sua città, circondato da amici di facciata, amici ipocriti più di lui perché inconsapevoli di esserlo. Jep si muove nel suo universo romano senza lasciare che qualcosa lo tocchi davvero, che sia una performance artistica o l’ennesima avventura, ma compiuti 65 anni qualcosa scricchiola, e a causa della morte del suo primo amore, la sua vita gli appare in tutta la sua piena vacuità.
Ridurre però La grande bellezza ad una trama non sarebbe giusto, ci si trova infatti man mano in situazioni e ambienti diversi, a seguire Jep nelle sue camminate alle prime luci dell’alba, nelle feste e nei ritrovi. Lo si segue e così si conosce l’universo che lo circonda, scoprendo il lato amaro di una vita tanto facile, scoprendo le bugie e i falsi sorrisi nei volti di ognuno.


Sorrentino non risparmia nessuno, mette al vetriolo una società dell’apparire, in cui vengono compresi anche clero e aristocrazia, con battute fulminanti e dialoghi illuminanti. La sua macchina da presa si muove sorniona, compie evoluzioni e scopre una città tutta da scoprire, una città bella, grande e bella usando come sottofondo una colonna sonora in cui canti religiosi si amalgamano alla perfezione a canzoni intimiste. Toni Servillo è come sempre immenso, e regala la sua ennesima interpretazione ad alti livelli che si va a collocare nella sua ormai stupefacente filmografia, ma Sorrentino dimostra le sue doti anche riuscendo a riunire un cast non facile e eterogeneo dirigendolo splendidamente, prova ne sono quel Verdone e quella Ferilli che sicuramente trovano nel film il ruolo della loro carriera.
Nonostante qualche impasse, e la lunga, forse troppo, durata complessiva (a mio avviso, il finale a 100 minuti era ottimo) si arriva alla fine con qualche lacrima, più di un’emozione e la sensazione che, in fondo in fondo, il buon cinema italiano si sa ancora fare.



13 giugno 2013

Silenzio in Sala - Le Nuove Uscite al Cinema

Ora che l'estate sembra essersi decisa ad arrivare, le nuove uscite non si fermano. Una valanga di pellicole ci aspettano nelle sale, ma a cosa dare la precedenza?
Ecco qualche consiglio:

Into Darkness 
Da non appassionata della saga di Star Trek mi sono tenuta distante dal precedente capitolo, ma questo trailer promette già un alto tasso di adrenalina e di pathos. Il marchio J. J. Abrams è sempre una garanzia.









Hates - The house at the end of the street 
Un horror classico su una casa nella quale è avvenuto un duplice omicidio. La nuova vicina stringerà amicizia con il figlio della coppia assassinata, ma sarà veramente chi sembra? Consigliato solo per la presenza della sempre brava e bella Jennifer Lawrence.








Il fondamentalista riluttante 
Mira Nair firma un film che vuole far riflettere. La vita di un professore, fidanzato e in carriera, cambia con la tragedia dell'11 settembre. Essendo islamico viene ora visto con sospetto e con odio dalla patria che lo aveva accolto.







Una ragazza a Las Vegas
Un cast stellare -Bruce Willis, Rebecca Hall, Catherine Zeta-Jones, Vince Vaughn- per una commedia ambientata tra casinò e scommesse illegali. Un po' d'amore per condire un film che non promette certo esaltazioni.








Killer in Viaggio
Un po' più promettente una commedia indie direttamente dalla Gran Bretagna e dall'umorismo nero. Protagonista una coppia osteggiata dalla madre di lei, che parte per un viaggio in caravan in cui però scapperà qualche morto. La motivazione? La mancanza di buona educazione.







Il caso Kerenes
Dalla Romania questo dramma che vede al centro della scena il rapporto morboso tra una madre possessiva e un figlio che vorrebbe sfuggire dalle sue grinfie. Quando inavvertitamente investe un bambino, però, proprio la madre cercherà di salvarlo dallo prigione.







La leggenda di Kaspar Hauser 
Davide Manuli dopo aver visto uscire con ritardo Beket, ci riprova con questo film artistico e parecchio radical chic che indaga ancora una volta sulla misteriosa figura di Kaspar Hauser, il bambino d'Europa che incuriosì Norimberga e non solo, arrivando in città dal nulla. Le sue origini, forse nobili, non vennero mai chiarite. Tra i protagonisti Vincent Gallo e Claudia Gerini.






Niente può fermarci 
Un narcolettico, un internet-dipendente, un affetto dalla sindrome di Tourette e un ossessionato dall'igiene e dal timore del contatto fisico si conoscono in una clinica dove i genitori li hanno mandati per curarsi e decidono di partire perIbiza. Parte così un road movie fatto di prime volte e prime esperienze che li segnerà. Luigi Cecinelli firma una commedia italiana che si differenzia dalle ultime prodotte e vede nel cast comparse come Serena Autieri, Paolo Calabresi, Massimo Ghini, Gianmarco Tognazzi, Gérard Depardieu, Carolina Crescentini, Eva Riccobono e Lucia Ocone.



Infine da segnalare l'uscita Disney della settimana -Monsters & Co. in 3D- e il documentario Trashed, narrato e vissuto in prima persona da Jeremy Irons, che mostra le conseguenze della nostra società usa e getta e materialista.


12 giugno 2013

CinquePerDue

Once Upon a Time. -2004-


Una storia d’amore raccontata attraverso i suoi momenti più significativi: la conoscenza, il matrimonio, la nascita di un figlio, la vita di coppia e infine il divorzio. François Ozon decide di raccontarla però a ritroso, partendo proprio dalla sconfitta di questo amore, che finisce per essere una semplice lista di diritti e doveri davanti a un avvocato. Andando indietro con il tempo, si finisce inevitabilmente per ricercare le colpe e i problemi dei coniugi, sezionando così la coppia, si scopre che la colpa non sta né da una parte né dall’altra, ma che quell’amore che faceva abbozzare i primi sorrisi e sguardi sognanti tra i due, nasconde più e più crepe, e nemmeno la notte di nozze ne esce intonsa. Lui, incapace forse di prendere impegni, di non polemizzare o di non fuggire, lei, facile al lasciarsi trascinare, fragile e debole, forse troppo.


La loro non è la storia d’amore rosa e fiori, nemmeno al suo inizio, non è intrisa di romanticismo ma di realtà. Il regista però non scandaglia questo sentimento con un bisturi come Cianfrance in Blue Valentine, ma ce lo mostra in tutte le sue contraddizioni, narrato dagli stessi protagonisti in dialoghi che aiutano a comprenderli. Intermezzando tra un momento e l’altro canzoni anni ’60 del repertorio italiano, Ozon omaggia la nostra terra e l’attrice principale –Valeria Bruni Tedeschi- creando atmosfere malinconiche che si imprimono al film e lo sollevano da un tema più volte affrontato, rendendolo originale grazie alla sceneggiatura e alla realizzazione.



Il film è andato in onda ieri sera su La Effe (canale 50) e viene replicato domenica 16 alle 14:10 e lunedì 17 alle 23:40